venerdì, Settembre 24

Il feudo nazionale del primo Presidente 'politico' della Turchia Erdogan oggi assume la Presidenza, ma tornano tensioni con il suo predecessore

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Abdullah-Gul-Tayyp-Erdogan

Istanbul Recep Tayyip Erdogan, l’uomo che ha governato la Turchia per 11 anni,  assume oggi
l’incarico di Presidente,  primo Presidente eletto. 60 anni, uomo politico ambizioso -ha dichiarato di voler creare una ‘nuova Turchia’ e che il suo obiettivo è quello di essere al potere almeno fino al 2023, quando la Turchia moderna festeggerà i suoi 100 anni-  sarà anche il primo Presidente ‘politico’ della Turchia.

La carica di Presidente in Turchia è in gran parte ‘cerimoniale’. Il Presidente dovrebbe essere sopra le parti e dovrebbe agire come mediatore neutrale durante qualsiasi crisi. Un Presidente eletto deve immediatamente dichiarare di essersi dimesso/a dal suo partito politico per assumere il ruolo di Presidente. Ma per Erdogan -che governa il suo partito,  Giustizia e Sviluppo (AKP), e, secondo i critici, anche tutto il Paese con piglio autoritario-  il ruolo ‘cerimoniale’ del Presidente dovrebbe restare un ricordo, della ‘vecchia Turchia’. 
Erdogan ha costruito la sua campagna elettorale sulla nozione di una Turchianuova‘. Secondo lui,  quella ‘vecchia’ è stata fondata da élite laiche che non hanno mai dato una voce al popolo. E come Presidente eletto direttamente, sta lavorando per potenziare la volontà del popolo con un ruolo più attivo e interventista, o, secondo la sua idea di Turchia, a imporre la figura di «un Presidente che lavora concretamente, e conseguentemente impartisce anche ordini, non un Presidente di protocollo».

Nonostante i risultati ufficiali abbiano annunciato la sua vittoria, non si è dimesso né dal partito né dal ruolo di Primo Ministro, fino all’ultimo minuto. Erdogan ha dimostrato di non avere alcuna intenzione di tagliare i suoi legami con l’AKP. Invece ha scelto direttamente il suo successore e ha annunciato che l’attuale Ministro degli Esteri Ahmed Davutoglu diventerà il nuovo Primo Ministro e leader dell’AKP. La nomina di Davutoglu è stata ufficializzata nel corso di un congresso straordinario di AKP, il 27 agosto. Il giorno dopo, quando Erdogan ha assunto il suo incarico, ha dato a Davutoglu il potere di formare un nuovo Governo.

Ma secondo la società di sondaggi Andy-AR, la maggioranza degli elettori dell’AKP vorrebbe vedere Abdullah Gul  -Presidente uscente e uno dei fondatori del partito- come nuovo leader. Il 57,3% degli elettori ha scelto il nome di Gul, e solo il 9,2 per cento ha scelto Davutoglu.  

Gul avrebbe comunque incontrato degli ostacoli nel diventare il nuovo leader del partito e Primo ;inistro. Secondo la Costituzione, il Primo Ministro deve essere un parlamentare. Le prossime elezioni saranno nel 2015, ma Erdogan insiste sul fatto che il Primo Ministro e il leader del partito dovrebbero essere la stessa persona, e il Primo Ministro neoeletto dovrebbe portare il partito alle elezioni del 2015. Non mancando molto tempo alle prossime elezioni, ha bisogno di un leader fortemente sostenuto e cambiare il Primo Ministro potrebbe generare divisioni tra gli elettori di AKP.  Perché dopo le elezioni presidenziali che ha vinto con facilità, ora per Erdogan inizia la vera competizione. Non c’è dubbio che AKP vincerà le prossime elezioni parlamentari del 2015, ma il principale obiettivo posto da Erdogan al partito è quello di conquistare i due terzi della maggioranza parlamentare. Ha bisogno infatti della maggioranza per cambiare la Costituzione e creare un sistema presidenzialealla francese’. Assicurandosi il Governo del Paese durante i suoi primi, ma anche nel corso dei successivi 4 anni di mandato, come Presidente ‘operativo’.

