mercoledì, Ottobre 27

Il fenomeno ISIS e il suo impatto in Grecia ed Europa

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Atene – Che cos’è alla fine l’ISIS? Quanto sa il mondo occidentale circa lo Stato Islamico e fino a che punto fraintende la sua natura e i suoi obiettivi? La scorsa settimana, quattro esperti hanno risposto a queste domande che sono diventate davvero cruciali dopo gli attentati di Parigi, in un seminario organizzato dall’Istituto di Relazioni Internazionali di Atene.

Lo Stato islamico, noto anche come lo Stato Islamico d’Iraq e al-Sham (ISIS), si basa nella sua strategia sulla teoria principale dell’Islam sul percorso fino al Giorno della Giudizio e vuole aiutare l’Occidente a conoscere il suo nemico e prevedere il suo comportamento. Questo mira a stabilire un Califfato, o Stato islamico, nelle regioni a maggioranza sunnita dell’Iraq e della Siria. Nel giugno 2014, hanno preso il controllo di Mosul, Falluja e Tikrit, nel nord dell’Iraq con offensive militari su larga scala. Abu Bakr al-Baghdadi è il leader dell’ISIS dal maggio 2010, ma parla di rado in video. Questo fatto, insieme ad altri che riguardano l’organizzazione dell’ISIS e che pochi sono stati lì e sono ritornati, moltiplicano la nostra ignoranza dello Stato Islamico.

Per un paio d’anni c’è stata una vaga percezione dello Stato Islamico. E’ stata solo legata ad al Qaeda, nonostante il fatto che il jihadismo si sia evoluto dal 1998 al 2003, e molti jihadisti disdegnano le priorità del gruppo e l’attuale leadership.

Dimitris Stergiou, colonnello in pensione e candidato al dottorato in economia presso l’Università del Peloponneso, ha parlato della visione strategica dell’ISIS. “E’ un Califfato basato principalmente in Siria e Iraq, ma ha soprattutto un’estensione globale. La sua dottrina è liberare il mondo dal sistema finanziario, mentre al califfo non è permesso di essere al potere per più di dieci anni”. È molto importante realizzare qual è la struttura di base e gli standard finanziari dello Stato Islamico per spiegare il potere dell’ISIS. Lo stipendio base mensile è di circa 100 dollari, mentre un rotolo di pane costa 1 dollaro. Lo Stato islamico ha un contributo di solidarietà e la tassa statale ottomana del decimo. Le sue risorse fondamentalmente provengono da petrolio, furti, compromessi, ma anche donazioni estere (fuori dello Stato Islamico) e rapimenti. Controlla il petrolio a monte ma anche a valle.

“Non capisco il motivo per cui c’è stato ultimamente un grande polverone su tale contrabbando di petrolio nei confini turchi con la Siria. Si tratta di una pratica ben nota, stabilita per anni e condotta in molti modi: tramite gli asini, a piedi o attraverso i tubi. Le famiglie vedono il contrabbando come una compensazione degli oneri derivanti dall’ospitare i rifugiati”, spiega Stergiou. Un’altra forte caratteristica dell’ISIS è la sua potenza mediatica. “La rivista mensile Dabiq dello Stato islamico è talmente grande da essere una forte arma di comunicazione. Sul Dabiq lo Stato islamico annuncia chiaramente i suoi obiettivi e le aspirazioni”.

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