mercoledì, Luglio 28

Il discorso di Trump all’Onu Dalla Corea del Nord all'Iran, fino a Cuba e Venezuela: le parole 'di fuoco' del presidente Usa

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«Se la Corea del Nord continuerà a provocarci, non avremo altra scelta che distruggerla». Questo il passo più importante del discorso di Donald Trump all’Assemblea Generale dell’Onu. Un’arringa lunga e piena di messaggi sin troppo chiari e minacciosi. Gli Stati canaglia sono «una minaccia per il mondo» ha continuato Trump, «se i giusti non affronteranno i ‘pochi cattivi’ che minacciano la pace nel mondo, sarà il male a trionfare. Dobbiamo rispettare le leggi e le culture, affrontando insieme coloro che ci minacciano con il terrore. Si tratta solo di un piccolo gruppo di regimi canaglie, che non rispettano i cittadini né i diritti sovrani». Sulla Corea del Nord ha ribadito: «La denuclearizzazione è l’unico futuro accettabile». 

Nel mirino di Trump finisce poi l’Iran: «È imbarazzante per gli Usa far parte dell’accordo con l’Iran. Oltre al potere militare enorme degli Usa, ci teme, ha paura di noi, per questo il governo ha eliminato internet, per questo non consente le proteste studentesche. Ma noi non possiamo accettare i regimi». L’Iran, ha spiegato, «sotto la democrazia nasconde un governatore violento. Uno stato canaglia che esporta violenza, sangue e caos, e che inoltre invoca la distruzione degli americani e dello stato di Israele». E ha ricordato: «Non possiamo rispettare un accordo con un Paese, non se acconsente all’implementazione di un programma nucleare. L’Occidente deve porre fine al regime di Teheran».

Poi Trump ha parlato di immigrazione, facendo riferimento alla Siria: «Ringraziamo la Turchia e la Giordania, che aiutano ad assistere i rifugiati più vicini alla loro terra di origine. Noi proviamo compassione, ma una migrazione scorretta non è più possibile». Gli Stati Uniti, ha ricordato, sostengono l’accordo raggiunto dai leader del G20 ad Amburgo, che prevede che gli sfollati dovrebbero chiedere asilo nel primo Paese sicuro che raggiungono. I «costi dell’immigrazione incontrollata sono sopportati da cittadini a basso reddito i cui interessi sono spesso ignorati» ha detto ancora Trump.

Nel suo intervento, Trump non ha fatto alcun riferimento alla questione del clima, né a Birmania o al processo di pace in Medioriente. Ma ha parlato di Cuba, Venezuela e della riforma dell’Onu. «Non toglieremo le sanzioni a Cuba finché non faranno le riforme per il popolo, tutte quelle che devono fare. Il regime di Maduro ha portato il Venezuela a una situazione del tutto inaccettabile. La sua dittatura socialista ha generato dolore e sofferenza al popolo di questo Paese che è sull’orlo del collasso totale. Bisogna fare qualcosa, noi stiamo facendo passi seri, siamo pronti ad altre azioni se il governo non farà nulla, chiedo a tutte le Nazioni di essere pronte a fare di più, chiediamo la democrazia e la libertà politica in Venezuela». Mentre sulle nazioni Unite ha ribadito: «L’Onu deve portare avanti un programma di riforme e non essere frenata dalla burocrazia. Non tutte le nazioni possono farne parte. Noi paghiamo troppo. Più di tutti, e questo non giusto».

(video tratti dai canali Youtube di France 24 e RT)

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