sabato, Ottobre 23

Il Generale Saleh si ritira dalla scena politica L'addio alla vita pubblica di uno dei più potenti uomini ugandesi

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«Cari amici, tra poco mi ritirerò dai miei impegni perché sto diventando vecchio. Nel marzo 2015 scadrà il mio contratto di Consigliere del Presidente e non intendo rinnovarlo. Quindi sono disponibile per voi ancora per poco tempo. Vi consiglio di utilizzarmi al meglio per il tempo che rimane affinché i vostri progetti di sviluppo possano essere realizzati», dichiara il 22 aprile scorso il Generale Salim Saleh dinnanzi alla popolazione attonita del distretto di Luweero dove nel 1981 nacque il movimento guerrigliero National Revolutionary Army fondato dal Presidente Yoweri Museveni che liberò l’Uganda dalla dittatura di Milton Obote nel 1986.

L’annuncio fatto dal Generale Saleh, tenuto segreto fino al 27 aprile scorso, rappresenta un terremoto politico e un radicale quanto inaspettato punto di svolta per il paese. Saleh non è un generale qualunque ma il secondo uomo più potente in Uganda dopo suo fratello maggiore, Yoweri Museveni.

Oltre ad essere Consigliere Presidenziale per la Difesa, Consigliere economico per il Triangolo di Luweero,  ed ex Ministro di Stato per le Micro Finanze, Il Generale Saleh è la più potente figura all’interno dell’esercito e uno dei otto multimiliardari che controllano l’economia dell’Uganda. Il Generale Saleh è stato lo stratega che ha conquistato la capitale Kampala nel 1979 e nel 1986, ideato il piano per rovesciare il Presidente dello Zaire (attuale Repubblica Democratica del Congo), Mobutu Sese Seko, uno dei principali attori della seconda guerra panafricana in Congo (1998 – 2004), della avventura militare, attualmente in corso, in Somalia, iniziata nel 1997 e il grande vecchio che dal 2012 sta tessendo la rete per la secessione presidenziale da suo fratello maggiore a suo nipote,  il Generale Brigadiere Muhoozi Kainerugaba.

Caleb Akandwanaho alias Salim Saleh è nato il 14 gennaio 1960 a Mbarara ed appartiene alla più potente etnia regionale i Banyangole, il gruppo etnico nilotico cugino dei tutsi ruandesi e burundesi che dal 1987 regge nel bene e nel male il destino della Regione dei Grandi Laghi.

Nel 1976 Caleb Akandwanaho all’età di 16 anni abbandona la scuola media di Kako nella città di Masaka per raggiungere il movimento guerrigliero ugandese creato e guidato da suo fratello maggiore Museveni: Fronte Nazionale di Salvezza (FRONASA) che lottava, dalla Tanzania, contro la dittatura di Idi Amin Dada.  Durante questo periodo adotta il nome mussulmano di battaglia di Salim Saleh, pur essendo di fede cristiana, che manterrà per sempre. In Uganda solo una ristretta minoranza della popolazione conosce il nome di battesimo del Generale Saleh.

Saleh fu amico personale del leggendario Comandante Freddy (Fred Rwigyema) il leader storico della ribellione ruandese contro il regime razial nazista di Juvenal Habyariamana che morì sul campo di battaglia durante il primo tentativo di liberare il paese del 1991, passando le redini all’attuale presidente del Rwanda Paul Kagame. Provenendo dallo stesso ceppo etnico basato sulle alleanze dei vari clan, tutte queste figure storiche e contemporanee sono legate tra di esse da lontani legami di famiglia.

Assieme a M7 (il nome in codice di Museveni) e al Comandante Freddy, Saleh , dopo aver partecipato ad addestramenti speciali in Mozambico organizzati dal rivoluzionario Samora Machel leader del FRELIMO, trasformò il FRONASA nella più temuta guerriglia ugandese. Grazie al aiuto dell’esercito tanzaniano e ai finanziamenti inglesi, nel 1978 il FRONASA si trasforma nel Uganda National Liberation Army UNLA (Esercito Nazionale di Liberazione dell’Uganda) occupando Kampala il 11 aprile 1979, costringendo Idi Amin in esilio nell’Arabia Saudita fino alla sua morte.

