martedì, Settembre 28

Il Maggio dal vecchio al nuovo teatro Dopo la crisi, ansie e ottimismo per l’apertura e l’Opening Gala

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Maggio musicale fiorentino

“Ben venga Maggio, ben venga maggio  e ‘l gonfalon selvaggio!”  Dai tempi remoti del Poliziano  e dei Canti Carnascialeschi, Maggio è il mese “eletto” a simbolo della Primavera dai fiorentini e  il più celebrato mese dell’anno  nella città del Fiore. E, sebbene gli umori  del tempo sembrano  frapporre i loro ostacoli, anche stavolta il suo arrivo sarà festeggiato alla grande. Anzi, di più! come si usa dire, a cominciare dalla Notte bianca di  quest’ultima giornata di aprile. Nei prossimi giorni si accavalleranno e rincorreranno le iniziative di respiro internazionale, tante da rendere difficile anche per gli abitanti poterle seguire e non solo per i turisti che già nelle bagnate festività pasquali sono tornati ad assediare allegramente la città.

Sotto il profilo degli eventi, il  prologo è stato di quelli scoppiettanti: è ancora in corso la Mostra Internazionale  dell’Artigianato,  che propone prodotti di qualità  provenienti da tutto il mondo ( ospiti d’onore, quest’anno l’Iran e, fra le Regioni, il Lazio) e che dall’artigianato minuto sconfina spesso in produzioni di livello artistico, mentre nel Giardino dell’Iris è un’esplosione di colori e profumi che ci proiettano nella ridente stagione. Ma, per chi si occupa di arte e cultura in senso stretto, il maggiore evento che segnerà  – come dice Zubin Mehta «una svolta nella storia culturale di Firenze»,  sarà il 77° Maggio Musicale Fiorentino che coinciderà  con   il  definitivo passaggio entro l’anno dal vecchio e caro Teatro Comunale di Corso Italia, all’Opera di Firenze, questo il nome ultimo della grande struttura attualmente   in via di completamento nell’area compresa tra la nota Leopolda ( la prima stazione ferroviaria voluta dall’ultimo Granduca, resa famosa dai meeting renziani e ove è tutt’ora attiva la linea ferroviaria Firenze-Livorno) e il celebre Parco delle Cascine. 

L’ apertura  del Maggio avverrà tuttavia ancora  nel vecchio teatro, questa sera, con Tristan und  Isolde  di Wagner, sotto  la direzione dello stesso Mehta e la regia di Stefano Poda (è un nuovo allestimento). Mehta  il 3 Maggio sarà ancora sul podio nello stesso teatro per un concerto dedicato a Richard Strauss. Il suo ultimo, nella sede che ha visto nascere nel lontano 1933, crescere e deperire quello che è considerato l’evento di cultura musicale più importante di Firenze: il Maggio Musicale Fiorentino. Il 10, al Teatro Opera di Firenze, l’atteso Opening Gala, con un grande concerto dedicato ad arie di   Giuseppe Verdi (Otello), Maurice Ravel (La Valse), Arvo Part (After the rain) e Giacomo Puccini ( Tosca).  Sul podio, ancora lui, Zubin Mehta, che ha fortemente voluto la realizzazione di questa nuova struttura dall’«acustica meravigliosa – come dice  con entusiasmo il Maestro  – pari a quella che si ha nei migliori teatri del mondo».  Per l’occasione  sono attesi ospiti illustri. I quali saranno accolti nella nuova grande piazza, in fondo alla quale si erge il nuovo monumentale edificio. 

