sabato, Ottobre 16

Il Ministro Cingolani e l’ambiente, ora lo criticano gli stessi Cinque Stelle Il senatore M5S Pino D’Ippolito ha attaccato pubblicamente il Ministro sulle trivellazioni nell’Adriatico e sul nucleare, mettendo anche in discussione la visione d’insieme del Ministro

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Il Ministero per la Transizione Ecologica è stato voluto da Beppe Grillo in cambio dell’appoggio dei Cinque Stelle all’esecutivo di Mario Draghi. Il nuovo ministero che ingloba competenze e parti anche delle Infrastrutture e dello Sviluppo Economico doveva essere la punta di diamante dell’ecologismo tecnologico, ma ancor prima che fosse istituito, lo dicemmo proprio sull’Indro che c’erano dei pericoli perché in Francia con questa ‘scusa’ si erano poi impressa una svolta sostanzialmente anti – ambientale tanto che ci furono le dimissioni del ministro di allora su questo tema.

Non sfugge neppure che è proprio l’ambiente il maggior destinatario del Recovery Fund69 miliardi di euro– con una dotazione anche superiore alla stessa Sanità (che è stranamente ultima nonostante la pandemia). Molti soldi molti appetiti, ovviamente.

Se la Francia è rimasta vittima di questo prevedibile trucchetto, figuriamoci l’Italia che è la patria di Machiavelli.

Ed infatti già i primi passi fatti da Cingolani -che è un fisico e tecnologo di formazione- ci sono state molte levate di scudi delle organizzazioni ambientaliste e da parte di Angelo Bonelli, presidente dei Verdi.

L’uscita eclatante è stata sul nucleare che ha provocato forti reazioni. Cingolani l’ha rivalutato nonostante ci siano stati vari referendum con cui il popolo italiano si è espresso al contrario.

E poi il nuovo Ministro ha parlato dei tempi lunghi per le autorizzazioni il che prelude ad un ulteriore indebolimento della commissione VIA (Valutazione Impatto Ambientale) senza contare che l’altra commissione strategica, l’AIA-IPCC (Commissione Istruttoria per l’Autorizzazione Ambientale) che ha competenza sugli impianti energetici, scaduta dopo tre anni, non è stata più rinnovata dai tempi del ministro Stefania Prestigiacomo, quindi parliamo più di 12 anni fa.

Il precedente Ministro Sergio Costa si fece una bella propaganda con queste due commissioni con tanto di allungamento dei tempi per una innovativa procedura di ‘manifestazione di interesse’ che esitò, a conti fatti, solo in una perdita di tempo perché la Via appena rinnovata subì defezioni in serie e l’AIA, come detto, è ancora ferma alla costituzione di una commissione istruttoria -con tanto di decreto- poi svanita nel nulla.

Come mai questa incredibile anomalia in una commissione da cui transitano importantissime autorizzazioni per le centrali elettriche?

Cingolani è un tecnico stimato professionalmente ed è agli inizi della sua nuova avventura verde, tuttavia è partito con il piede sbagliato e, con tantissimi soldi in gioco, è ovviamente più esposto più degli altri.

Ma un cambio di passo ora è inevitabile perché non può ignorare le tante critiche che in pochi mesi è riuscito già a racimolare probabilmente anche a causa di una pessima gestione informativa.

In questo campo il ‘presidio’ che era stato lasciato dal precedente Ministro Costa è l’ambientalista Stefania Divertito che -caso più unico che raro nella storia comunicativa ministeriale- è restata anche con il nuovo ministro Cingolani, con una visione antitetica al precedente.

Forse in questo modo i Cinque Stelle pensavano di ‘indirizzare’ il nuovo corso, ma i risultati ottenuti finora sono stati assai deludenti, tanto che il senatore M5S Pino D’Ippolito ha attaccato pubblicamente il Ministro sulle trivellazioni nell’Adriatico e sul nucleare, mettendo anche in discussione la visione d’insieme del Ministro.

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Sull'autore

Giornalista professionista e scrittore. Laureato in Fisica. E’ stato anche deputato della Repubblica.

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