A seguito delle contestate elezioni del dicembre 1980 dove Milton Obote riesce a ritornare alla Presidenza grazie a pesanti frodi elettorali, Saleh si aggrega al suo fratello maggiore dando via alla “Bush War” (la Guerra della Foresta), l’epopea rivoluzionaria marxista che segnerà lo sparti acque tra due periodi storici del paese ben distinti: la vecchia Uganda caratterizzata da inaudite violenze, corruzione e fallimento economico e la nuova Uganda, il paese che tutti conosciamo.

Nel gennaio 1986 Salim Saleh guida l’assalto della capitale facendo crollare il regime del Generale Tito Okello che aveva attuato un colpo di stato contro il Presidente Milton Obote. Yoweri Museveni diverrà Presidente chiudendo il turbolento periodo di instabilità interna ed iniziando il periodo di instabilità regionale: Rwanda, Zaire, Burundi, che ha permesso all’Uganda di emergere come la principale potenza dell’Africa Orientale.

Salim Saleh diventa il primo Comandante dello Stato Maggiore del NRA, che nel 1995 sarà trasformato in Uganda People’s Defence Force – UPDF (Forze di Difesa Popolare dell’Uganda). Sarà il Generale Saleh lo stratega che riuscirà a sconfiggere tre successive ribellioni nel nord del paese: Il UNLA (sorto dai residui dell’esercito sconfitto di Obote), il Holy Spirit Army (Esercito dello Spirito Santo) e il Lord Resistence Army (Esercito di Resistenza del Signore) guidato da Joseph Kony.

Nel 1995 Saleh sarà uno dei personaggi chiave, assieme al ex capo della Intelligence ruandese Patrick Karegeya recentemente ucciso a Johannesburg dai servizi segreti ruandesi, nell’individuazione di Désiré Kabila ex guerrigliero congolese, e nella formazione del movimento ribelle Forze Democratiche per la Liberazione del Congo Zaire che nel settembre 1996 invase lo Zaire mettendo fine ai 30 anni del regime di Mobutu.

Il Generale Saleh è la mente della alleanza militare tra Angola, Burundi, Rwanda e Uganda che permise ai quattro eserciti di supportare Désiré Kabila, invadendo lo Zaire in contemporanea al movimento ribelle congolese.  Saleh organizzerà la seconda invasione del Congo nel 1998 e la missione di pace in Somalia nel 2007, riuscendo a porre l’esercito ugandese al comando del contingente dell’Unione Africana AMISOM per combattere il gruppo terroristico islamico Al-Shabaab ed instaurare un governo in Somalia dopo 25 anni di guerra civile.

Orgoglioso Saleh nel 2006 ritornò a scuola per terminare le medie interrotte nel 1976. Il Generale Saleh non è solo un uomo d’azione ed un astuto stratega ma un potente ed abile imprenditore che assieme ai Grandi Otto detiene il potere economico del paese, possedendo varie piantagioni, società di import-export, compartecipazione in compagnie aeree africane e almeno 40 immobili di prestigio nella capitale assieme ad un numero imprecisato di immobili in tutto il paese. Padrone della compagnia di sicurezza privata Saracin Security, Saleh dal 2001 ad oggi ha fornito ai Contractors americani oltre 6.000 soldati ugandesi per azioni di combattimento in Iraq e Afganistan. Un’operazione di mercenariato che ha fruttato immensi guadagni.

L’inizio dell’impero economico di Saleh è basato sulla rapina sistematica di legname pregiato, oro, coltan, diamanti e altri minerali attuata dal esercito ugandese al est del Congo durante le due guerre panafricane (dal 1996 al 2004). Saleh era l’organizzatore di questa rapina e garante degli interessi della Famiglia Museveni nell’affare. Anche l’Uganda ne approfittò enormemente. Basti pensare che il vero boom economico del paese inizia nel 1998, anno della seconda invasione del Congo. Le  attività del Generale Saleh furono oggetto di una indagine del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Le prove raccolte furono categoricamente rigettate dal Governo Ugandese.

