domenica, Settembre 26

Il giorno del corsaro (Renzi) e dell’avventuriero (Conte) Il ‘gioco’ della crisi (sulla pelle di noi tutti) è tutto di nervi, non ha alcun contenuto politico vero. Conte accetterà qualunque cosa, qualunque. Più che probabile un Conte maggiordomo di Renzi e Giggino

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Ciò che colpisce, e colpisce molto, è il modo in cui viene lanciata e la sciatteria con cui viene condotta, la crisi.
Il Presidente della Repubblica, aveva detto e ‘fatto sapere’, molto pesantemente (cosa inusuale) che la situazione economica, la situazione sanitaria e quella sociale richiedevano una soluzione rapidissima di una crisi, diciamocelo, assurda da ogni punto di vista. E sì, perché, la crisi nasce solo, ripeto solo, da una crisi personale, di odio personale di Matteo Renzi verso Giuseppe Conte e viceversa di Conte verso Renzi.

Chi sia Renzi lo sappiamo: un corsaro privo di etica, inteso solo al proprio tornaconto e per ottenerlo è disposto a tutto, ma specialmente caratterizzato da una violenza estrema, di una brutalità assoluta. Lo abbiamo visto all’opera.
Conte, per parte sua, diciamocelo anche questo, è poco più (o forse meno) di un avventuriero, che arriva al vertice del Governo senza, per dir così, ‘sapere leggere né scrivere’ … tranquilli è un modo di dire napoletano, per intendere che qualcosa ti arriva senza tuo merito, una regalo, un caso, una botta di … . e, infatti, si è comportato di conseguenza. Hagestitoin posizione perfino comicamente subordinata agli stellini e in particolare a Giggino (lo ricordate quando durante il discorso di presentazione del Governo, ha chiesto a Giggino se poteva dire una cosa, fu una cosa scandalosa e significativa del personaggio?) il Governo, eseguendo, letteralmente, il famoso contrattotra stellini e Salvini, che poi è puntualmente saltato, ma ha prodotto non pochi danni se solo si pensa alla devastazione concettuale (non umana, perché molti di quei poveri diavoli meritano di essere aiutati e anche molto di più e meglio) del reddito di cittadinanza e alla follia, non solo economica ma amministrativa, della quota 100. E vorrei, ma non posso, sorvolare sulle brutture che ha firmato nei confronti dei migranti, tanto da essere chiamato da Salvini come correo, e indurlo a dire quella cosa ridicola che è il fatto che lui ‘detta la linea’ e ogni ministro esegue ed è responsabile di quello che fa: una giustificazione da avvocato-paglietta, come si dice … mi avrebbe divertito vedere la faccia del giudice a sentire quelle cose!

Ma tant’è. Col tempo ha preso vigore, gli è piaciuto il gioco, e ha cambiato cavallo con una rapidità e una coerenza da fare invidia a Pietro (solo che lui se ne pentì, Conte no) … del resto in piena collaborazione del suo referente Giggino. Ma specialmente ha mostrato un lato, forse inatteso ai più, non a me e lo ho scritto varie volte, è un professore universitario (una ‘razza’ del tutto particolare, vi assicuro) e quindi arroganza anche al livello di quella di Renzi e un narcisismo perfino superiore, molto superiore. Per cui, tra l’altro, ha voluto fare tutto da solo sul piano di rinascita (che voi che sapete l’inglese chiamate recovery plan), con la conseguenza di preparare una bozza da fare impallidire. Tanto assurda, che quando Renzi ha cominciato a dare fuori da matto ha avuto mille e una buona ragione per farlo, tanto più che ha spesso agito per conto terzi: il PD voleva dire quelle e altre cose, ma è troppo grosso e Conte sarebbe caduto, e quindi Renzi andava bene. Conte, lo ha capito benissimo, e ha modificato moltissime cose (a dimostrazione di quale schiena abbia), ma ècadutosull’ultima cosa chiesta da Renzi: il MES; non perché non volesse, ma solo perché Giggino lo minacciava, e lui con Giggino e il comico, abbassa sempre la testa. E fin qui, si poteva andare avanti, se a Renzi, non fosse scattato il narcisismo folle del quale è pieno e la volontà mai nascosta di distruggere il PD, con la collaborazione sia di Marcucci e altri interni al partito, e delle manie manovriere di Goffredo Bettini, che ormai è il vero segretario del PD, per conto, dicono alcuni, di Renzi. Che, con Mattarella ha cominciato a fare il fenomeno, concludendolo con quel ridicolo e offensivo (per Mattarella) comizio (che poi ha ripetuto parola per parola con Fico!) con presentazione della Ministra dimessa … sembra Corrado alla Corrida.

