martedì, Aprile 13

Il gambetto di Zingaretti: scacco matto in tre mosse, niente Conte e niente Renzi, la pace dei sensi In un momento in cui si dovrebbero raccogliere le forze, fare uno sforzo gigantesco tutti insieme, avere idee innovative e decise, tutto finisce nelle mani dei ‘responsabili’, con una opposizione stolida, stupida, violenta, antieuropea

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Mentre il Governo si diletta a colorire la carta d’Italia, come i bambini delle elementari, anzi, delle pre-elementari, per decidere se si può andare dal parrucchiere o a trovare la nonna nel comune vicino, emettendo il solito incomprensibile decreto, i parlamentari italiani, una razza -devo dirlo- di persone assolutamente particolari, cerca disperatamente e confusamente di trovare un modo per mantenere in piedi il Governo Conte, che a sua volta sta lì piantato, o meglio passeggia per Roma in favore di telecamera, per fare vedere come è amato.
Dalle varie dichiarazioni e dai convulsi tentativi di creare gruppi parlamentari ad hoc, l’unica cosa che si capisce (forse!) è che la genialata di Matteo Renzi assistito dalle ministre, ha avuto l’effetto indesiderato (da lui certamente) di rafforzare Giuseppe Conte, anzi, di renderlo rocciosamente avvinto, legato, consustanziale a quella poltrona, e non scaricabile (per ora) dal PD e perfino da Giggino, che lo odia, ma deve fingere di amarlo e assiste compunto ai comizi di Travaglio, che ormai detta la linea agli stellini dalla solita Gruber, che ormai ne è una succursale.
Ragioniamo un istante freddamente, beninteso con tutta la possibilità di non essere d’accordo con me, ma proviamo.

Come ho detto mille volte, Conte è un pessimo Presidente del Consiglio da ogni punto di vista: da quello della coerenza, perché più incoerente e opportunista di lui, diciamo la verità, storicamente non ne vedo; da quello delle idee, perché semplicemente non ne ha, ed è espressione di una entità politica assurda che fa del post-tutto la sua ragione di essere -per di più di una incultura stravolgente, che vive ‘di’ e ‘del’ potere e dice di volere aprire il Parlamento come una scatola di tonno solo per entraci meglio, epperò riduce le ‘poltrone’ dei parlamentari, cioè, come Tafazzi, si taglia il ‘fiato’ ma aumenta il potere di chi ci resta-; da quello dei fatti, perché ha governato malissimo la epidemia, facendo danni, nonostante Roberto Speranza facesse di tutto per limitarli- e ha predisposto in gran segreto, un suo piano di rinascita superficiale, incompleto, vago, inadeguato, incoerente, anche se, certo, dice che farà tante cose, ma non dice come e specialmente perché; sul piano umano, perché è un piacione arrogante e, lo abbiamo visto in piazza del Quirinale, violento, ma inconcludente, bravissimo a mediare e rinviare, incapace di fare.
L’ho scritto più volte e lo ripeto anche oggi, allo stato attuale delle cose, trovare di meglio è facilissimo, ma oggi impossibile: di persone capaci ce ne sono in giro, poche magari, ma ce ne sono, e certamente quelle che ci sarebbero farebbero diecimila volte meglio di lui, ma senza di lui. E, incredibilmente, nel mondo politico di addormentati che abbiamo, i malumori crescevano, e cominciavano a manifestarsi: perfino il timido e incerto Zingaretti, quando riusciva a liberarsi di Bettini, mostrava chiaramente di averne abbastanza. Si cominciava a intravedere luce, si cominciava a vedere in lontananza, un Churchill che ci liberasse di Conte. Ci eravamo quasi, si trattava ancora di spingere un po’. Ma.

