sabato, Maggio 8

Il Giappone oltre la 'soglia nucleare' e i dubbi USA

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Il Giappone, uno degli Stati firmatari del ‘Trattato di non proliferazione nucleare‘ (TNP), che si basa sui tre principi di ‘disarmo’, ‘non proliferazione’ e ‘uso pacifico del nucleare’, per lungo tempo ha accumulato notevoli riservemilitaridi materiali nucleari sensibili. Siamo sicuri che il trattato sia rispettato?

Il Giappone avrebbe più riserve di plutonio di Russia e Stati Uniti. Con oltre 1200 kg di uranio altamente arricchito e 47,8 tonnellate di plutonio separato, sufficienti per produrre un migliaio di testate nucleari, secondo gli esperti, il Paese è ben oltre il suo reale bisogno e determina un serio rischio per la sicurezza, la proliferazione e per il terrorismo nucleari. Attualmente, in Giappone sono stoccate 11 tonnellate di plutonio, mentre altre 36 tonnellate vengono trattate in Gran Bretagna e Francia per poi essere rinviate nel Paese.

Il Giappone è una potenza oltre la ‘soglia nucleare’ e possiede diverse tonnellate di materiale radioattivo non sfruttato.
L’eccedenza di materiali fissili rafforza le tensioni in altri Paesi e li incita a esigere ugualmente il diritto di produrre del combustibile per i loro reattori. Ne sono un esempio Turchia ed Egitto.

Secondo James Acton della Carnegie Endowment for International Peace, «Il Giappone è un Paese rispettabile dal punto di vista del rispetto del TNP. Ma, dà il cattivo esempio. Alla fine, se un altro Paese commerciasse ed accumulasse del plutonio o dell’uranio arricchito, potrebbe rifarsi al precedente giapponese».

Il Giappone per quanto tempo ancora intende usare la ‘logica dello struzzo’ su questioni così sensibili?

In realtà, il Paese non ha mai rinunciato alle sue ambizioni nucleari. Russia e Cina, che di bombe nucleari ne hanno parecchie, sono preoccupate.
Il programma nucleare pacifico del Giappone, lo stesso che ha prodotto la tragedia di Fukushima Dajichi, si basava sul fatto che si procedesse al ritrattamento solo per soddisfare i bisogni di combustibile nucleare delle centrali nucleari del Paese, ma lungo la strada si sono riscontrate diverse difficoltà. Con il calo del costo dell’uranio sui mercati internazionali, il riprocessamento del plutonio è diventato troppo costoso.
Cina e Corea del Sud, che ricordano ancora l’invasione del Giappone terminata 70 anni fa, si chiedono per quale ragione il Paese debba avere così tanto plutonio.

In Giappone, confidando nel sostegno del Governo, sono stati portati a termine diversi progetti, tra questi anche quelli relativi all’energia solare. Secondo un articolo pubblicato sul ‘New York Times‘, la produzione di energia solare in Giappone è pari a circa 3,4 Gigawatt. Tuttavia, per rendere la crescita delle rinnovabili solida e, soprattutto, duratura, sarebbe stato necessario l’adeguamento delle infrastrutture e il continuo sostegno politico.
Con l’arrivo del Governo di Shinzō Abe, a fine 2012, si è invece ritornati a parlare della riapertura di alcune centrali nucleari. Ma, la difficile gestione del disastro di Fukushima e le sue conseguenze, non avvicinano l’opinione pubblica. Vari sondaggi hanno dato come contrario oltre il 60 per cento della popolazione giapponese.
Quindi, con il benestare dell’Agenzia della Sicurezza Nucleare, il Governo conservatore di Shinzō Abe ha previsto la progressiva riapertura delle centrali nucleari in regola con le nuove norme.

Il carattere strategico del nucleare, malgrado le proteste post-Fukushima, è stato ribadito dal Primo Ministro, che è intenzionato a rivedere il piano che prevede l’azzeramento dell’energia atomica a uso civile entro il 2040, voluto dal precedente Governo guidato dal Partito democratico.

Ma, non tutto va secondo i piani del Primo Ministro giapponese. Nei primi mesi del 2016, la corte distrettuale di Otsu, in Giappone, ha ordinato la chiusura di due reattori nucleari nella centrale di Takahama, a nord di Osaka, malgrado l’impianto avesse ottenuto il via libera dell’Agenzia della Sicurezza Nucleare.
È la prima volta che un tribunale si pronuncia sul merito della cautela dopo il benestare dell’Agenzia.
La domanda che sorge spontanea è: il Giappone ha davvero tanto freddo o ha solo tanta paura di essere invaso da potenze più grandi di lui?

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