giovedì, Aprile 15

Il Governo del Kosovo in ginocchio

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Pristina – La `Lista serba´ (Srpska lista za Kosovo i Metohiju), il partito rappresentante la comunità serba in Kosovo, ha sospeso dal 3 di febbraio la propria partecipazione a tutti i livelli delle istituzioni kosovare. La decisione ha fatto seguito al congedo del Ministro per le comunità Aleksandar Jablanović.

La rimozione di Jablanović dall’ufficio da parte del capo del Governo Isa Mustafa è giunta dopo che l’ormai ex-ministro ha insultato le madri dei dispersi di guerra a Giacovizza. Gli insulti hanno dato il là a una serie di proteste in tutto il Paese, attraverso le quali i cittadini hanno chiesto con forza le dimissioni del ministro serbo. Branimir Stojanović, vice Primo Ministro nel Governo del Kosovo e membro della Lista serba, ha reso noto che il suo partito deciderà se tornare o meno nelle istituzioni kosovare solo dopo un giro di consultazioni con il Primo Ministro della Repubblica serba Aleksandar Vučić.

Stojanović sostiene che l’incontro con il Primo Ministro Vučić si terrà questa settimana, ma nulla sarebbe già deciso circa il ritorno della Lista serba alla partecipazione istituzionale, nonostante ci siano argomenti a favore e contro. «Adesso è il momento di presentare tutti gli argomenti per giungere a una decisione condivisa. Discuteremo con i nostri partner se ci siano o meno le condizioni per decidere di una possibile partecipazione, e in che modo essa si possa concretizzare», ha dichiarato Stojanović.

Intanto il Primo Ministro kosovaro Isa Mustafa ha affermato lo scorso mercoledì che la Lista Serbia non dovrebbe tenere consultazioni con altri che i rappresentanti del Governo del Kosovo, sottolineando di non aver ricevuto risposta da parte del partito serbo in merito al suo ritorno a far parte della direzione del Paese. «Non so quando, tutto quello che posso dire è che non dovrebbero esprimere le loro richieste ad altri che le istituzioni del Kosovo», ha dichiarato Mustafa.

 

Il Governo rischia di capitolare?

Arben Ahmeti, analista politico, ha spiegato a `L’indro´ che, nonostante l’attuale coalizione di governo, formata dal Partito Democratico del Kosovo (PDK) e dalla Lega Democratica del Kosovo (LDK), detenga 61 voti nell’Assemblea, e quindi la maggioranza assoluta, l’accordo per l’elezione del Presidente verrebbe meno in caso di una ritirata permanente della Lista serba dal Governo. Per l’elezione presidenziale sono infatti necessari i due terzi dei voti dell’Assemblea; ciò significa che il rischio che il Governo guidato da Mustafa venga rovesciato è grande.

“Il PDK e la LDK hanno una maggioranza di 61 voti nell’Assemblea, anche senza la Lista serba; ma la maggioranza di 80 voti necessaria all’elezione del Presidente può essere raggiunta solo con il partito serbo, spiega Ahmeti.

E aggiunge che, fin dall’inizio, la Lista serba è stata vista con scetticismo da Pristina, perché è sempre stato ovvio che questo soggetto politico sia controllato e rappresenti gli interessi di Belgrado più che quelli dei serbi kosovari“La Lista serba non è considerata un pericolo in quanto entità politica della comunità serba kosovara: ci sono già stati in passato soggetti politici serbi che non hanno incontrato altrettanto scetticismo. La Lista serba è palesemente controllata da Belgrado e ne rappresenta gli interessi, molto più che quelli dei serbi del Kosovo. Dalla maggioranza albanese e non solo questo soggetto politico viene considerato un cavallo di Troia all’interno dell’Assemblea, un gruppo che non ha interesse a migliorare le vite dei cittadini serbi del Kosovo, bensì a fa ritornare la Serbia nel Paese”, sostiene Ahmeti.

 

Condizioni per un ritorno al Governo?

Secondo il quotidiano `Koha Ditore´, la Lista serba avrebbe posto delle condizioni per il suo ritorno al Governo e all’esecutivo. Le fonti del quotidiano sostengono che la Serbia, attraverso la Lista, stia cercando di compensare per la rimozione di Jablanović ponendo condizioni alla coalizione di Governo; in gioco ci sarebbe la nomina del vicecapo dell’intelligence kosovara. Il Primo Ministro Mustafa ha però soltanto accennato alla questione, negando che la Lista serba abbia posto alcuna condizione per il suo ritorno in Parlamento.

 

Cosa può fare la UE?

Sulla scia del colloquio tenutosi a Bruxelles tra il Primo Ministro del Kosovo Isa Mustafa, il Primo Ministro serbo Aleksandar Vučić e l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Federica Mogherini, ci si aspettava che anche il problema della Lista serba sarebbe stato discusso, ma ciò non è accaduto. Se i rappresentanti serbi continueranno o meno a partecipare alle istituzioni kosovare verrà deciso dopo il prossimo incontro tra i primi ministri serbo e kosovaro a Bruxelles il prossimo 9 marzo.

Gli analisti politici sono scettici circa il possibile intervento della UE, che richiederebbe una revisione di tutto il negoziato. Secondo Arben Ahmeti, non vi sarebbe differenza sostanziale, in termini di dialogo, tra Federica Mogherini e il precedente Alto rappresentante Catherine Ashton. La UE continuerà a lasciare che i problemi più nebulosi vengano interpretati secondo la volontà dei tre attori coinvolti, ovvero governo serbo, governo kosovaro e Lista serba.

“Il gruppo di lavoro della Mogherini ha deciso di rispettare in toto la direzione imboccata dalla Ashton. Oltretutto, Mogherini non ha nemmeno cambiato i rappresentanti che si occupano del negoziato presso il Concilio d’Europa. Fintanto che mancherà una revisione del dialogo, sarà difficile riporre alcuna speranza di trovare una soluzione più qualificata. Temo che la negoziazione proseguirà proponendo soluzioni parziali che non miglioreranno la vita dei cittadini lasciando alle parti in causa la libertà di interpretare ogni proposta come meglio credono”, conclude Ahmeti.

 

Traduzione di Elena Gallina

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