mercoledì, Dicembre 1

Il destino si accanisce contro la Somalia

0
1 2


All’inizio di quest’anno l’UA ha celebrato il decimo anniversario della sua missione in Somalia (missione AMISOM), istituita il 19 gennaio 2007 dal Consiglio di Pace e Sicurezza (PSC) della UA. La missione ha aumentato le speranze di una Somalia più pacifica e sicura. La recente elezione del Presidente Mohamed Abdullahi Farmajo ha alimentato l’ottimismo, però il Paese non è ancora sicuro. Gli attacchi terroristici a Mogadiscio continuano e grandi aree del Paese sono ancora nelle mani di al-Shabaab.
La Conferenza di Londra  -saranno presenti tra gli altri, oltre alla UA, l’ONU, l’Unione Europea, la Lega Araba-  mira a trovare un sostegno internazionale coordinato per garantire maggiore sicurezza, in primo luogo per sferrare un attacco più poderoso contro al-Shabaab, e poi sostegno alle riforme politiche ed economiche, sarà perciò un momento che potrebbe rappresentare un nuovo inizio per il Paese, come si spiega nell’analisi dell’Institute for Security Studies (ISS) .

AMISOM, insieme all’Esercito Nazionale somalo  -composto da circa 20.000 persone-, non è riuscito a sconfiggere le forze di al-Shabaab, che continuano a mantenere un territorio significativo nel Paese. Le forze di Al-Shabaab sono stimate a circa 7.000-9.000. La dotazione militare inadeguata e la dipendenza dai donatori internazionali hanno in gran parte limitato la capacità d’intervento della missione. Servono 4.000 uomini in più alle forze AMISOM sul terreno, truppe aggiuntive, richieste dall’UA alla fine dello scorso anno, dovrebbero ottenere un mandato di sei mesi per sostenere le forze AMISOM e e i somali per compiere un’offensiva importante contro al-Shabaab, azione che è parte del parte del piano di AMISOM per l’uscita definitiva dalla Somalia entro il 2020. Le truppe addizionali provenienti da Burundi, Djibouti, Etiopia e Kenya sono pronte, ma la mancanza di finanziamenti sta ritardando la loro partenza. L’anno scorso, l’UE ha tagliato il suo finanziamento per le indennità delle truppe del 20%,  il che ha sferrato un duro colpo alla capacità di AMISOM di continuare a combattere al-Shabaab.
Durante la sua campagna elettorale Farmajo ha promesso di garantire  gli stipendi all’esercito, ma sono recenti le proteste dei soldati somali proprio per problemi legati al mancato pagamento degli stipendi. Il sostegno internazionale che potrebbe arrivare dalla Conferenza di Londra potrebbe contribuire ad incentivare gli ufficiali somali nella lotta contro al-Shabaab.

La morte di Siraji ha fatto rientrare nel Paese il Presidente Farmajo da Addis Abeba, dopo che essere stato in Arabia Saudita, in Kenya, in Giordania, negli Emirati Arabi Uniti e in Turchia a preparare anche la Conferenza di Londra, sulla quale il Paese appunta le sue speranze di uscita dal tunnel di Stato fallito. Il ‘fuoco amico’ che ha colpito il Ministro potrebbe rappresentare un brutto segnale di mancanza di controllo delle forze di sicurezza agli occhi della comunità internazionale che tra pochi giorni a Londra dovrebbe rilanciare la scommessa sul martoriato Paese.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->