Ma, fino alle elezioni e anche se il suo piano dovesse fallire, ha bisogno di un Primo Ministro leale che si faccia carico delle sue direttive. Nonostante il moderato Gul  -che talvolta ha alzato la voce per criticare Erdogan sui temi della democrazia, della libertà di parola e di stampa-  Davutoglu sarà certamente leale a Erdogan. Si è già assicurato al momento della sua nomina che ‘non fosse seminato alcun seme di discordia’ tra lui e Erdogan.

A smentire alcune analisi occidentali, va detto che Erdogan e Gul non sono Vladimir Putin e Dmitrij Medvedev. Poco tempo dopo l’elezione di Gul come Presidente, nel 2007, sono circolate voci su un disaccordo tra lui e Erdogan. Poi le tensioni sono venute a galla e Gul si è pubblicamente opposto ai piani di Erdogan per una Repubblica presidenziale alla francese e in cambio Erdogan ha fatto una legge speciale che ha impedito a Gul di presentarsi per un secondo mandato da Presidente e la legge è stata approvata dal Parlamento. Le voci sono gradualmente aumentate, alcuni hanno detto che le mogli dei due leader non si parlavano, a videocamere spente. Dopo l’elezione di Erdogan a Presidente il 10 agosto, Gul ha detto che è ‘naturale per lui tornare al suo partito, AKP’. Alcuni hanno letto questa affermazione come se, non potendo essere Primo Ministro, Gul sarebbe comunque restato leader del partito. Alcuni noti giornalisti dei media pro-AKP controllati dal Governo e politici leali a Erdogan hanno accusato Gul, pesantemente, di agire contro il bene del partito.  

Nonostante tutta la tensione tra Erdogan e Gul, le parti hanno sempre respinto pubblicamente l’idea che tra loro ci sia uno scontro. Ma alla fin fine ‘un comportamento coerente con la natura ipocrita dei politici’ è arrivato dal luogo meno prevedibile. Durante il ricevimento di ‘addio’ di Gul, la First Lady Hayrünnisa Gul, normalmente molto riservata, ha rotto il silenzio e ha cominciato a imperversare nei salotti di Ankara. Ha sorpreso i media con le sue parole dure, ma molto chiare, rilasciate ai capo redattori dei principali giornali di Ankara. Riferendosi a politici e giornalisti che sono notoriamente degli ardenti sostenitori di Erdogan, la signora Gul ha detto ai suoi ospiti, «Siamo profondamente addolorati. Pensano che non sappiamo niente, che non vediamo? Abdullah non dice nulla perché è educato. È stato oggetto di molta mancanza di rispetto. Io so tutto e ora taccio, ma non sarà per lungo tempo. Vorrei iniziare un’Intifada [in arabo insurrezione, ribellione o resistenza, che si identifica con la causa palestinese]». Mentre le parole della First Lady risuonano ancora, il funzionamento della macchina politica di AKP potrebbe incontrare problemi in futuro. Dato che AKP è bravissimo a mantenere i suoi segreti e a non creare occasioni pubbliche di confronto, è difficile capire se Gul abbia sufficienti sostenitori dentro il partito. Si considera impossibile per chiunque intaccare il carisma politico di Erdogan, attualmente non minacciato da alcun rivale. Ma Gul si è assicurato di continuare a far politica dentro l’AKP, perciò si potrebbe dire che non si arrenderà senza combattere e forse dovrà disseppellire ‘l’ascia di guerra’.

Ancora un altro voltafaccia politico, il nuovo braccio destro di Erdogan Davutoglu è stato portato nel partito da Gul, che l’aveva chiamato come proprio consigliere. Durante il ricevimento di commiato, Gul ha rivelato che Davutoglu sarebbe stato il prossimo Primo Ministro, pochi giorni prima della grande riunione nella quale Erdogan avrebbe ufficialmente annunciato il suo nome. «Sono io ad averlo portato in politica e nella vita pubblica», ha detto Gul, ricordando davanti alle telecamere che Davutoglu era stato un suo protegé

 

Traduzione di Valeria Noli @valeria_noli 

 

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