mercoledì, Ottobre 20

Il dilemma morale sugli ostaggi dell'ISIS

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SEGRETI SULLE POLITICHE RELATIVE AL SEQUESTRO DI PERSONA.

Prevedibilmente, il pagamento per il rilascio degli ostaggi in mano a gruppi terroristici avviene sempre con discrezione e in maniera non ufficiale. Di recente, un’inchiesta condotta da Al-Jazeera, basata sull’acquisizione di documenti ufficiali e numerose testimonianze, ha affermato che l’Italia ha più volte pagato riscatti per il rilascio dei suoi cittadini da parte dei rapitori terroristi. I gruppi che hanno tratto vantaggio da questi pagamenti includono, nello specifico, Al-Shaab -affiliato di Al-Qaeda in Somalia- e Al-Nusrah – affiliato di Al-Qaeda in Siria. Nel primo caso, sembra che $525.000 siano stati pagati dai magistrati italiani per il rilascio di una coppia. La coppia, presa in ostaggio durante la navigazione lungo la costa della Somalia, è stata rilasciata con successo, dopo quella che è stata definita dal Governo italiano una cooperazione di successo con le forze militari somale. Tuttavia, secondo Al-Jazeera e le fonti citate nella sua indagine, la disponibilità al pagamento del riscatto da parte del Governo italiano è stato il fattore decisivo per il rilascio della coppia. Mentre Francia e Italia negano fortemente di aver pagato il riscatto per il rilascio dei propri cittadini, il fatto che non siano inflessibili nel condannare le accuse da parte dei media suggerisce che i casi vengano valutati, insieme alle conseguenze alle quali il loro pagamento possa portare, e che ciò venga lentamente insabbiato col passare del tempo. Inoltre, entrambi i Governi attualmente al potere in Francia e Italia mancano di supporto popolare, il che dà un senso al ricorso al rilascio del loro cittadini rapiti, che dà credito all’opera delle loro amministrazioni e porta al successo da un punto di vista diplomatico.

 

IL CICLO DI VIOLENZA

Se alcuni Governi negano di pagare i riscatti per salvare la faccia di fronte ai loro alleati (principalmente USA e Gran Bretagna) o per ottenere il supporto dei loro cittadini, le conseguenze rimangono le stesse: i loro cittadini rimarranno grandi obiettivi per i rapimenti. Sebbene essi mantengano ufficialmente una politica di rifiuto di fronte alla richiesta di pagamento, i Governi che pagano forniscono inevitabilmente forti incentivi ai gruppi terroristici. Infatti i gruppi terroristici sono ben consapevoli di chi paga lo scotto e chi no. Tuttavia, da un punto di vista etico-morale, la questione rimane se sia meglio rafforzare inequivocabilmente la ‘politica del no’ di fronte al pagamento dei riscatti o ricorrere in via non ufficiale a una politica di pagamento dei riscatti. Da un lato, sostenere la politica che non preveda alcuna concessione di fronte alle richieste di un gruppo terroristico, fa sì che l’incentivo al rapimento di un cittadino venga ridotto anche se non completamente eliminato. Nel frattempo quei pochi sfortunati già in prigionia soffrono qualunque cosa il destino gli presenti. Dall’altro lato, il pagamento dei riscatti direttamente proveniente dai Governi è percepito come una debolezza agli occhi dei gruppi terroristici e li invita a sfruttarli ulteriormente. Tuttavia, offre prospettive migliori per il destino degli ostaggi.

Intanto, mentre un numero senza precedenti di migranti fuggono dai Paesi lacerati dalla guerra in Medio Oriente, le forze russe entrano in Siria, Gerusalemme è ancora una volta in fiamme e la violenza interna della Libia si estende ai suoi vicini. I Paesi occidentali che rispondono alla chiamata per l’aiuto umanitario continueranno ad essere i maggiori obiettivi per vittime di sequestro. Ciò porta alla crescita dell’industria di finanziamenti del terrorismo attraverso la richiesta di riscatti che, a sua volta, finanzia le organizzazioni terroristiche che riattivano ancora una volta il circolo vizioso.

 

Traduzione di Elisabetta Zora

 

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