domenica, Giugno 20

Il Marocco punta sull'energia pulita Eolico e solare al centro del programma energetico del Paese

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La produzione di energia dell’impianto Noor 1 sarebbe dovuta partire alla fine dell’anno scorso (ci si aspettava che l’inaugurazione seguisse la conclusione dei lavori della conferenza sul clima di Parigi, Cop21). In lieve ritardo, l’impianto solare termodinamico è stato invece inaugurato da Re Mohamed VI giovedì 4 febbraio, alla presenza del Ministro degli Esteri spagnoloJosé Manuel GarciaMargallo, e del Ministro dellEcologia franceseSégolène Royal.

Le fasi due e tre, che dovrebbero produrre rispettivamente 200 megawatt e 150 megawatt, dovrebbe essere lanciate nel corso di quest’anno e del prossimo, mentre è stato aperto il bando di gara per la quarta e ultima fase, che produrrà la quota minore, 70 megawatt.

Una volta completate tutte le fasi del progetto, Noor dovrebbe essere in grado di produrre 580 megawatt, sufficienti a fornire energia elettrica a un milione di case. Noor 1 da solo dovrebbe produrre circa 160 megawatt. L’impianto si trova nella parte centromeridionale del Marocco, presso la città di Ouarzazate, nota come ‘la porta del deserto’. Il colpo d’occhio delle 800 file di captatori parabolici, 500 mila specchi alti circa 12 metri che durante la giornata seguono il corso del sole, a ridosso del deserto è davvero impressionante, persino per una località come Ouarzazate che ha ospitato set cinematografici e televisivi celebri come ‘Lawrence dArabia‘, ‘La Mummia‘ e ‘Il Trono di Spade‘.

Una scena del Trono di Spade girata sul set di Ouarzazate

Una scena del Trono di Spade girata sul set di Ouarzazate

 

Con la costruzione di altri quattro parchi solari nelle località di Midelt, Tata, Laayoun e Boujdour, la produzione di energia solare raggiungerà, entro il 2020, i 2 mila megawatt.

Lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile in Marocco dovrebbe affrancare il Paese dalla dipendenza energetica, ma anche contribuire allo sviluppo industriale e creare lavoro, stimolando l’economia. La sola costruzione dell’impianto Noor 1 ha creato circa mille posti di lavoro e rappresenta un’opportunità per le imprese e attività locali.

Insieme all’ecoturismo, l’esportazione di energia nella regione – sarebbero in corso trattative con la Tunisia – e verso l’Europa potrebbe in futuro essere una voce d’entrata importante. «Riteniamo sia possibile esportare energia verso lEuropa ma prima dovremmo costruire gli interconnettori che ancora non esistono», ha dichiarato Maha elKadiri, Portavoce dellAgenzia per lEnergia Solare del Marocco (Masen).

Il Ministro marocchino per lenergia, Abdelkader Amara, ha reso noto durante la conferenza di Parigi (Cop21) che il Paese dovrebbe riuscire a ridurre le proprie emissioni di gas serra almeno del 13 percento entro il 2030. Contestualmente, ha dichiarato che tale percentuale potrebbe raggiungere il 32 percento qualora la comunità internazionale aiutasse il Marocco a raggiungere gli obiettivi riguardanti lo sfruttamento di fonti di energia rinnovabile. (Il Paese ospiterà la prossima conferenza sul clima, Cop22, nella città di Marrakech).

L’obiettivo generale del Marocco è di coprire il 42 percento del proprio fabbisogno energetico entro il 2020 e arrivare al 52 percento entro il decennio successivo. Si tratta di circa 6 giga watt che richiederanno un investimento di 35 miliardi di dollari aprendo opportunità importanti anche per gli investitori stranieri.

Ma la svolta ecologica marocchina non riguarda solo la produzione di energia pulita. Il Marocco vanta un primato poco edificante, quello di secondo maggior consumatore di buste di plastica, con 26 milioni di buste usate ogni anno. A novembre 2015, il eserlamento ha approvato un disegno di legge per bandire la produzione, l’importazione, la commercializzazione e l’uso delle buste di plastica a partire dal primo luglio 2016. Sarà consentito solo l’uso di buste della spazzature, buste termiche e buste per uso agricolo.

 

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