Nata da uno schizzo dello scenografo di Hollywood Dante Ferretti, la piazza è praticamente un giardino, un grande prato verde tagliato da percorsi obliqui per  indicare ai visitatori di proseguire verso il grande parco mediceo delle Cascine. Con i suoi 16 mila metri quadrati ( 20 mila se si considera lo spazio adibito a cantiere), è  la più vasta di Firenze. Ed è  intitolata al grande maestro e direttore d’orchestra, il fiorentino Vittorio Gui, che legò il proprio nome dal ’28 in poi all’attività dell’ Orchestra ed alla inaugurazione della prima edizione del Maggio Musicale. Il vicesindaco Dario Nardella, non nasconde la sua soddisfazione dell’Amministrazione Comunale: «Abbiamo restituito questo luogo alla città e questa piazza è la riconquista definitiva del parco delle Cascine. Questo giardino della musica è dei fiorentini e mi auguro che possa essere vissuto da tutti». Inaugurata alla fine di marzo è  già luogo non solo di curiosità ma anche di  svago dei cittadini e dei turisti. Ma v’è un altra considerazione da fare: l’intera area comprendente la Leopolda e dintorni, l’Opera teatro  con la grande piazza e l’ingresso delle Cascine, completamente rinnovate  e recuperate (prima  vi erano i depositi ferroviari, una discoteca e  recinzioni varie), costituisce già un nuovo, importante polo culturale, convegnistico e di svago, un pezzo nuovo  di città, appena fuori il centro storico, nella zona di Porta al Prato e quindi, un elemento di riqualificazione urbana e di decentramento.

Quanto al  nuovo Teatro esso sarà pienamente agibile a lavori conclusi, nel mese di settembre. La complessa opera,  progettata dall’arch. Desideri, di Roma, ospita sale ( per opere, concerti e quant’altro), una cavea all’aperto per le attività estive, le sedi degli uffici e il magazzino per le scenografie (attualmente sparse in sedi inadeguate). Da settembre, a lavori conclusi, vi si trasferiranno tutte le attività del teatro, abbandonando così la sede di Corso Italia. Sarà certamente un atto doloroso per coloro – e sono tanti – si erano affezionati alla vecchia e comoda struttura che ha visto eventi eccezionali  e nomi prestigiosi, tra cui, indimenticabile il Maggio Espressionista  quando sovrintendente era Roman Vlad. Correvano gli anni Sessanta. 

Ma ora si volta pagina, pur restando l’attività della Fondazione ancorata alla lirica ed ai concerti nel  segno di  tradizione e innovazione. E a testimonianza della sua ricca storia, e come segno di continuità,  alle pareti della nuova struttura, saranno  in bella mostra i manifesti delle più celebri opere liriche prodotte e rappresentate  al Maggio nel corso della sua lunga vita. Alcune problematiche economiche sono ancora aperte tant’è che i sindacati hanno scritto al Ministro dei Beni Culturali per sollecitare l’approvazione del piano finanziario triennale già inviato dalla Fondazione:  altre  voci  di tanto in tanto si rincorrono  (continuità operativa del Maestro Mehta, scadenza del mandato del  Commissario Bianchi e nomina del Sovrintendente) , ma il clima generale è improntato all’ ottimismo. «Le nuvole – ha ribadito il vicesindaco Dario Nardellasono alle nostre spalle».   Insomma,  dopo la crisi si è tirato un grosso  sospiro di sollievo, tanto da poter impostare un cartellone che si preannuncia di qualità. E lo stesso Mehta, ovvero la voce più prestigiosa che più ha spinto per questo passaggio dal vecchio al nuovo teatro, manifesta la sua grande soddisfazione per questa svolta epocale, rassicurando tutti sul proprio impegno.

