mercoledì, novembre 21

Il Def del ‘popolo’ … e ci stupiamo se Bruxelles ci ride in faccia? Tutti i 24 punti sono di una genericità e approssimazione incredibile

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Mentre si apprende che i concorsi per poliziotti sono stati truccati con un algoritmo (roba da esperti, insomma) da un generale, si apprende anche, quasi in contemporanea che vi saranno sgravi fiscali (tanto di soldi ne abbiamo tanti) per chi assume, cito letteralmente ‘manager innovativi’. Forse erano, appunto stati assunti dalla Polizia, diamine fare un algoritmo (cioè, per capirci, un programma per computer, una cosa che richiede una certa professionalità!) per di più per falsare un concorso pubblico, per di più della polizia cioè dei futuri e attuali tutori dell’ordine, non è cosa così facile, ci vuole capacità e immaginazione, appunto managerialità innovativa e una certa dose di propensione alla scanzonatezza normativa, insomma alla criminalità.

Non sono diventato improvvisamente matto (beh, mia moglie e non solo direbbe che l’avverbio andrebbe espunto) sono le parole testuali della dichiarazione di Giuseppe Conte (sapete quel bel tale, che sostiene di essere il premier e che Mattarella crede ancora che sia il Presidente del Consiglio dei Ministri) sui provvedimenti del bilancio dello stato 2019, presentato a Palazzo Chigi l’altra sera. Non ho visto direttamente la conferenza stampa (non so nemmeno se siano state permesse domande, suppongo di no come ormai è prassi comune nei nostri politici) ma mi assicurano che, mentre lo dicevano, nessuno rideva, nemmeno Tria, che del resto ha smesso di ridere da un pezzo.

Non sono le sole stranezze di quel documento; no, scusate, ‘stranezze’ lo dico perché io sono vecchio e non sono abituato alle innovazioni geniali di questo governo, ma tant’ è: non sono le sole stranezze. C’è ad esempio quella sull’ abolizione del numero chiuso a medicina. Poi ritrattata. Al solito, sì al solito: un colpo al cerchio e uno alla botte. Il numero chiuso a medicina ha una motivazione logica evidente: se in una Facoltà ci sono troppi studenti non si riesce ad insegnare, specie a medicina dove la pratica è essenziale. Che in Italia i medici non siano sufficienti è certo. Che i medici bravi siano ancora di meno è un sospetto diffuso. Che l’accesso alle Facoltà di medicina (che non si chiamano più Facoltà, ma non cambia nulla) sia definito con una prova demenziale, fatta in condizioni assurde o altro è un fatto molto più che probabile. Bene e allora che si fa? Si aumentano le Facoltà di medicina, si aumentano i professori nelle Facoltà esistenti, si stabilisce che professori e studenti devono lavorare 24 ore al giorno, si stabilisce che le prove di ammissione siano più ragionevoli e svolte in momenti diversi in modo da permettere a più persone di sostenerle e vincerle? No, tutto ciò avrebbe un senso e quindi non se ne parla nemmeno: si stabilisce che chiunque, nota bene chiunque può iscriversi a medicina. Così si garantisce il diritto allo studio, ci dicono i cervelloni di Palazzo Chigi.

Forse, ma si pregiudica la qualità dei futuri medici e si mandano nel caos le attuali Facoltà di medicina. E quindi, si fa subito marcia indietro. Voi direte: una disattenzione, una ingenuità, un errore. Macché, nulla di tutto ciò. Calcolo politico puro, calcolo politico e basta. Si strizza l’occhio a un sacco di gente che vorrebbe andare a iscriversi a medicina e non ci riesce a causa del numero chiuso e si lascia intendere, così, che poi qualcosa si farà, che si troverà il modo di aggirare l’ostacolo. Poi, di fronte alla levata di scudi, del tutto prevedibile e prevista, di medici eccetera, si strizza l’occhio anche a loro. L’Italia di sempre, la ben nota Italietta.

Tutti quei 24 punti sono di una genericità e approssimazione incredibile: l’ultimo, ad esempio, è un inno, una poesia: «si prevede l’incremento del Fondo per il servizio civile». Quanto, quando, dove, per fare cosa? Nulla …  si prevede. Così si fa un bilancio? E poi ci si stupisce che da Bruxelles si chiedano se sono matti loro o noi? Si è molto parlato del condono fiscale, per dire che non è assolutamente un condono, per carità, è una pace … certo per chi non paga le tasse! Per carità, non è un condono perché chi ne gode (pardon: ne soffre) ha dichiarato che deve pagare solo che ‘non ce la fa’. La prossima volta che Salvini e Di Maio vengono a Napoli, gli spieghiamo come li chiamiamo noi gente così. Ma insomma: sono cittadini perbene, onesti, perfetti, hanno un problema, la mamma malata o che so io … ma poi, quelle stesse persone possono dichiarare ex novo redditi non dichiarati per i cinque anni precedenti e pagare l’80 per cento in meno del dovuto anche su quelli … ma allora non li hanno dichiarati quei redditi, sbaglio? Se ben capisco (ma come sarebbe bello se questo Governo dicesse le cose con chiarezza) uno che non ha pagato per quest’anno ma ha dichiarato, poi presenta una sorta di ‘ravvedimento operoso’ per … gli anni precedenti dove evidentemente non ha dichiarato affatto quei redditi, se no che lo fa a fare?