Essì, c’è un ‘ma’. Perché un esemplare pessimo della peggior politica italiana, uno che ha cercato di stravolgere la Costituzione a proprio vantaggio, che ha governato pasticciando qua e là, capace di demolire ma incapace di costruire altro che la propria casa, del tutto inaffidabile anche da tre minuti a tre minuti, ha intuito la voglia di cacciare Conte e ha pensato di mettercisi lui a sloggiarlo, ma per cavarne qualche beneficio personale, per essere lui quello che lo aveva cacciato, e per ottenercene vantaggi e prebende e magari qualche ministra in più, e lo hapreso di pettoper buttarlo a mare, perrottamarlo’, come elegantemente piace a lui di dire. Ha fatto la testa di turco, come molti volevano che facesse, ma non per dare la palla a lui e non in quel modo. Perché, ovviamente, nessuno al mondo, perfino Zingaretti narcotizzato da Bettini, avrebbe mai potuto pensare che Conte venisse sloggiato da Renzi. È ovvio, era ovvio, è stato ovvio fin dal primo momento: Renzi poteva fare la testa di turco, dare qualche botta, ma non essere lui a buttarlo giù: gli ‘equilibri politici’ non sarebbero saltati, sarebbero esplosi. Era ed è ovvio. Quando si è addirittura intravisto il rischio di trovarselo al Governo, la casa è venuta giù. Per dirla con Bersani, ‘solo pensarlo è essere fuori come un balcone’!
Con quale risultato? Che, alla fine il grande rottamatore, che aveva appena cercato senza riuscirci di rottamare il PD, probabilmente ha rottamato sé stesso, il che sarebbe un bene, ma, specialmente, ha rafforzato Conte, lo ha incollato alla poltrona con l’Attak! E questo è un male: ora non lo si può più togliere di lì, perché lui è l’anti-Renzi. La cosa farebbe anche ridere se non fosse tragica.

Tragica? Sì, perché, vedete, io non sono matto al punto da non vedere e non capire che l’Italia ha urgente bisogno di un Governo serio e di un ceto politico adeguato. Abbiamo davanti una anno da tregenda, la nostra economia è allo stremo, ma specialmente allo stremo è la nostra capacità psicologica di sopportare questa situazione. E per di più l’Italia è ormai il luogo di una guerra per bande, tra Regioni litigiose e in conflitto continuo e ottuso col Governo (oggi la Lombardia della signora Moratti, dice che se diventa rossa è una ‘punizione’, roba da appiccarli al grattacielo delle Generali), partiti sfilacciati e preda di correnti astiose e spesso corrotte, una amministrazione pubblica scadente, inefficiente, inconcludente, accidiosa e mal pagata (con ciò che ne consegue), e tutto ciò dovrebbe essere tenuto insieme, con un debito pubblico da santa inquisizione, dai … responsabili! Vi rendete conto? In un momento in cui si dovrebbero raccogliere le forze, fare uno sforzo gigantesco tutti insieme, avere idee innovative e decise, tutto finisce nelle mani deiresponsabili’, con una opposizione stolida, stupida e violenta, guidata da ‘Melini’ (Meloni-Salvini), che per di più è pure antieuropea, cioè ostile a quelli che si accingono a darci un paio di centinaia di miliardi, nonostante che noi facciamo pure gli schifiltosi: il MES no, quell’altro sì, quell’altro ancora poi vediamo … . E nel bel mezzo di una epidemia mostruosa, per difenderci dalla quale facciamo cinquantamila vaccinazioni al giorno, cioè niente, ma paghiamo le siringhe quattro volte più del loro prezzo di mercato, pare.

Ma poi, forse, tra responsabili per dieci minuti, e irresponsabili sempre, tra ‘nani e ballerine’ secondo me qualcuno nel PD e tra gli stellini, ha pensato che, alla fine, se Conte cade è colpa di Renzi e, caduto Conte, si potrà ‘gridare al lupo’ e allora altro che responsabili, ci saranno le masse … ma senza Renzi, che, secondo me lo ha capito, e ora sta entrando in terrore e offre ramoscelli di olivo attraverso una ministra subita placcata da un certo Faraone: ‘ci stiamo ancora con Conte se … ‘ e vogliono il solito tavolo, ma hanno indotto Mastella a fare come quando Prodi gli dette il Ministero della Giustizia, ricordate? Eh no, sbagliare è umano ma perseverare no, lo abbiamo visto di che panni vestono costoro! E Conte, del quale nessuno ne può più, è di nuovo rafforzato dal solito Renzi.
Uno strazio. E di nuovo l’andirivieni dei responsabili, Mastella, Lonardo, Cesa e, subito pronta col suo cilicio nuovo, la Binetti … e Berlusca sornione in vacanza a Nizza con Zangrillo! Qualche giornale titola ‘il suk’ … volesse il cielo!
Eppure, io ho fatto un sogno: se qualcuno fa scivolare nel caffellatte di Bettini un paio, anche tre pillole di Tavor, forse Zinga capisce che ha un gambetto (come dicono gli scacchisti) in mano: scacco matto in tre mosse, niente Conte e niente Renzi, la pace dei sensi, ma … , ma si deve sbrigare; poi per liberarsi di Giggino c’è tempo.
Ma temo che sia solo un sogno!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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