lunedì, Maggio 17

Il fenomeno ‘Lagrimita’ in Messico

0

In Messico si sente già pienamente il clima elettorale per le votazioni federali 2014-2015, che avverranno il 7 giugno e nelle quali si eleggeranno 2.179 cariche pubbliche.

Sarà una giornata incredibile, la prima in seguito a una dibattuta riforma politico-elettorale iniziata dal 2012 e che quest’anno sarà messa a prova con vari elementi innovatori.

I dati forniti dall’Instituto Nacional Electoral (INE), che per la prima volta si presenta con questo nome all’organizzazione elettorale (prima si chiamava Instituto Federal Electoral), il 23 gennaio, parlano di una lista nominale di elettori costituita da 82,2 milioni di cittadini.

Nell’ambito federale si sceglieranno 500 legislatori che formeranno la Camera dei Deputati, 300 dei quali per maggioranza relativa e il resto secondo il sistema proporzionale. Contemporaneamente, in 17 Stati dei 32 che formano la Repubblica Messicana, ci saranno elezioni locali.

Queste elezioni avranno, per la prima volta, un elemento nuovo da osservare: i candidati indipendenti. Si tratta di cittadini che proveranno a essere eletti senza far parte delle fila di un partito, e rappresentano la prova più difficile, in questo processo elettorale, giacché tale possibilità, in oltre settant’anni di vita democratica recente nel Paese, è stata assente dalle cartelle elettorali.

Tra i candidati senza partito, emergono due figure che attirano particolarmente l’attenzione, Clouthier e ‘Lagrimita’.

Il primo, un politico che ha abbandonato il proprio partito nel 2012 e al quale nello stesso anno è stata negata la candidatura indipendente per la Presidenza del Messico, diventando così il promotore di questa modalità.

Il secondo, un famoso pagliaccio televisivo, che si esibisce insieme a suo figlio, il quale ora lo aiuta nell’impresa di diventare un sindaco indipendente.

INDIPENDENZA DIFFICILE

Manuel Clouthier Carrillo, figlio di Manuel de Jesús Clouthier del Rincón, uno dei simboli della Destra messicana nel Partido Acción Nacional (PAN), è il candidato indipendente con maggiori possibilità di successo nel Paese. È stato il politico che si è impegnato maggiormente affinché questa modalità di candidatura fosse accettata in ambito legale e pubblico come un’alternativa viabile.

Militante del PAN fino al 2012, Manuel Clouthier figlio è uno dei 52 cittadini approvati dall’INE per presentarsi come candidati indipendenti e aspira alla carica di deputato indipendente nello Stato di Sinaloa, al nord del Messico. In questo periodo ha appena iniziato le giornate di raccolta firme a sostegno della sua candidatura.

In totale sono stati 122 a presentarsi per le elezioni in questa modalità.

Sono eccessivi i requisiti richiesti ai candidati indipendenti”, ha ripetuto Clouthier da quando sono stati resi pubblici nella Ley General de Instituciones y Procedimientos Electorales (LEGIPE).

Tra tutti gli aspiranti, 70 non avevano i requisiti per essere ammessi dall’Instituto Nacional Electoral, che prevede, tra l’altro, la costituzione presso un notaio di una associazione civile con almeno tre persone: il candidato, un legale rappresentante e un tesoriere.

Bisognava inoltre comunicare al Sistema de Administración Tributaria (SAT) un conto bancario del candidato indipendente, per ricevere il finanziamento.

Sarebbe già una via crucis raccogliere le firme (senza alcun finanziamento pubblico) per registrare la propria partecipazione alle elezioni.

Manuel Clouthier percorre a piedi dai primi di gennaio le vie della circoscrizione 05 dello Stato di Sinaloa, nella città di Culiacán, poiché dal 30 dicembre al 27 febbraio, i candidati cittadini devono ottenere le loro firme. Nel caso degli aspiranti alle cariche di deputati federali si richiede il 2 per cento della Lista Nominale degli Elettori della Circoscrizione che desiderano rappresentare.

A Sinaloa, lo Stato di Clouthier, sono otto i candidati ai seggi di deputati federali.

Secondo l’INE, i candidati indipendenti registrati in Messico, sono rimasti uno in Aguascalientes, sei nella Bassa California, uno nel Chiapas, due in Chihuahua, due nel Distretto Federale (Città del Messico).

È stato registrato un candidato anche in Hidalgo, uno in Jalisco, nello Stato del Messico, uno in Michoacán, Nayarit, Nuevo León, Quintana Roo, San Luis Potosí, Tabasco, Tlaxcala e Zacatecas.

Nel Puebla sono state accettate sette candidature di questo tipo, quattro nel Tamaulipas e nove a Veracruz.

«Direi che è come una corsa ai 100 metri. Ci sono corsie da 100 metri piani e altre con ostacoli e queste ultime sono le nostre, ma non sono insormontabili. Andiamo bene, abbiamo già superato il primo ostacolo che consiste nell’avere i requisiti per essere aspirante, ora affrontiamo il secondo, ossia riuscire a raccogliere 6 mila firme in sessanta giorni», ha dichiarato Clouthier a Culiacán, all’inizio della sua campagna lo scorso gennaio.

