mercoledì, Settembre 29

Il giorno di Maria Elena Boschi Boschi

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«Non è mia intenzione esprimere valutazioni per la campagna contro la mia famiglia e contro il governo», ha esordito la Boschi puntando subito a negare le accuse di favoritismo perché fu proprio il governo nel febbraio 2015 a togliere per decreto l’incarico di vicepresidente di Banca Etruria al papà. «Se mio padre ha sbagliato deve pagare, ma se ha sbagliato non può essere giudicato da un tribunale dei talk show», ha poi proseguito con inusuale e sospetta durezza, prima di precisare che «dire che Banca Etruria è la banca della famiglia Boschi non corrisponde alla realtà dei fatti». Poi, come una sinfonia di Beethoven o una wagneriana Cavalcata delle Valchirie, l’emozione è montata impetuosa e i sentimenti hanno preso il posto della Ragione. «Lasciatemi dire quello che ho nel cuore», è esplosa la ‘bambola renziana’, «amo mio padre, è una persona per bene, sono fiera di lui e fiera di essere la prima nella famiglia boschi ad essersi laureata». E poi, così, a braccio, ma anche a caso, tutta d’un fiato: «Mio padre figlio di contadini faceva 5 chilometri a piedi andata e ritorno e un’ora di treno per diplomarsi. La storia della nostra famiglia è semplice e umile non le maldicenze e le meschinità che sono state scritte. So che questo fa parte delle regole del gioco e non mi arrabbio, ma spero se avrò la fortuna di avere dei figli che saranno orgogliosi del loro padre come io lo sono del mio». Mancavano solo i titoli di coda con il motivetto di Via col Vento.

Un gorgheggio di mielosi sentimenti che non ha evidentemente scalfito quel cuore di pietra di Alessandro Di Battista, perfido come tutti i grillini del resto. «Esprimo totale indignazione di un popolo intero rispetto alle menzogne del governo che ha mandato per la strada migliaia di cittadini e risparmiatori», si è rivolto alla platea dei deputati ‘nominati’ il ‘Dibba’. Il ministro Boschi, ha poi proseguito senza mostrare un briciolo di pietà, «ci ha fatto un bel discorso pieno di pietismo e compassione, ma non abbiamo visto da parte sua lo stesso pietismo e compassione nei confronti di migliaia di cittadini truffati dal decreto salva banche». L’ira di Di Battista si rivolge quindi contro «il dottor Boschi» che «è stato nominato vice presidente un mese dopo che la figlia è diventata ministro e pensate di prendere in giro il Paese con il vostro doppiogiochismo». Finale col botto riservato al conflitto di interessi di Maria Elena Boschi che, a suo dire, del M5S, ma anche di milioni di italiani, «è grande come una banca».

 

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