domenica, Giugno 13

Il mio regno per una giumenta field_506ffb1d3dbe2

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obama 

 

Basta! Smetto di sgranocchiare marron glacé e mi dedico seriamente al compitino di striglio quotidiano di personaggi massmediatici.

Potrei ricorrere al comodo alibi che lo faccio con l’intenzione di addolcire la mia arringa odierna, ma fate bene a diffidare nella stessa misura in cui io, ieri, ho dubitato delle intenzioni catartiche di Fabrizio Corona.

Per i marron glacé ho fatto le peggio cose (ma anche per gli struffoli ed il sartù di riso: come al solito mescolo Nord e Sud), però io sono un’irriducibile e dunque non vi troverete un’irriconoscibile autrice addolcita e zuccherosa in questa puntata di AMBRacadabra.

Voglio, però, cominciare con una cosa carina, ovvero un oceano di ‘in bocca al lupo’ per Marino Sinibaldi, grande giornalista culturale, nominato Presidente del Teatro di Roma … una passeggiata sui carboni ardenti, da quel che si sa dell’ambientino, ma lui è uomo di coraggio e azione.

Finito questo pissipissi baobao con una persona che stimo, passo a sfilettare come una sogliola – con cui condivide la vivacità dello sguardo – François Hollande, perché ormai lo hanno lardellato tutti, perché non io, che spesso addirittura fustigo in solitaria?

Abilissimo, direi, ieri a prendere i giornalisti per stanchezza  -si sa, la pazienza non è il nostro forte- con una torrenziale conferenza stampa di tre ore. Come si dice ‘faccia di bronzo’ in francese? Monsieur le President ne è risultato discretamente provvisto, allorché ha asserito che gli affari privati si discutono in privato: ma, in fondo, è lui stesso che ha dato la stura alla querelle, facendo entrare all’Eliseo una signora che nel suo stato di famiglia non risultava inserita e facendo gravare sui contribuenti francesi una serie di benefits indebiti a favore di costei.

Si trattava di una nerboruta che, soprattutto, già gli aveva dato un bel po’ di grattacapi, creando baruffa con l’allora di lui consorte Ségolène, ché, se fossimo stati in una sceneggiata napoletana, già ci sarebbe scappato lo ‘strascino’.

Per gli stranieri’, dicesistrascino’ lo scontro fra due o più donne che, per aggredire la/le rivale/i, usa come arma impropria i capelli dell’altra, fino a sottometterla trascinandola a terra. Un mezzo primordiale, ma efficace; forse depotenziato dalla diffusione delle extension.

Sempre per confermare il copione della ‘faccia di bronzo’, l’omino di puré, rispondendo a quei maliziosi dei giornalisti, che, premurosi, s’informavano sulla salute di Valerie, ha affermato che ‘si riposa’: il che la fa immaginare esausta, dopo una scenata da far tremare l’Eliseo (e lei ha lo sguardo abbastanza aggrondato per metter su un teatrino persino con lancio di stoviglie), a mitragliarlo di aut aut.

D’altronde, non le è già andata bene la prima volta? Soltanto che Ségolène, lungi dal ricorrere alle cure mediche, seppe trovare in sé la forza di reagire (e forse, conoscendo il pollo e le sue debolezze, volle covare la vendetta, piatto che si consuma freddo, presentando al frolloccone l’avvenente Julie). E poi, l’Eliseo ha quasi una destinazione naturale ad ospitare una maitresse-en-titre … (andatevi a vedere su google cos’è: sono perfida, altro che marron glacé).

In una reazione a catena che assomiglia alla fioritura in primavera, alle avventure del Presidente centauro, i media ne hanno aggiunta un’altra, d’Oltreoceano, raccontando che c’è tempesta in paradiso persino alla Casa Bianca, dove la First Lady Michelle da un lato sta preparando una gran festa per il suo 50esimo compleanno e, dall’altro, è adirata come una iena col consorte, reo di aver fatto il piacione con una Premier europea, in pieno funerale del povero Mandela.

Certo, vedere che lui si scatta il selfie con la candida madamina -e il volto della moglie, che gli sta accanto, è un capolavoro di corruccio e di promesse di rendiconti in separata sede- appare un atto piuttosto fuori luogo e Mrs Obama, che sembra sempre attenta all’etichetta, potrebbe essersi infastidita per questo comportamento superficiale, piuttosto che per una potenziale fujtina da diecimila chilometri.

Non a caso, anche in natura, è il pavone maschio ad esser dotato della ruota seducente e ne fa uso come messaggio attrattivo. E questi son due pavoni che possono schiacciare il bottone di una valigetta nucleare…

Non paga di aver rimestato le bucce di due capi di Stato, stuzzico i correligionari juventini con una notizia di puro gossip che forse ne spiega un abbassamento delle prestazioni sportive: Andrea Pirlo si separa dalla moglie. Una iattura se ciò dovesse riflettersi sulla lucidità nel gioco del regista di mamma Juve.

Anche se l’esperienza maliziosa che ho patrimonializzato mi farebbe pensare che già dietro l’angolo c’è una nuova preparatrice atletica. Il problema è che l’equilibrio maschile è fragile e anche un cambiamento sentimentale, per quanto appagante, può essere annebbiante. O rammollente, fate voi.

E’ una donna, manco a dirlo, a dare una notizia innovativa ai media che sembravano schiacciati in una sorta di albo dei separandi: Anna Tatangelo si è fatta tatuare l’immagine di Gigi D’Alessio sull’inguine. Come? Mezzobusto? Intero? Con particolari veritieri? Secondo me, avrebbe fatto meglio a ricorrere alle decalcomanie: mettete che, di qui a vent’anni, la passione si sopisce.

Figuratevi che convitato di pietra, qualora la signora trovi un altro partner. Non vorrei essere nel suo inguine.

 

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