mercoledì, 8 Febbraio
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Il futuro della tecnologia è double use

La guerra è intrinsecamente legata alle questioni economiche. Questo elementare concetto, noto da sempre, oggi più che mai rispecchia il delicato equilibrio tra le esigenze del mondo militare e le questioni economiche.

In Italia il problema dei fondi destinati alla Difesa e ai programmi di sviluppo tecnologico hanno subito una drastica battuta d’arresto dopo l’ascesa del Governo Monti. La necessità di tagliare le spese dello Stato ha preteso che alcuni programmi già ben sincronizzati tra industria difesa e Ministero fossero ridimensionati o addirittura soppressi. L’opinione pubblica non comprendendo le potenzialità e i risvolti dello sviluppo tecnologico in ambito militare ha favorevolmente accolto queste manovre.

Il problema del ridimensionamento di alcuni programmi all’avanguardia hanno inciso anche sullo sviluppo di settori come quello di protezione civile o pubblica assistenza. Sembra impensabile che ci sia uno stretto legame tra tecnologia militare e quella civile, ma i due mondi sono più uniti di quanto si immagina. Il concetto di tecnologie “dual use” indica quelle tecnologie contemporaneamente utilizzabili in campo militare o in applicazioni civili. Tecnologie che possono essere realizzate mediante forme di cooperazione e partenariato fin dalla fase di ricerca e sviluppo o trovare impiego in un campo dopo un periodo di sperimentazione ed utilizzo nell’altro.

Non ci deve  necessariamente piacere il concetto per cui nella guerra, l’uomo, ha trovato lo stimolo per migliorarsi e garantire la superiorità operativa o strategica di un popolo rispetto ad un altro. L’attività bellica, da un punto di vista antropologico, è un momento di enorme pressione sociale; gli uomini (i soldati in primis) si sentono costretti a migliorare per non essere sopraffatti. Certo non mancano le critiche all’uso civile delle tecnologie militari ma è un discorso puramente etico e dunque soggettivo. L’utopica eliminazione di ogni forma di violenza o di guerra non passa certo attraverso la negazione dell’evoluzione degli strumenti.

Tutti quei ritrovati che sono stati sviluppati durante le ultime guerre mondiali, oggi sono oggetti in dotazione alla protezione civile o persino alla Croce Rossa Internazionale. Potremmo non solo parlare di tecnologie ma anche di procedure che transitano dall’ambito militare per sfociare in quello civile. Frutto della ricerca in ambito militare ma che hanno rivoluzionato la vita di tutti i giorni sono: il computer, il radar, l’ecografo, solo per citarne alcuni. La loro rilevanza è indubbia, in molteplici settori produttivi e sociali. Anche innovazioni organizzative affondano la loro genesi in esigenze militari: dal servizio postale a quello delle previsioni meteorologiche, giungendo al sistema di gestione per obiettivi.

Non meno importante è la tecnologia degli infrarossi, che sta pian piano entrando nel mondo civile, in particolare nel settore automobilistico: ben presto, le stesse tecnologie che permettono alle Forze Armate di combattere nel buio aiuteranno a guidare le nostre automobili con maggiore sicurezza.

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