Una svolta impensabile, poiché   fino a poco tempo fa, la crisi dell’ente sembrava irreversibilmente  incagliata tra gli scogli di un consistente disavanzo, esuberi del personale, scontri  fra Fondazione e   sindacati, mancanza di risorse per il completamento del nuovo teatro, fallimento dell’asta  per la cessione del vecchio. «Ci trovavamo in una situazione drammatica , afferma il Commissario  Francesco BianchiOra si  può programmare  il futuro».  A ciò si è giunti dopo mesi di pazienti trattative  tra  Direzione e parti sindacali, Regione  Comune e Governo.  Innanzitutto la Legge Valore e  Cultura voluta dall’ex ministro Bray, ha consentito di poter disincagliare la barca, garantendo  nuove risorse, l’intesa con la Cassa Depositi a Prestiti che ha acquisito l’area del  vecchio teatro, per metterla sul mercato ( il cambio di destinazione prevede residenze e attività commerciali),  ha  reso possibile la ripresa dei lavori all’Opera di Firenze,  per la costruzione della nuova Torre scenica;  infine,  l’accordo con i sindacati su  tagli  contratti  e Maggio Danza ha garantito la  “ripartenza”.  Bianchi sottolinea  più volte gli sforzi dei lavoratori, che hanno consentito di evitare la chiusura e lo smantellamento del Corpo di Ballo. «A questo riguardo, da un’idea nata dall’incontro tra la Fondazione del Teatro del Maggio e un gruppo di privati operanti nel settore dello spettacolo e nel mondo dell’imprenditoria, è nato un inedito progetto di gestione della Compagnia di danza concretizzatosi con la costituzione di una nuova società  denominata Mag.Da. srl. Sarà il primo progetto italiano di stretta interazione tra pubblico e privato nel mondo delle fondazioni liriche».

In che cosa consiste quest’accordo? Nell’affidare il corpo di ballo ad una società esterna, presso la quale è distaccato.  Maggiodanza continuerà ad avvalersi delle strutture e del personale tecnico della Fondazione, la guida artistica è affidata a Davide Bombana ( un ritorno a casa il suo) e  quella gestionale ad  Andrea Canavesio,già organizzatore di spettacoli rock, che vuol riavvicinare il corpo di ballo alla città e, sopratutto, ai giovani.  E tanto per cominciare, il 31 maggio, allo Stadio Franchi, ci sarà una partita di calcio danzata, con la partecipazione anche di alcuni calciatori. Mag.da, ai cui vertici vi è l’ Anghel Hotel, società operante nel turismo,  organizzerà 30 manifestazioni l’anno.  La Compagnia sarà composta da 18 ballerini dell’attuale organico e  da sei giovanissimi allievi. «Così abbiamo garantito un futuro ed il rilancio ad una risorsa importante per la città di Firenze». Il Commissario Bianchi ha annunciato che chiuderà il bilancio 2013 con un deficit di 3 milioni di euro  contro gli oltre  12 del 21012. «Siamo stati – dice ancora – la prima  fondazione lirico sinfonica a presentare il piano industriale. I compiti a casa gli abbiamo fatti, ora ci aspettiamo che venga approvato. Entro Maggio». E ora siamo  ai nastri di partenza di quello che è già stato definito il Maggio della rinascita. Speriamo che la profezia si avveri. Il cartellone di questa 77° edizione  comprende, ancora in forma di concerto nel nuovo teatro,  il Roberto Devereux  di Donizetti, L’amour des trois oranges di Prokofiev al Comunale, Orfeo ed Euridice   di Gluck alla Pergola, e balletti e concerti distribuiti fra i vari teatri della città: Opera,Comunale, Pergola, Goldoni, Limonaia di Villa Strozzi. Fra i protagonisti in scena e sul podio nomi prestigiosi come Mariella Devia,  Jurai Valchuha, il  direttore  fiorentino Federico Maria Sardelli,Denis Krief, il soprano Anja Harteros, Krystian Zimerman,  Uto Ughi, l’Orchestra Philarmonica di San Pietroburgo e i Berliner Philarmnoniker  con Gustav Gudamel. 

E intanto,  dall’ 8 maggio al 28 giugno,Fabbrica  Europa, la rassegna teatrale che conta ormai 21 primavere, presenterà un vasto programma di teatro, danza ed arti performative,  che dalla Leopolda,  sua sede storica si diffonderà ad altri luoghi teatrali della città e anche al teatro Era di Pontedera. Il tema che ispira questa edizione  toccherà i concetti di identità, comunità e alterità, attraverso la creazione artistica. Un focus  sarà dedicato alle produzioni più innovative della ex Jugoslavia a vent’anni dall’assedio di Sarajevo.

 

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