Il resto lo sapete. E lo sa anche Mattarella, che infatti, -torno all’inizio- aveva chiesto chiaramenterapideconsultazioni, ma avendo capito benissimo che Renzi voleva tirarla in lungo proponendo di parlare di programmi e non di nomi, si è (ma questa è una mia supposizione) arrabbiato come un cane e ha fatto una cosa inusuale, e una prevedibile.
Al termine delle consultazioni è andato in sala stampa (cosa inusuale assai) e ha parlato: non per dire cosa avrebbe fatto, anzi, dicendo seccamente che ‘altri’ lo avrebbero comunicato, ma ha detto durissimo che la situazione del Paese è drammatica, e che non è il momento di perdere tempo in chiacchiere. Ripeto, non ho prove, ma lo ho visto: era furioso! E aveva, ha perfettamente ragione. Tanto più che gli irresponsabili non sono solo i renziani, ma a titolo almeno pari gli stellini e in particolare Giggino (che non lo può più sopportare, perché Conte è diventato molto indipendente, e poi Giggino è quello che è, e nel partito è sotto attacco! Hanno imparato subito gli stellini), e, tra gli irresponsabili va annoverato lo stesso Conte, che continuava e continua a difendere il suo posto con le unghie in particolare andandosi a cercare voti di ‘responsabili’, a suo tempo definiti altrimenti, ma improbabili o insufficienti: la scena della signora Mastella è da antologia.

Colgo l’occasione per dire una cosa che non c’entra qui ma è importante, perché, al solito in queste situazioni, subito i ‘costituzionalisti’ parlanti, parlano. E quindi (ad esempio ieri tra Lucia Annunziata e Marco Travaglio) giù attacchi al fatto che il parlamentare non ha obblighi verso chi lo elegge e meno che mai per chi lo ‘fa’ eleggere, il partito. Ebbene: eliminata questa garanzia, possiamo mettere una pietra sulla nostra democrazia: già i parlamentari in pratica sono scelti dai partiti, se poi gli si impedisce anche di pensare, trasferiamoci in Ungheria e chiudiamola lì! Ma lasciamo perdere.

Mattarella, dunque, finita la sua brevissima dichiarazione (il confronto col comizio di Renzi è stato stridente come pochi) ha solo detto, un po’ sprezzante, vi diranno che cosa ho deciso. E a stretto giro, i suoi collaboratori hanno detto che Mattarella incaricava Roberto Fico di approfondire entro Martedì.
Tempo lungo? Sì. Ma anche immodificabile: Fico può scegliere al massimo a che ora andare. E intanto si fanno chiacchiere. In realtà è proprio di nomi che si parla in verità. E qui Renzi (e in parte Giggino!) ha le sue carte da giocare. Perché vuole fare saltare Conte, forse contando sul fatto che Conte, messo di fronte ad una sorta di contratto come l’altra volta, non accetti di fare il maggiordomo alla nuova coppia imperante: Renzi e Giggino. E qui si sbaglia: Conte accetta qualunque cosa, qualunque, e quindi non si schioda da lì. Ma l’altro obiettivo vero è Roberto Gualtieri, ovviamente, è il posto cerniera di tutto, e Renzi lo vuole per sé o per un suo alter ego, come ad esempio l’esperta in banche Meb! Anche su questo, penso, non sarà facile: sempre da Annunziata (che ha fatto finta di non sentire) il Presidente di Confindustria (che io chiamo il padrone delle ferriere!) ha detto ad alta voce e chiara almeno una verità: che i famosi 210 miliardi sono dovuti interamente a Gualtieri, anche se non ha aggiunto (ma lo aggiungo io) che lo ha fatto spalla a spalla con Mario Draghi, come ho già scritto.

Il ‘gioco’ della crisi (peraltro sulla pelle di noi tutti) è tutto di nervi, ma non ha alcun contenuto politico vero.
Ciò che può accadere è che oggi da Fico ci si accordi per un altro da Conte (e peggio per Dibba), sempre che Conte accetti senza combattere. Io credo ancora che questo sia il momento di rendersi ‘responsabili’, ora o mai più: se ci sono, Conte potrebbe tirarli fuori dal cappello e isolare Renzi. Secondo me è l’unica sua carta, altrimenti non gli resterebbe che fare il Presidente ‘di servizio’. O, certo, andarsene, ma ci vorrebbe almeno una parvenza di palle.
Su nomi alternativi è molto difficile. Un ‘Governo tecnico’ in questo momento, con una destra scatenata come oggi e un Berlusconi immobilizzato, sarebbe un rischio enorme. E nel semestre bianco, potrebbe letteralmente accadere di tutto!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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