NON È UN PASSATEMPO

«In qualsiasi regime democratico, deve esserci la possibilità di presentare candidature indipendenti dai partiti politici. Nel caso messicano, le statistiche dimostrano che ogni giorno aumenta la sfiducia nei partiti, tra l’altro perché le candidature sono controllate dalle cupole, e perfino per i militanti è difficile accedervi»; dichiara a ‘L’Indro‘ Ángel Pazos Romero, studente di Scienze Politiche e Pubblica Amministrazione presso l’Universidad Nacional Autónoma de México (UNAM), oltre che vicepresidente della sezione giovani della Conferencia Permanente de Partidos Políticos de América Latina y el Caribe (COPPPAL). La sua opinione è che le candidature indipendenti sono diventate un’alternativa che possono adottare aspiranti appartenenti a partiti non conformi con le regole e le decisioni dei loro rispettivi partiti:

«Per tale ragione, possono diventare un meccanismo atto a superare il controllo esercitato dalle élite dei partiti e garantire una maggior democrazia nella presa di decisioni. Al di là dei risultati ottenuti nelle elezioni, le candidature indipendenti obbligheranno a riflettere sulle dirigenze dei partiti, se vogliono che le proprie istituzioni politiche continuino a ricevere fiducia e a rappresentare gli elettori».

«Non per passatempo, ma per convinzione». Questo è il biglietto da visita di Guillermo Cienfuegos Pérez, un uomo nato il 2 novembre 1961 che ora cerca di diventare sindaco indipendente di Guadalajara, una delle tre capitali più importanti del Messico.

Il suo vero nome, però non dice gran che, mentre il suo pseudonimo professionale sì: è ‘Lagrimita‘, il pagliaccio famoso per le sue apparizioni alla televisione nazionale. Cantante in coppia con suo figlio, il pagliaccio Costel, che adesso è in squadra con lui nella campagna per raccogliere le 23.887 firme a Guadalajara, nello Stato di Jalisco, per registrare la sua candidatura indipendente.

«Felice è quella città in cui c’è sicurezza, non c’è corruzione, i cittadini comandano e i governanti obbediscono»; questo è il succo della proposta politica del pagliaccio.

‘Lagrimita Presidente’, secondo lo slogan della campagna di Cienfuegos Pérez, ha diffuso un decalogo di azioni da intraprendere se ottiene la carica di sindaco di Guadalajara, oggi governata dal Partido Revolucionario Institucional (PRI).

Alcune delle sue promesse elettorali sono: “Offrire buoni servizi, lavoro agli anziani, più parchi per i bambini e le mascotte, spazi sportivi e culturali, valutare i funzionari e allontanare gli animali dal Governo”.

EFFETTO TIRIRICA-LAGRIMITA

Il caso di Lagrimita non solo è controverso per la sua professione, ma anche per il dibattito elettorale cui partecipa. Parliamo della campagna per Guadalajara, capitale di Jalisco, dove si affronteranno il candidato del PRI (partito al Governo), e un candidato autonominato cittadino, presentato da un partito politico, che nel 2012 è risultato sconfitto alle elezioni per la carica di Governatore”, spiega Ángel Pazos.

Sostiene che sebbene alcuni affermino che la candidatura di Lagrimita rappresenta un pericolo per coloro che vogliono l’alternanza, giacché “divide il voto“, ciò che finora è possibile dedurre è che si traduce in una possibilità in più per l’elettorato della città.

«Prenderò i voti al PRI, al PAN e a Movimiento Ciudadano, non solo a un partito». Ha dichiarato il Pagliaccio in campagna elettorale, inoltre la legge non gli ha proibito di presentarsi truccato come appare in televisione.

Attualmente Lagrimita, così come gli altri cittadini candidati, sta cercando firme per le strade, per ratificare la propria candidatura (nel suo caso) presso l’Instituto Electoral y de Participación Ciudadana di Jalisco.

Il 7 giugno i messicani voteranno, oltre che per la Camera dei Deputati con 500 seggi, 641 giunte locali, 387 a maggioranza relativa e 254 per rappresentazione popolare.

Anche i governatori in nove Stati e sindaci in 993 Comuni, dei 2.445 esistenti in Messico.

Si eleggeranno 20 giunte comunali nello Stato di Campeche e nella capitale del Paese si voteranno 16 capi-delegazione.

Il militante della Sinistra messicana, Ángel Pazos valuta questa candidatura, per molti polemica in Messico, e osserva: “Non sappiamo cosa accadrà con la candidatura di Lagrimita, ma se qualcuno nutre dei dubbi su un pagliaccio di successo in politica, basta ricordare che nel 2010 il Pagliaccio Tiririca si è presentato come candidato a Deputato Federale in Brasile, ottenendo 1,3 milioni di voti, ed è stato il candidato più votato del suo Paese per quella carica pubblica, poi rieletto nel 2014”.

 

traduzione di Marco Barberi

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->