giovedì, Agosto 5

Elezioni: il gioco delle parti che non inganna nessuno Da Gentiloni e Renzi a Berlusconi tutti si preparano al Governo di larghe intese

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Scambio di pacche sulle spalle, sorrisi, reciproci riconoscimenti. «Siamo una squadra con diverso carattere e ruoli, ma identico obiettivo, vincere», bofonchia a denti stretti Matteo Renzi riferendosi a Paolo Gentiloni; ma lo sanno anche i bambini che il segretario del PD è parecchio nervoso perché i sondaggi unanimi dicono che la coalizione a guida PD arranca, preceduta dal centro-destra e dal Movimento 5 Stelle; e lo sanno anche i bambini che Gentiloni ormai gioca in proprio, e più mi mostra mite, collaborativo, più Renzi si fa sospettoso, consapevole che rischia di finire impiccato da una corda e in un patibolo che lui stesso ha fabbricato.
Lo sa bene, Renzi, che i patriarchi del PD lo attendono al varco, i Romano Prodi, i Dario Franceschini, gli altri maggiorenti hanno parlato chiaro: non sarà lui, a tenere banco dal 5 marzo. Potrà guidare il partito, ma Palazzo Chigi se lo scorda. Anche il Presidente della Repubblica: Sergio Mattarella appare più meditabondo e felpato di sempre, ma chi gli è vicino e ne sonda e compulsa gli umori sa che Renzi non è tra i suoi favoriti. Al contrario, Gentiloni, il ‘grigio’ ha le doti di paziente tessitore che il Quirinale apprezza (lo avevamo previsto già in autunno) in questo delicato momento. Fosse poi solo Gentiloni.
L’altro giorno, dal palcoscenico offertogli da ‘Porta a porta‘ un Ministro ‘pesante’ e le cui quotazioni sono in crescita, Marco Minniti, ha detto chiaro e tondo di essere disponibile a continuare a fare il Ministro, anche in un eventuale Governo di larghe intese o di unità nazionale che dir si voglia. «Proprio io mi spendo con tutte le mie forze per escludere una collaborazione con il centro-destra e il M5S», ha sibilato irato Renzi.
Minniti è persona da sempre prudente, che misura le parole con la precisione di un vecchio farmacista. Se si è esposto in quel modo, significa che in parecchi, dentro il PD e fuori, si preparano a questa soluzione.
Del resto, anche nel campo avversario, quello di Silvio Berlusconi, al di la’ delle parole, dei discorsi e delle promesse, non mancano sherpa al lavoro per una soluzione di questo tipo. Uno degli amici e consiglieri storici di Berlusconi, Fedele Confalonieri, lo ha detto chiaro e tondo qualche settimana fa, e proprio attraverso ‘Il Giornale‘, che la soluzione migliore è questa. Un altro storico consigliere di casa Arcore è Gianni Letta. Vero Richelieu del centro-destra, da sempre intesse le sue tele con certosina pazienza e lungimiranza. E anche lui il background tipico del democristiano, pugno di ferro quando serve, celato in un perenne guanto di velluto.
Si, certo: i seguaci di Beppe Grillo, quelli di Salvini, Giorgia Meloni ogni dieci minuti recitano il mantra che senza maggioranza chiara si va a elezioni. Non sono loro che sciolgono le Camere; e sono da vedere parlamentari appena eletti che fanno harakiri, si sottopongono a nuovo voto popolare, col rischio di non essere riconfermati. Come sia, ‘elezioni subito’ significa che se ne parlerebbe nel migliore dei casi a ottobre; e da marzo a ottobre possono davvero accadere tante cose. Alla fine un gioco di sponda e diintesaconviene un po’ a tutti.
In questi giorni il partito di Grillo, Casaleggio e Di Maio sta rivelando tutti i suoi limiti strutturali. Ciò nonostante può benissimo raccogliere quello che i sondaggi gli accreditano: qualche punto al di sotto del 30 per cento. Molto, ma non sufficiente per governare da soli. L’assenza di una coalizione condanna, inoltre, i grillini a prendere un numero di seggi dimezzati rispetto al numero dei loro voti. Di Maio può pure annunciare il ‘suo’ esecutivo. Non sarà quello a governarci. Per altro, sappiamo già che ci saranno degli eletti pentastellati che già sono stati espulsi per ‘indegnità’. E’ anche su questa ‘riserva’ che si conta per un governo di larghe intese. Renzi lo sa, Gentiloni lo sa, Berlusconi lo sa. Non è in discussione ilcosa‘; si discute  piuttosto ilcomee ilcon chi‘.

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