E si potrebbe continuare, citando le frasi generiche che non dicono niente tipo «più soldi per scuola e istituti tecnici … », così, genericamente, a parte l’uso ‘campano’ della parola ‘soldi’ oppure anche la «riduzione delle spese militari» per le quali, questo è un vero virtuosismo (secondo me lo ha inventato Casalino … è perfetto, sembra scritto per fare propaganda a Versace) si prevede una riduzione pari alle spese necessarie alla riforma dei Centri per l’impiego, così, ‘a pie’ di lista’ si direbbe … oppure, credo, semplicemente niente. Ma vi pare normale che uno si proponga di ridurre il bilancio della difesa (mica della portineria di casa Di Maio) di una cifra ‘x’, da definire a posteriori. Perché, prima si spende per i Centri per l’impiego (per i quali, peraltro, altrove si dice che è stanziato un miliardo) e poi si riduce la difesa, che intanto aspetta. Elisabetta Trenta sta lì con il portafogli in mano: che faccio lo compro il panino o no?

Ma il colpo geniale è il solito, tipico dal primo giorno di questo governo: l’odio. L’odio per i migranti, l’odio per gli omosessuali, l’odio per le famiglie irregolari, e via odiando, e infine l’odio per quei nababbi che hanno le ‘pensioni d’oro’. Per carità, giustissimo, massacriamoli questi plutocrati che nuotano nell’oro, alla gogna in piazza: si tratta di poco più di 20.000 persone, con le quali si pensa di risolvere i problemi del bilancio dello stato? Ah già, dimenticavo, si sono aboliti i ‘vitalizi’ dei senatori … eh là sì che c’è trippa per gatti!

Propaganda, propaganda, propaganda … il programma lo ha scritto la Ghisleri, Casalino ha contribuito con qualche ‘malaparola’. Per carità, certo, vediamo la legge vera e propria. Ma certo, se, con queste premesse, da Bruxelles ci ridono in faccia, non credo che ci sia molto da stupirsi.

Ah già che importa: tanto quei signori a Maggio saranno cacciati via e quindi … e quindi, il debito pubblico italiano scomparirà d’incanto? Nella sua discutibile chiarezza e nettezza di linguaggio Juncker (al solito ignorato e sbeffeggiato dai nostri Di Maio e Salvini) ha detto una cosa che io non prenderei sotto gamba. Ha detto che se si accettasse il bilancio italiano, molti altri paesi europei lo sbranerebbero … ovviamente, nel senso che non lo permetterebbero mai. Ricordate eh, alla UE alla fine si decide all’unanimità.

Sciocchezze, banalità, chi se ne frega (come dice Di Maio, noto purista della lingua italiana) di costoro, anzi ancora di più ora che vediamo che solo il 44% degli italiani è favorevole all’Europa … bene, ma ripeto attenzione: quella frase, letta bene, dice, e lo ho ripetuto io nel mio piccolo varie volte, quella frase dice: non vi piace l’Europa? Perfetto, vi ci buttiamo fuori noi, lo dite voi che non vi piace, bene vi diamo soddisfazione, andatevene … poi il parmigiano lo venderemo ai tunisini! Ma poi, a tarda ora si guarda il testo (fino allora che hanno fatto?) e si scopre una frase o due ‘aggiunte’, guarda caso una cosa ancora più grave di quella nota, o forse ci si accorge che quella roba è troppo perfino per questa gente.

E, da buon napoletano, in puro stile Merola, si corre dall’accogliente ‘Porta a Porta’ e si fa la sceneggiata, indicando la frase incriminata in giallo su un testo perfetto, eccetera. Ma per carità non ci sono responsabilità politiche e domani si fa la denuncia: prima a Vespa e poi al PM. Ma nessuno è colpevole, per carità … o magari forse Renzi, l’unico ‘politico’ citato tre o quattro volte. Qui si lavora per il popolo, in nome del popolo, tutto per il popolo del quale essi sono gli interpreti unici e insindacabili. E noi, lì, a sentire compunti, noi il popolo, a bocca aperta a dire ‘poveretti’, ‘li hanno ingannati’, poveri angioletti. Noi, il popolo. O i fessi?

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.