venerdì, Ottobre 22

Il Dollaro Australiano nel mondo field_506ffbaa4a8d4

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Nato ufficialmente il 14 febbraio 1966, il Dollaro Australiano sostituisce la Sterlina Australiana (Australian Pound – A£), moneta utilizzata per la prima volta nel 1910. Introdotta dal governo di Sir Robert Menzies, uno dei maggiori statisti australiani, l’attuale valuta australiana viene proposta con diversi possibili nomi, alcuni dei quali decisamente improbabili: ‘The Royal’,’The Austral’,’The Oz’,’The Boomer’,’The Roo’,’The Kanga’,“’he Emu’, ‘The Digger’,’The Quid’, ‘The Dinkum’; addirittura ‘The Ming’, nome derivato dal soprannome dello stesso Menzies.

Una volta deciso il nome definitivo, il Dollaro Australiano viene confermato come moneta a suddivisione decimale, divisa dunque in centesimi e oggi circolante con monete da 5, 10, 20, 50 centesimi e da 1 e 2 dollari, mentre le banconote attuali sono quelle da 5, 10, 20, 50 e 100 dollari. Le banconote vengono inizialmente prodotte in carta stampata mentre, a partire dal 1988, la Reserve Bank of Australia (RBA, la Banca Centrale Australiana), inizia a far circolare banconote prodotte con polimeri di polipropilene, contenenti misure di sicurezza come una ‘finestra’ trasparente raffigurante il Capitano James Cook e altre misure di sicurezza che rendono il Dollaro Australiano la prima valuta al mondo a servirsi di tale tecnologia. Oggi, inoltre, quest’ultimo contiene diverse forme di microstampa al fine di renderne più difficile la contraffazione.

Come tutte le monete, anche il Dollaro Australiano commemora cittadini o monumenti importanti riguardanti il proprio Paese, ed è per questo che oggi troviamo la Regina Elisabetta II sul fronte della banconota da 5 dollari e il parlamento australiano sul retro; il poeta, giornalista e scrittore australiano Andrew Barton ‘Banjo’ Paterson sul fronte della banconota da 10 dollari e la poetessa e giornalista australiana Mary Gilmore sul retro; l’ex carcerata britannica, e in seguito imprenditrice di successo, Mary Reibey sul fronte della banconota da 20 dollari e John Flynn, reverendo e fondatore australiano della prima ambulanza aerea della storia, sul retro; il predicatore e scrittore aborigeno David Unaipon sul fronte della banconota da 50 dollari ed Edith Dircksey Cowan, primo parlamentare donna dell’Australia, sul retro; infine, troviamo la soprano australiana Nellie Melba sul fronte della banconota da 100 dollari e John Monash, ingegnere e generale dell’Esercito australiano, sul retro di quest’ultima.

Fino al 1971, come molte altre valute, anche il Dollaro Australiano opera attraverso un regime di cambio fisso – il Gold Exchange Standard, in cui una moneta nazionale è convertibile in un’altra moneta, il Dollaro Statunitense, a sua volta parzialmente convertibile in oro – ma con la caduta del sistema di Bretton Woods del 1971, anche la moneta australiana inizia il suo percorso verso il regime dei tassi di cambio flessibile, completato nel 1983.

Oggi il Dollaro Australiano non è solo la valuta ufficiale australiana ma, in virtù dello storico ruolo di potenza regionale del Paese, circola anche a Christmas Island, alle Isole Cocos e a Norfolk Island – territori insulari australiani a statuto speciale – e negli Stati insulari di Nauru, Kiribati e Tuvalu.

La valuta australiana è inoltre stata, fino al 2013, la quinta moneta più scambiata al mondo, soprattutto grazie a fattori come: i tassi d’interesse australiani relativamente alti; la marcata indipendenza del mercato valutario dai controlli governativi; la stabilità del sistema politico-economico australiano e la generale vantaggiosità del possedere il Dollaro Australiano rispetto alle altre monete di Paese comparabili, soprattutto grazie all’accesso facilitato ai mercati asiatici ed al mercato dei beni indifferenziati, o ‘commodities‘.

La posizione attuale del Dollaro Australiano – soprattutto a causa della straordinaria crescita della moneta cinese, lo Yuan – è al settimo posto, preceduta in ordine crescente dal Dollaro Canadese, dallo Yuan, dallo Yen, dalla Sterlina, dall’Euro e dal Dollaro Statunitense, ancora al primo posto. Ed è proprio l’aumento vertiginoso dell’utilizzo dello Yuan a tenere testa nei dibattiti tra esperti valutari. Wim Raymaekers, a capo della sezione dei mercati bancari della SWIFT, ha dichiarato che «è una testimonianza eccezionale del processo di internazionalizzazione dello Yuan, un processo che conferma l’avvenuta transizione da moneta emergente a un tipo di valuta oramai strutturale e abituale».

Come accennato, dunque, il Dollaro Australiano è fortemente legato sia all’andamento dell’economia cinese che a quello della sua valuta – ancor di più dopo la firma del trattato di libero scambio tra i due Paesi – ma questo non vuol dire che l’Australia non possa avere un ruolo importante nella gestione della propria moneta, tramite attente misure di politica finanziaria e di politica economica.

Assieme all’eccessiva dipendenza dall’economia cinese, infatti, vi sono altre debolezze nel sistema economico australiano, una delle quali è rappresentata dall’eccessivo valore del Dollaro Australiano nei confronti del Dollaro USA o dell’Euro. Le politiche della RBA hanno, però, lavorato affinché questo venisse almeno in parte risolto. Laddove, infatti, poco meno di un anno fa la valuta australiana aveva un rapporto di quasi parità con la moneta americana (0,95), oggi invece il tasso di cambio si attesta sullo 0,75, una differenza di circa il 20%. Differenza meno marcata ma comunque vantaggiosa rispetto all’Euro, con il quale aveva, a settembre scorso, un tasso di cambio di 0,72, a fronte di un tasso odierno di circa 0,67.

Una moneta relativamente giovane, dunque, ma con un ruolo di primo piano, nonostante il volume dell’economia australiana sia decisamente esiguo rispetto a colossi come le potenze asiatiche, l’Eurozona o gli Stati Uniti. Un’ulteriore conferma, come nel caso del Franco Svizzero e del Dollaro Canadese, di come la valuta di un’economia quantitativamente ridotta possa diventare uno dei più stabili riferimenti a livello internazionale.

 

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