mercoledì, Settembre 22

Il Marino di passaggio

0
1 2


Probabilmente Ignazio Marino non è stato un grande Sindaco, ma mi chiedo se lo sono stati Walter Veltroni o Francesco Rutelli (Gianni Alemanno è fuori concorso). Personalmente non lo credo, ma loro erano qualcuno in politica, avevano le spalle coperte, non per questo possono sfuggire al giudizio dei cittadini, almeno di quelli onesti. La caduta di Roma precede di decenni l’avvento di Marino e certi edifici malavitosi, sociologici e amministrativi non nascono, infatti, dalla sera alla mattina. Di sicuro non sono nati negli ultimi due anni. Purtroppo, però, il Sindaco appena diventato ex si è involontariamente prestato alla vera grande truffa del secolo, permettere, cioè, alla politica di liberarsi, con un volgare rutto, dell’imbarazzante coinvolgimento nella sistematica distruzione della capitale, chiamandosi fuori da responsabilità orrende. È bastato un Marino di passaggio, cui lasciare in mano non un cerino, ma una pira.

Per questo e per altro, la vicenda, molto italiana, conclusasi con le dimissioni del Sindaco di Roma, potrebbe avere ancora molto da raccontare se solo volessimo mantenere qualche briciolo di capacità di ascolto e di osservazione. Si è trattato di una sorta di esecuzione, tenuto conto che, quand’anche fossero provate le leggerezze del primo cittadino, il danno inflitto all’erario sarebbe di una manciata di monetine. Niente a che vedere con le spaventose emorragie provocate da altri personaggi che, per dolo o incapacità, avevano iniziato la demolizione negli anni passati. Dunque c’è dell’altro nella trama di questa tragedia mutata in commedia. Il Sindaco-chirurgo, con le buone o con le cattive, doveva andarsene. A prescindere dalle sue capacità amministrative.

Una cosa appare subito chiara, l’intero sistema politico, una volta tanto, si è trovato unito in vista del raggiungimento un comune obiettivo. Espellere l’intruso.

A cominciare dal Movimento 5 Stelle, pronto a chiedere le dimissioni di tutto ciò che respira, talvolta senza discernimento. Per continuare con la faccia da Felpa che guida la Lega, il quale aveva un’arma segreta per la successione, Giorgia Meloni. Geniale. Per finire col Pd, che forse temeva gli sfuggisse di mano la gestione del Giubileo o forse, esattamente al contrario, sperava in un commissariamento, proprio per mettere fuori gioco gli appetiti delle lobby e dei partiti, compresa la sua turbolenta costola romana, piuttosto spaccata e non limpidissima, come aveva messo in chiaro l’indagine dell’ex Ministro Fabrizio Barca. Passata la paura della grande abbuffata, provare poi a riprendersi la capitale, magari sperando che il baccano del Giubileo faccia dimenticare il troppo che dev’essere dimenticato.

Tra il Segretario del partito e il Sindaco di Roma non correva buon sangue, evidente, una reciproca e grave responsabilità in capo a due prime donne, quindi è scattato il metodo già usato con successo ai danni di Enrico Letta. Vedremo se questo nuovo atto di imperio di Matteo Renzi si rivelerà indolore quanto lo fu la rimozione dell’ex Presidente del Consiglio. Stavolta l’azzardo sembra più piccolo, ma le valanghe spesso cominciano con un sassolino. Da tenere d’occhio i sondaggi, dove Ignazio Marino continua a mostrare una presenza tutt’altro che marginale.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->