mercoledì, Agosto 4

Il governo Albanese sta riuscendo nella sua lotta?

0

albania1

A distanza di 24 anni dalla caduta del comunismo, l’Albania sta ancora lottando per portare a termine positivamente il faticoso periodo di transizione che pesa molto sulla povera nazione che ha sofferto per quasi cinquant’ anni a causa della dittatura di Enver Hoxha. Il governo socialista guidato dal Primo Ministro Edi Rama, salito al potere un anno fa, ha dichiarato guerra al crimine organizzato e alla corruzione, il che ha gravato sul percorso di adesione del paese all’Unione Europea. Sono state poste molte domande per capire se il governo di Rama potesse avere successo nella lotta alle ben radicate corruzione e mafia, che controllano in gran parte gli affari e i media. Ebbene, questo è un processo lungo e richiede non solo il supporto ma anche un cambio di cultura e mentalità da parte degli Albanesi. Un esempio di ciò è che l’opposizione sta boicottando l’Assemblea di Albania, che in realtà è una “tradizione” della politica albanese. Edi Rama, che è stato sindaco della capitale Tirana per 12 anni, ha assunto la direzione del suo Partito Socialista d’Albania nel 2005 ed è diventato ben noto per aver dato colore ai palazzi dell’era comunista e per aver ridato vita al fiume Lana. Ha guidato la coalizione di sinistra chiamata ‘Resurrezione’ nelle elezioni del giugno 2013, vincendo con una maggioranza evidente. Il suo accanito opponente Sali Berisha, che è a capo del Partito Democratico d’Albania fin dalla sua creazione, si è dimesso in seguito alla sconfitta, ed è stato sostituito da Lulzim Basha.

Cosa è stato fatto?

Lazarat è un piccolo comune nel sud del paese che è stato fortificato come una zona dove lo stato è stato assente per tanti anni. I fuorilegge hanno coltivato droghe (principalmente la cannabis) e sono arrivati fino al mercato europeo, maggiormente nella vicina Italia, guadagnando milioni di euro. La maggior parte degli abitanti coltivava la droga liberamente nelle proprie proprietà e nessun governo ha osato cercare di entrare nel comune. Il governo precedente, guidato dal leader democratico Berisha, era solito dichiarare che avrebbe riportato l’ordine, ma  non ha mai intrapreso nessuna azione in merito. Nel giugno di quest’anno, il governo di Rama ha intrapreso la tanto attesa azione entrando nel villaggio con il risultato di confiscare 42 tonnellate e 990.415 kg di cannabis, 133.219 radici di narcotici, 8 casse di eroina e centinaia di armi, munizioni e altri materiali per le armi. Con questo provvedimento durato una settimana, unito alla confisca delle droghe, la polizia ha affermato di aver smembrato la mafia del villaggio, che ha effettivamente avuto un impatto a livello nazionale. Molti di loro, incluso Gato (il leader del crimine organizzato), sono stati arrestati mentre affrontavano gli ufficiali di polizia che stavano entrando nel villaggio, etichettato come ‘Repubblica della vergogna’.

In seguito al  primo intervento, le truppe di sicurezza hanno intrapreso un’azione simile nel nord del paese, ripulendo molti campi dai narcotici. Analogamente a Lazarat, i gruppi di criminali hanno combattuto contro le forze di polizia ma, alla fine, lo stato ha prevalso.

Gli ufficiali di stato hanno detto di aver  trovato legami tra i gruppi criminali e il governo precedente, ma queste affermazioni sono state negate dal Partito Democratico che accusa il governo di Rama di essere un “pilastro del crimine organizzato”.

Successivamente la polizia di stato è stata riorganizzata ed è stato richiesto di ripristinare più disciplina. Il Ministro degli Interni Sajmir Tahiri ha detto che avrebbe «pulito la polizia da quegli ufficiali che fanno parte del crimine organizzato». Questa mossa è stata criticata fortemente dall’opposizione, che accusa il governo di “pulizia motivata politicamente”.

Sebbene l’opposizione insista che il governo attuale non ha strategie per combattere il crimine organizzato e la corruzione, l’Albania ho ottenuto lo status di paese candidato per il percorso di adesione all’Unione Europea. A nome della presidenza dell’UE, l’Ambasciatore Greco in Albania, Leonidis Rokanas, ha accolto positivamente l’impegno dell’Albania nella lotta al crimine organizzato. In una conferenza tenuta a Tirana, Rokanas ha affermato che «l’Albania ha dimostrato un forte impegno, non solo con lo scopo  di diventare membro dell’UE, ciò è stato confermato  dagli ultimi sviluppi nella lotta al crimine organizzato e al traffico di droga».

Ma tutto ciò è abbastanza?