Fedele alla cultura ugandese, anche Saleh ha sempre reinvestito i soldi guadagnati dalla corruzione e dai traffici illegali in attività produttive in Uganda rifiutando di depositarli in conti bancari esteri come é consuetudine per i potenti in Africa.

Il primo scandalo finanziario di Saleh avviene nel 1998 quando il Presidente Museveni  lo licenziò da Consigliere Presidenziale a causa del utilizzo di una compagnia Malesiana Westmont Land, per acquisire illegalmente le azioni maggioritarie della Uganda Commercial Bank. Saleh non subirà nessun processo e il Presidente Museveni dichiarerà che il motivo del licenziamento non era legato allo scandalo ma al comportamento  inaccettabile di suo fratello, accusandolo di indisciplina e ubriachezza. Accuse che non reggono dinnanzi alla nota disciplina e rigore morale del Generale Saleh.

In realtà il licenziamento di Saleh è stato causato dallo scandalo finanziario e da quello in contemporanea degli elicotteri Junk. Sempre nel 1998 Saleh riceve una commissione di 800.000 dollari per l’acquisto di 10 elicotteri da combattimento russi difettosi. Nel 2003 Saleh fu costretto a dimettersi da parlamentare militare a seguito a pesanti sospetti di corruzione ai danni dell’esercito Ugandese.

Nonostante gli eccessi di corruzione Saleh, ha sempre mantenuto il ruolo di numero due del potere in Uganda non solo per i legami familiari con il Presidente ma soprattutto per le sue indiscusse capacità militari e la popolarità che gode tra la gente.

Uomo semplice, semilletterato e di azione, Saleh ha sempre avuto la capacità di saper dialogare con i soldati semplici e le persone comuni che lo hanno sempre amato. Capacità evidentemente innata all’interno della famiglia Museveni, già caratteristica principale anche del fratello maggiore Yoweri. Saleh è noto per essere un generoso filantropo e benefattore e per essere stato un mediatore super partes nella difficile crisi tra il Governo Ugandese e il Regno Buganda che da sempre nutre mire indipendentistiche.

L’annuncio del ritiro dalla scena politica e militare fatto dal Generale Saleh ha aperto non pochi interrogativi e speculazioni. Escluse le ipotesi di presunti dissidi con il Presidente Museveni, la teoria più realistica risiede nella ipotesi che il prepensionamento alla giovane età di 54 anni sia in realtà una mossa di marketing e politica in supporto alla candidatura alla Presidenza del figlio di Museveni: il Generale Brigadiere Muhoozi.

Dal 2012 il Generale Saleh è impegnato nella delicata fase di rinnovazione dell’esercito UPDF e del partito al potere NRM. Una fase che prevede la graduale sostituzione della vecchia guardia dei partigiani che liberarono l’Uganda con la nuova generazione di generali e politici. Il Generale Saleh si è assicurato che la maggioranza che le nuove generazioni del potere siano fedeli al Generale Brigadiere Muhoozi per attuare nel 2020 il progetto di successione presidenziale all’interno della Famiglia Museveni.

Le dimissioni di Saleh sono in contemporanea alla difficile situazione militare dell’esercito ugandese in Sud Sudan e alla lotta intestina al National Revolutionary Mouvement tra il Presidente Museveni e il Primo Ministro Amama Mbabazi per la candidatura alle presidenziali del 2016. Vari osservatori politici nazionali sono pronti a giurare che la decisione di Saleh di andare in pensione sia stata presa per assumere il ruolo di burattinaio dietro il palcoscenico per evitare a suo nipote Muhoozi una sconfitta militare in Sud Sudan che distruggerebbe la sua carriera politica e i piani di successione familiare e per contrastare più efficacemente il piani del Primo Ministro Mbabazi.

 

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