martedì, Gennaio 25

Il James Webb Telescope in viaggio verso il futuro remoto Il telescopio orbiterà intorno al secondo punto di Lagrange e potrà approfondire la teoria del periodo primordiale dell'Universo i

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Il giorno di Natale di quest’anno sarà ricordato dalla comunità spaziale per il lancio del telescopio James Webb dalla base europea di Kourou, in Guiana, a bordo di un Ariane 5. Per quanto il conto alla rovescia sia avvenuto in lingua francese e tutto facesse pensare alla Francia come artefice dell’operazione -il Presidente Emmanuel Macron a differenza di governanti nostrani si è speso con uno splendido discorso al riguardo- il telescopio, realizzato dalla prime contractor Northrop Grumman, è il frutto di una collaborazione internazionale tra NASA, ESA e l’agenzia spaziale canadese CSA. James Webb -lo ricordiamo- è il nome del secondo amministratore della NASA, tra i più illuminati conduttori dell’ente spaziale statunitense che sotto la sua guida ha prosperato con i più significativi programmi lunari e che lo ha voluto ricordare con un programma che è la frontiera della ricerca spaziale americana.

La missione prevede l’esecuzione di 266 programmi, nove dei quali sono stati prescelti da scienziati italiani. Gli scienziati italiani studieranno le nane brune, che sono corpi a metà tra pianeti e stelle, ma lavoreranno anche sulla nascita di stelle in ambienti estremi in cui si sono formate le galassie più massicce dell’universo. «È un traguardo importante per la comunità astronomica italiana», commenta Adriano Fontana, responsabile della divisione nazionale abilitante dell’astronomia ottica ed infrarossa dell’INAF. Altri due tra i programmi selezionati sono guidati da ricercatori dell’Università di Milano-Bicocca e della Scuola Normale di Pisa. Insomma uno studio della cosmologia che fa onore al nostro Paese. C’è Italia anche nella partecipazione industriale. LEONARDO ha realizzato i sensori di assetto di bordo, necessari per l’orientamento a seconda del corpo celeste che viene utilizzato come riferimento e come ausilio alla sua stabilità e precisione di puntamento.

La sua struttura è gigantesca, pari a un campo da tennis che si aprirà completamente con una lunga serie di manovre, per poi poter svolgere il suo compito di osservatore di stelle, pianeti, galassie lontanissime e definire maggiori informazioni sulla genesi dell’universo.

L’unicità di questo telescopio, il cui costo è arrivato a dieci miliardi di dollari, è la dimensione dello specchio primariodi 6,5 metri costituito da 18 elementi esagonali in berillio che si dispiegano e un ampio scudo termico costituito in cinque strati in Kapton, un materiale plastico che funziona come un parasole, per garantire le stabilità termiche alle escursioni in modo che venga mantenuta una temperatura operativa molto bassa per bloccare le interferenze da sorgenti di calore da altri corpi che non sono parte di studio.

A che serve una macchina così complessa che ha chiesto 30 anni di lavoro di tre agenzie? Il telescopio orbiterà intorno al secondo punto di Lagrange, che è il punto di equilibrio lungo l’asse Terra-Sole per cui potrà essere essere allineato su un asse teorico in protezione dal calore di Sole, Terra e Luna. In queste condizioni il James Webb Telescope potrà approfondire la teoria del periodo primordiale dell’Universo in cui l’idrogeno neutro sarebbe reionizzato in seguito alla crescente radiazione delle prime stelle massicce. L’osservazione del raffreddamento dell’idrogeno e della costituzione degli elementi chimici più pesanti, necessari alla formazione dei pianeti e della vita, costituirà un bagaglio di conoscenze colossali per gli uomini e le donne del terzo millennio. Una base necessaria se si immagina di esplorare il sistema solare e utilizzare o mettere radici su Marte, l’unico pianeta dove sarebbe immaginabile ricreare una vita compatibile alla nostra.

Sono passi necessari, per garantire il successo delle future missioni in sicurezza. Ma, va ancora una volta ribadito, l’importanza di mettere a confronto le diverse sezioni di ricercatori scientifici è superiore ad ogni valore terreno. Inoltre si è lavorato su tecnologie di altissimo valore di scienza e progettazione con un know-how che sarà un bagaglio prezioso per ogni progetto in itinere.

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