sabato, Maggio 8

Il “Maggio” ai confini della libertà Dal 5 al 13 luglio il Festival fiorentino della musica esce dal teatro e si diffonde nella città e nel territorio, con 120 appuntamenti

0

«Ben venga maggio /e ‘l gonfalon selvaggio! Ben venga primavera, che vuol l’uom s’innamori/ e voi, donzelle a schiera /con li vostri amadori, che di rose e di fiori, vi fate belle il maggio….». Questa ballata del Poliziano sembra  aver segnato per sempre  l’arrivo della Primavera e con essa le feste che  dal Quattrocento in poi si svolgono a Firenze e in Toscana, nel segno dell’amore giocoso e libero:  l’autore, caro a Lorenzo il Magnifico ( altro cantore dell’amore e della vita) invitava le ragazze a cedere al richiamo amoroso dei loro spasimanti,  in un periodo dell’anno in cui tutte le creature si risvegliano ai richiami dell’amore. Il tema della libertà e dei suoi confini, aleggia anche nell’81 edizione del Maggio Musicale fiorentino,  la più importante manifestazione musicale e culturale fiorentina, che si inaugura sabato 5 Maggio e si conclude il 13 luglio, attraverso un vasto programma di opere, concerti, balletti, performance  come mai era avvenuto prima d’oggi.

È Cardillac, l’opera di Paul Hindemith datata 1926, ad inaugurare  l’81ª edizione del Maggio Musicale. Un’occasione speciale, che segna il debutto come direttore musicale di Fabio Luisi sul podio dell’Orchestra e del Coro del Maggio e che vede alla sua prima prova come regista di opera lirica Valerio Binasco. Hindemith la  compose tra l’ottobre 1925 e il maggio 1926 e, dopo tre atti unici, è la prima opera del compositore di dimensioni maggiori. Oltre un secolo separa quest’opera, che ebbe subito successo e ampia diffusione in Germania fino al 1933, dal racconto di Hoffmann cui liberamente si ispira il libretto di Ferdinand Lion, Das Fräulein von Scuderi (La signorina di Scudéry), pubblicato per la prima volta nel 1819. La scelta del soggetto, nato dalla fantasia di un protagonista del Romanticismo, poteva apparire “inattuale” nella Germania degli anni Venti, ma si legava ad un tema per Hindemith essenziale: la figura dell’artista nel suo rapporto con la società. Al centro della vicenda è René Cardillac, un orefice di prodigiosa bravura, interamente dedito alla sua arte a prezzo di una completa solitudine e dell’esclusione da ogni altro affetto.

«La scelta di inaugurare con Cardillac, è data dal fatto che essa, sia per la vicenda stessa che tratta che per la storia del compositore   riconduce al tema di questo Festival: Ai confini della libertà». Il filo a cui si ispira il Maggio» – spiega il sovrintendente Cristiano Chiarot –  «è  infatti quello della libertà creativa dell’artista nel rapporto con la sua opera e con l’epoca in cui vive, e dunque con il senso di responsabilità nei riguardi della sua società, la necessità di essere liberi e la  riflessione sulle circostanze che le si oppongono e sulle dialettiche che ne conseguono. In una situazione creata da un regime di globalizzazione della comunicazione e della espressione in generale, ci è parso importante soffermarci su questo rapporto di libertà che riguarda l’artista come le scelte di chi è il fruitore di questa espressione, e dunque individuare e proporre temi e opere che sembrano affermarne l’aspirazione o anche metterla in discussione».

Il manifesto del Festival è stato commissionato  ad un artista poliedrico come Mimmo Paladino, che ha  un rapporto speciale con Napoli e Firenze, avendo già esposto le sue opere  al Forte di Belvedere, i suoi lavori si trovano nei principali Musei del mondo ed è il primo artista italiano   chiamato ad esporre in Cina. Lui ha cercato di racchiudere questo concetto in un manifesto simbolico e incisivo, rendendo il messaggio concreto e attuale:  «una testa, quasi un oggetto volante» – così descrive il manifesto Sergio Risaliti, direttore del Museo del Novecento –  «che volge le spalle orientata verso lo sconfinato spazio della libertà creativa. E’ già lontana, irraggiungibile; ci appare come un vascello staccatosi da terra, una navicella lanciata sulla scia dell’ispirazione. Nell’angolo in basso a destra le parole marcano la linea di confine, ulteriormente messa a fuoco con un gesto. La mano dell’artista ha strappato la carta colorandola con il calore. Una slabbratura che simboleggia  il costo della libertà. Le battaglie ingaggiate in nome di essa. I caduti sulle barricate e in trincea. Quella bruciatura non è però solo ferita. Ci dice che il desiderio di libertà in arte è come una fiamma che arde e consuma l’autore. Per lui libertà coincide sempre con la parola ricerca, ovvero sperimentazione; ma non c’è libertà nell’arte senza controllo dei mezzi, conoscenza delle regole».

Che Maggio sarà questo che si snoda sul filo della libertà  da difendere o da conquistare? «Quello che si va ad inaugurare»  – spiega Chiarot – «sarà un Maggio diffuso,  nella città e nel territorio, coinvolgente  più di 70 istituzioni culturali, con 120 appuntamenti, 6 opere di 5 compositori diversi, 54 concerti sinfonici e 52 compositori diversi,5 spettacoli di danza,  24 direttori d’orchestra, 65 incontri culturali con il pubblico, 16 luoghi della città coinvolti in tre mesi di incessanti attività culturali, 5 città della Toscana abbracciate dal Festival, 8 registi, 7 eventi unici.  Numeri imponenti, non c’è dubbio,  che  danno l’idea  di un Maggio coinvolgente  che esce dalle mura del Teatro per vivere e radicarsi maggiormente in città fra la gente e nel territorio. Per meglio comprendere le caratteristiche di questa edizione, è necessario dare un’occhiata ad alcuni momenti significativi del vasto programma. Cominciamo dalle opere, oltre a Cardillac, ve ne sono  altre cinque: ‘La battaglia di Legnano’ (di Verdi, direttore Renato Palumbo, regia Marco Tullio Giordana), un’opera  che segna il momento di maggior consonanza tra Verdi e gli ideali  risorgimentali del suo tempo; la composizione risale infatti  al 1848 in un momento di grande fermento patriottico e in un  anno cruciale per il Paese sconvolto da tensioni politiche e moti insurrezionali; seguono  ‘Infinita tenebra di luce’ di Adriano Guarnieri, (regia Giancarlo Cauteruccio , teatro Goldoni), ‘Il Prigioniero’ di Luigi Dallapiccola e ‘Quattro pezzi sacri ‘ di Giuseppe Verdi, (direttore Zubin Mehta, regia Virgilio Sieni),  ‘La Dafne’ di  Marco da Gagliano,  maestro Federico Maria Sardelli (regia Gianmaria Aliverta), ‘Macbeth’, di Giuseppe Verdi, in forma di concerto, direttore Riccardo Muti,  il quale celebrerà  ( 11 e 13 luglio) i suoi 50   anni dal suo debutto sul podio a Firenze. I vari spettacoli di danza saranno inaugurati sempre il 5 maggio davanti al teatro dell’Opera dal coreografo Virgilio Sieni, alla Stazione Leopolda Re-Mark di Sang Jija, una produzione multimediale di Fabbrica Europa (Festival che si inaugura il 4 maggio e  si svolgerà fino al 19 giugno con eventi danza e spettacoli musicali  di gruppi provenienti da vari paesi europei).

Visualizzando 1 di 2
Visualizzando 1 di 2

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->