giovedì, Maggio 13

Il Governo alla prova Hanno voluto la bicicletta, adesso pedalare!

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Luigi Di Maio e Matteo Salvini, in un modo o nell’altro ce l’hanno fatta. E approdano finalmente alla guida del primo Governo di questa XVIII legislatura, anche se non alla sua direzione, almeno formalmente. Hanno voluto la bicicletta, e adesso tocca che si mettano a pedalare. In primo luogo perché siamo nel terzo mese (e molto inoltrato) dal voto alle elezioni Politiche del 4 marzo 2018. In secondo perché, al di là delle battute da Osteria (senza alcuna offesa per le Osterie vere) o da televisione o da Vittorio Feltri, un Paese un Governo dovrebbe pur averlo (almeno in linea di massima). E poi perché chi è andato a votare (ma anche chi non ci è andato), ha diritto di vedere cosa si fa del suo voto (o del suo non voto) e delle sue indicazioni. Anche se si è volutamente operato perché con la nuova ‘Legge Truffa’ elettorale voluta in primo luogo dal PD ancora a guida renziana (allora, ma forsanche ora) e dalla berlusconiana Forza Italia, esattamente questo stallo accadesse. Anche se l’approdo sperato non è poi stato quello delineato dalla simpatica coppia di fatto Matteo Renzi-Silvio Berlusconi e ‘la biscia si è ribellata al ciarlatano’ (in questo caso ai ciarlatani), come da indimenticabile riflessione del grande antropologo Arrigo Sacchi.

Di Maio annuncia, dal Quirinale al termine del colloquio con il Capo dello Stato, che tutto è compiuto, e che il carneade Conte (Giuseppe) sarà «a capo di un Governo politico». E’ significativo osservare con attenzione, ed analizzare, le sue parole. «Credo che oggi possiamo dire che siamo di fronte a un momento storico. Abbiamo indicato al Presidente della Repubblica il nome di chi può portare avanti il contratto di Governo». Continuando: «Ovviamente il nostro obiettivo era ed è migliorare la qualità della vita degli italiani e in questi ottanta giorni abbiamo imposto un metodo: prima si discuteva di temi e poi di nomi. Le questioni degli italiani vengono prima di ogni cosa. Sono orgoglioso di aver portato al Governo il nostro programma elettorale, ci sono i Cinque Stelle, ci sono i nostri venti punti». E ancora. «Siamo pienamente soddisfatti del lavoro fatto. Nei prossimi giorni speriamo che si possa iniziare questo nuovo percorso. Sono stati ottanta giorni in cui è valso la pena prendere tempo, perché ora finalmente nasce la terza Repubblica».

Concludendo: «Proponiamo tante soluzioni alle sofferenze degli italiani, dal reddito di cittadinanza all’intervento sulla Legge Fornero all’affrontare la questione del Bilancio in Europa. Dalla lotta al gioco d’azzardo al superamento della ‘Buona scuola’, alla Sanità con la meritocrazia per chi è a capo degli Ospedali. E poi le grandi battaglie storiche del M5S, come quella per l’acqua pubblica. Conte sarà un premier politico di un Governo politico, indicato dalle nostre due forze politiche, con figure politiche all’interno della compagine. No ai cambi di casacca, no a persone che vengono dal Gruppo Misto e che entrano in altri Gruppi. Non era questo lo spirito che volevamo dare al nostro Governo». Queste le premesse e le promesse: ora aspettiamo di Maio e Salvini al loro Pordoi.

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