venerdì, Ottobre 22

Il “Maggio” ai confini della libertà Dal 5 al 13 luglio il Festival fiorentino della musica esce dal teatro e si diffonde nella città e nel territorio, con 120 appuntamenti

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Con gli spettacoli  – opere, balletti e concerti – si incrociano incontri e dibattiti culturali sul tema della libertà creativa,  sul quale si cimenteranno nel corso dei tre mesi, artisti e filosofi, giornalisti e compositori da Bernardo Valli a Massimo Cacciari. Al primo è affidata una «Lectio Magistralis  nell’Aula Magna dell’Università di Firenze, proprio la mattina del 5 maggio». Secondo il Rettore Luigi Dei –  «questa Lectio  è stata affidata a un notissimo giornalista e scrittore, che ha raccontato i più grandi eventi storici e conflitti mondiali negli ultimi cinquant’anni: Valli condurrà la sua riflessione su un tema – “ Tragedie e progressi del Novecento” –che si intreccia con la presenza nel cartellone del Festival di autori e opere simbolo delle tensioni e contraddizioni del XX secolo». L’Università di Firenze  renderà omaggio anche a un altro protagonista di questa edizione del Festival. Conferirà, infatti, a Mikhail Baryshnikov la laurea magistrale honoris causa in Scienze per lo spettacolo, che sarà consegnata al grande artista, con una cerimonia, durante la sua permanenza a Firenze nel prossimo luglio. «La collaborazione al Festival » –aggiunge– «è l’occasione per coinvolgere i nostri studenti in un evento di grande spessore culturale e favorire l’esperienza totalizzante dell’incontro con la musica e lo spettacolo».

Massimo Cacciari  condurrà  il 24 giugno  al Gabinetto Vieusseux,  un  appuntamento  dal titolo Infinita  tenebra di  luce, una riflessione sul tempo di guerra  a cura di Mario Ruffini sarà dedicata a  Luigi  Dallapiccola, un incontro su Guttuso e Schifano si terrà a Palazzo Strozzi,   e giornate di letture, incontri e proiezioni si terranno  al Museo del Novecento e al Cinema La Compagnia.

Impossibile citare  tutti gli eventi e le oltre 70 collaborazioni con istituzioni musicali e culturali ( ne citiamo solo alcune, come l’Università, il conservatorio Cherubini, la Fondazione Zeffirelli, l’Accademia di Belle Arti, la Galleria degli Uffizi, la Scuola di Musica di Fiesole, l’Orchestra Giovanile Toscana, l’Orchestra Regionale Toscana, la Regione, il Comune, l’Arcidiocesi, Gli Amici della Musica, ecc. ecc. ), ciò che qui interessa è cogliere  il senso e gli elementi di novità di questa 81 edizione. Secondo il Sindaco, Dario Nardella, figura che ha particolare competenza musicale, essendosi diplomato in violino al Conservatorio «Sarà  questo il Festival della rinascita, dopo mesi difficili lasciati finalmente alle spalle grazie alla collaborazione di tutti e in primis dei lavoratori del Teatro che hanno sempre dimostrato abnegazione e amore per quello che per loro non è semplicemente un luogo di lavoro ma un pezzetto della loro vita. Sarà un ‘Maggio diffuso’ frutto di  un’altra occasione preziosa di collaborazione con tante istituzioni culturali fiorentine, già positivamente sperimentata con iniziative quali Strings City, Secret Florence, Estate Fiorentina, Maggio Metropolitano. Opere, concerti, danza, sguardo internazionale e alla vocazione contemporanea, con una inedita novità, quella di uscire dalle mura del teatro per invadere tutta la città, di questo ha bisogno il Maggio Musicale, di questo ha bisogno Firenze, per un Teatro sempre più grande, ambizioso, bello».

La sfida di questo Maggio,  pur nella ristrettezza dei mezzi, è dunque quella  – come indica anche il Sovrintendente Chiarot – «di divenire un Festival della città, coinvolgendo tantissime istituzioni cittadine e regionali, dando ampio spazio alla Danza contemporanea, ai  cicli di concerti sinfonici e cameristici, di aprire un’ampia finestra sulla musica contemporanea e sperimentale, e dar corso a varie  riflessioni sulla propria storia attraverso concerti, conferenze, dibattiti». Un  Maggio diffuso in tutta la città, nelle sue zone periferiche, nella Regione. Così  il Festival celebra questa tradizionale festa fiorentina. Come sarà accolta questa sfida, lo vedremo nel corso  di questi tre mesi: a nessuno tuttavia può sfuggire il tentativo di dar vita non solo ad un Maggio diffuso nel territorio, ma ad uno straordinario coinvolgimento di enti ed istituzioni che, insieme, possono collaborare e fare sistema per reggere le sfide del presente. Apprezzabile inoltre l’idea di guardare più alla contemporaneità che alla grande tradizione lirica e musicale, che resta comunque affidata alla “stagione” lirica invernale.  E intanto, nella piazza antistante il teatro, il coreografo Virgilio Sieni,  già direttore della Biennale di Venezia settore danza,  rappresenterà Firenze Ballo 1944 e Grande Adagio Popolare , ovvero una serie di creazioni di danze minime con danzatori, performer e cittadini di ogni età, realizzando – dice –una Comunità inaspettata di Pulcinella che si apre al senso del rito.
Nel pomeriggio dopo il concerto   alla Fondazione  Zeffirelli con il Coro  di voci bianche del Maggio, quello degli Ottoni sotto la Loggia dei Lanzi,  grande festa con i fuochi d’artificio!

‘Che venga maggio‘, dunque, nel segno della creatività artistica, della musica e di   una libertà espressiva che vada oltre i confini stretti del tempo presente.  

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