martedì, Giugno 15

Il Futuro è adesso. E non sembra roseo

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Fai attenzione a quello che desideri, potresti realmente raggiungerlo. Immaginazione, creatività e inventiva hanno portato l’umanità ad accelerare il progresso. Talvolta quest’ultimo, però, ha un lato negativo. Negli ultimi anni si sono avute incredibili invenzioni tecnologiche. Il progresso tecnologico dei nostri tempi è senza precedenti, con una velocità e qualità esponenziali. Tuttavia, dal momento che l’umanità ha raggiunto gran parte del progresso desiderato nella sua fantascienza, dallo sbarco sulla luna alla meticolosa tecnologia medica laser, presto potrebbe scoprire di non aver desiderato esattamente la cosa giusta. Se ciò dovesse accadere, sarà troppo tardi cancellare gli errori commessi nella sua ricerca implacabile di maggiori progressi tecnologici, dimenticando spesso la principale aspirazione di tale ricerca, ossia il benessere dell’umanità.

Sembra che proprio il benessere dell’umanità, quale obiettivo finale, sia stato sostituito nella mente collettiva, almeno in una certa misura, dal potere e dalla crescita economica. Il commercio ad alta frequenza rappresenta uno di questi progressi controversi. Tale invenzione può essere vista come un passo in avanti, un modo per guadagnare, oppure come parecchi passi indietro, per l’intera società, dal punto di vista etico. Si tratta di un nuovo tipo di scambio per cui i computer commerciano titoli a una velocità sorprendente. Questi affari hanno modificato, considerevolmente, la natura di Wall Street. Essa pone importanti questioni di etica poiché offusca il vero principio di libera concorrenza sui mercati di titoli finanziari apparentemente liberi. In questo contesto, potrebbe evolversi un nuovo tipo di modello aziendale, tra cui uno basato semplicemente sull’acquisizione, il mantenimento e la gestione di software efficienti, lasciando indietro nel processo la creatività dell’uomo e il conseguente rischio. Ciò significa che il denaro potrebbe diventare il principale vantaggio concorrenziale in un mercato in cui la creatività umana è stata fondamentale, un mercato storicamente noto per produrre e perdere fortune.

Eppure potrebbe non essere molto sorprendente vedere robot e computer che si recano a Wall Street. Il commercio ad alta frequenza è preoccupante quanto sbalorditivo. Ma è solo un inizio. E nessuno può prevederne facilmente la fine. Se si ritiene che i lavori creativi non possano essere affidati ai computer, si potrebbe rimanere sorpresi.

I computer stanno continuando a invaderci grazie al contribuito dell’unico credo di una serie di aziende moderne: massimi profitti al primo posto con minimi costi (molto spesso, s’intendono i costi di lavoro). Così, nel settore del giornalismo, soggetto alla medesima logica e dove si stanno verificando alcune trasformazioni di modello aziendale, i computer hanno trovato nuove occupazioni. Ed è nato il giornalismo robotico. Si tratta semplicemente di ciò che il nome lascia intendere: giornalismo generato da computer. Oggigiorno, se un pezzo giornalistico viene altrimenti chiamato “contenuto”, vi è un maggiore utilizzo di computer per generare un contenuto obiettivo e anonimo. E il legame umano tra scrittore e lettore? E l’analisi profonda, penetrante e intuitiva? E la diversità? Sembra che nessuna di queste domande abbia importanza agli occhi delle aziende che chiedono robot per il loro giornalismo. Tuttavia, secondo il noto linguista George Lakoff, la perfezione finale della mente umana non consiste nel raggiungere la massima obiettività, quest’ultima impossibile per la mente umana, né effettivamente richiesta. Noi, umani – e il lettore è un essere umano – prendiamo decisioni basate su fatti ed emozioni. E abbiamo bisogno di entrambi.

Viviamo in un’epoca in cui la guerra è combattuta da droni, in cui si inizia a consegnare la posta mediante octocopteri – un tipo civile di droni, in cui già esiste un’automobile computerizzata che guida da sola e dove è possibile chattare con un computer, pensando che sia un essere umano. E ciò che è più pericoloso è che viviamo in un’epoca in cui i computer stanno per prendere decisioni. In breve, stiamo già vivendo in un mondo fantascientifico. Le trame dei film come Minority Report – un racconto breve – non sembrano più essere inverosimili. La nostra specie sta correndo verso l’ignoto alla massima velocità.

Il nostro mondo sta diventando materiale. Questa crescente robotizzazione della vita umana è pericolosa, non solo perché comporta rischi e pericoli per il nostro sistema di valori, ma anche perché potremmo creare nuovi Frankenstein. La creazione di Frankenstein uscì fuori dal suo controllo. Considerando che ci siamo spinti fino alla più recente creazione militare, ossia un soldato robot che può assolvere ai compiti di un soldato umano molto più efficientemente di un essere umano, è inevitabile per la nostra razza porsi delle domande pratiche ed esistenziali quali:

  • A cosa porterà la concorrenza tra diverse potenze globali del mondo (ad esempio Cina, Russia e Stati Uniti), dal momento che esse si fanno concorrenza per creare soldati robot e droni più efficienti?
  • Cosa accadrà se un controllore di tali macchine potenti perde il controllo su di essa o se un virus giunge, ad esempio,nella mente di alcuni soldati robot?
  • È possibile dotare una macchina della capacità di creare un’agenda, seguirla e prendere decisioni del tutto indipendenti? Visti i più recenti sviluppi, ciò sembra probabile. In tal caso, queste macchine più efficienti non tenteranno di sbarazzarsi degli esseri umani, meno efficienti?
  • In un mondo caratterizzato da scarse risorse, chi dovrebbe avere la priorità di trarne vantaggio, gli umani che sono meno efficienti o i computer, più efficienti?
  • Qual è il futuro del nostro patrimonio umano, in un mondo in cui tutto sta diventando estremamente obiettivo e preciso nei minimi dettagli e in cui l’errore è quasi intollerabile?
  • Quale il significato dell’etica e dei valori in un futuro in cui tutto proviene dalla mente e quasi nulla dal cuore?

Forse, un giorno, lotteremo per la nostra sopravvivenza contro robot che vogliono controllare il nostro pianeta vista la scarsità di risorse e, essendo la razza più efficiente esistente finora, tenteranno di sbarazzarsi di noi o controllarci a loro uso. Purtroppo, se continuiamo su questa strada, un giorno potrebbe essere questa la nostra realtà, e non solo la trama del film Matrix. Tuttavia, non è possibile fermare tutto ciò, poiché le nazioni si fanno concorrenza per tali tecnologie, in una lotta di potere che un giorno si concluderà senza vincitori.

Nessuno può bloccare il progresso tecnologico, al cui potenziale possono accedere sempre più persone. Ed è vero che la tecnologia è potere. Ma il Potere corrompe.

 

Traduzione di Patrizia Stellato

 

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