Decisamente no! Il governo ha avviato un progetto per demolire gli edifici abusivi lungo la costa, ma in alcune città gli edifici che appartengono agli ufficiali del Partito Socialista non sono stati ancora abbattuti. Perlomeno, questo è stato riportato dai media. Se le cose stanno così, il Primo Ministro Rama dovrebbe dimostrare che tutti saranno trattati nella stessa maniera, in questa azione impopolare, che potrebbe avere un impatto importante per la reputazione del governo.

Il sistema giudiziario rimane però una grossa preoccupazione. Ci sono dubbi riguardo al fatto che coloro che sono stati arrestati con l’accusa di crimine organizzato saranno processati come dovrebbero. Il Rapporto di avanzamento dell’UE riporta  che «il paese dovrebbe condurre una riforma giudiziaria completa per rafforzare la sua indipendenza, efficienza e responsabilità attraverso un processo esauriente e delle consultazioni con la Commissione di Venezia».

Anche lo stesso Primo Ministro Rama ha ammesso che «con la giustizia che abbiamo, non vedremo l’UE nemmeno con il binocolo». Mentre il suo oppositore del Partito Democratico, Eduard Halimi, ha detto che Rama con la scusa di fare riforme giudiziarie, sta cercando di politicizzarlo.

I sondaggi dimostrano che la maggior parte degli Albanesi non crede nei giudici e che la riforma giudiziaria sia necessaria.

Il professore di scienze politiche, Afrim Krasniqi, ha stimato che il paese comunque manca di un approccio strategico esauriente nei riguardi del crimine organizzato: «Il dossier degli omicidi più sensazionali è ancora aperto. La promessa per un Ufficio anticrimine non è stata ancora realizzata».

La Società Civile in generale è stata cauta nel supportare qualsiasi movimento politico nella lotta al crimine organizzato, ma molti di loro sostengono che «la lotta alla corruzione e al crimine organizzato non è solo un lavoro per la polizia». Cercano di distinguere i collegamenti tra lo stato e il crimine organizzato, che secondo il loro punto di vista è quasi la stessa cosa.

Piano d’azione per l’Unione Europea

Le statistiche dimostrano che l’UE ha investito più di 100 milioni di euro nell’Albania per migliorare le leggi e la lotta contro il crimine organizzato e la corruzione. Escluse le due grandi operazioni di quest’anno, l’Albania non ha mai giustificato questi aiuti. Le gang, i gruppi mafiosi sono stati molto attivi nel controllo dell’economia informale; il traffico di droga, il traffico umano,  hanno  causato molti problemi per l’immagine del paese nell’UE e per la vita quotidiana degli Albanesi. Questo successo in questa lotta che è già iniziata, significa che il paese è nella giusta direzione per offrire una vita migliore e soddisfare i requisiti internazionali.

Il Primo Ministro Edi Rama dovrebbe andare incontro all’opposizione per mettere fine al loro boicottaggio in Parlamento. Sarebbe molto difficile immaginare le riforme giudiziarie senza la partecipazione dell’opposizione per l’emendamento delle leggi in vigore. Ci sono stati sempre problemi tra maggioranza e minoranza in Parlamento, perciò c’è bisogno di un compromesso e di un  buon dialogo per raggiungere un  consenso nazionale per risolvere i problemi più urgenti che l’Albania affronta, nonostante il fatto che entrambe le parti vogliono essere “vincitori singoli”. In considerazione di ciò il ruolo del Presidente Bujar Nishani non è molto efficace, perché è stato membro del Partito Democratico e non calpesterebbe mai il suo ex partito.

Un altro problema che l’Albania deve affrontare è quello della libertà dei media. Questi ultimi sono ancora divisi e l’Albania rimane tra i paesi “parzialmente liberali” nella classifica di ‘Reporter senza Frontiere’. Il Rapporto di avanzamento dell’UE riporta che «Riguardo la libertà di espressione e i media, il Governo ha fallito nell’azione di identificare le priorità. Tutte le funzioni legali dell’Autorità dei Media Audiovisivi devono essere ripristinate e la sua indipendenza deve essere garantita nella pratica. L’uso non autorizzato delle frequenze da parte di molte emittenti rimane un problema». La proprietà dei media non è regolata da norme adeguate e molte di loro sono accusati di essere al servizio degli scopi dei milionari, che traggono ricchezza “sottobanco”.

Guardando da un punto di vista geopolitico e geostrategico, l’Albania non ha altre alternative all’infuori dell’UE. Perciò è necessaria una resurrezione nazionale, che includa il compromesso politico, per porre fine al periodo di transizione e passare ad un livello di sviluppo e di benessere. Le risorse ci sono, serve solo una spinta a livello centrale e locale. Il desiderio di cambiamento sembra essere vivo e il governo di Edi Rama ha fatto cose mai viste prima, ma per avere successo c’è bisogno di un consenso nazionale.

Traduzione di Sara Merlino

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->