mercoledì, Settembre 29

Il massacro di Marikana e la giustizia negata

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Il 16 agosto 2012 reparti speciali della polizia sudafricana e guardie private della compagnia mineraria Lonmin aprirono il fioco presso la località di Marikana contro una manifestazione di minatori in sciopero, sparando con fucili mitragliatori d’assalto. In pochi minuti 34 minatori furono uccisi e oltre 78 feriti. La maggioranza delle vittime ricevette i colpi alle spalle mentre era in fuga. L’incidente fu il più grave eccidio commesso dalle forze dell’ordine sudafricane contro dei civili dopo il massacro di Sharpeville durante l’epoca della Apartheid.

Lo scorso 25 giugno la Commissione Farlam ha reso pubblico il rapporto investigativo dopo che esso è stato visionato dal Presidente Jacob Zuma. La Commissione fu creata dal Governo immediatamente dopo il massacro per investigare sulle cause e le responsabilità. Le indagini sono durate quasi tre anni. Il rapporto evidenzia le responsabilità e le complicità tra la compagnia Lonmin, il National Union of Mineworkers (NUM, Unione Nazionale dei Minatori) e alti personalità del Governo retto dall’African National Congress (ANC). Nonostante le prove, la Commissione e il Governo sudafricano hanno esonerato i politici e la Lonmin da qualsiasi responsabilità, focalizzandosi su agenti di polizia distrettuali. La decisione politica di insabbiare la verità e negare alle famiglie delle vittime la dovuta giustizia è stata condannata dalla maggioranza della società sudafricana, e ha creato un profondo fossato di diffidenza verso l’attuale direzione dell’ANC, accusata di aver stravolto gli ideali di Nelson Mandela.

L’Indro‘ ha intervistato l’attivista sudafricano Ben Morken della Corrente Marxista Internazionale (IMT). Morken ha studiato presso l’Università di Witwatersrand e attualmente vive a Springbok, Capo Nord, Sud Africa. È un leader politico impegnato a promuovere un cambiamento socialista in Sud Africa. La Corrente Marxista Internazionale, di matrice Trozkista, fu fondata nei primi anni Novanta da Ted Grant a seguito di una scissione dal partito trozkista inglese, il Committee for a Workers International. L’IMT è attivo in 30 Paesi, rivendica la fine delle privatizzazioni e della economia di mercato, e promuove la nazionalizzazione delle industrie private senza compensazione e il controllo statale sul commercio estero. La corrente cura una rivista internazionale: ‘In Defence of Marxism‘, scritta in diverse lingue. IMT in Sud Africa promuove il ritorno alle idee originarie del Manifesto dell’African National Congress, che avevano come primo obiettivo quello di creare dalle ceneri del regime razziale boero una società multirazziale fondata sul socialismo.

Nella intervista gentilmente rilasciataci, Ben Morken spiega al pubblico le ragioni di una giustizia negata a un massacro che rappresenta una delle pagine più nere della storia del Nuovo Sudafrica e della ‘Società Arcobaleno’ di Nelson Mandela. Analizza le problematiche odierne all’interno del ANC che ha permesso la continuazione dell’Apartheid nel settore economico, le condizioni della classe operaia sudafricana e le prospettive per il Paese.

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