martedì, Luglio 27

Il curioso caso di Lubrano da Scampamorte

0

Salve, la domanda mi sorge spontanea, ma a chi appartiene questo nome che sembra uscito dalla saga di Harry Potter?
Approfondendo scopriamo che, viceversa, il famoso mago potrebbe essere ispirato dal luogo di nascita di questo signore.
Siamo nei primi giorni del Febbraio 1932 su una delle più belle, affascinanti e misteriose isole Italiane: Procida.
Isola, sino a non molto tempo fa, non proprio turistica, posta tra le più note Capri ed Ischia, di fronte a Monte di Procida (continente), isola di Capitani coraggiosi (questi veramente) e marittimi di ogni genere, isola nella quale, causa gli imbarchi, per un uomo vi erano sette donne.
Terra dell’Abbazia di S.Michele arcangelo, con la stessa atmosfera ritratta nel film “Il Nome della rosa“, strade strettissime per impedire il passaggio delle invasioni turche, nelle quali il signor Donato Coscione con la sua auto porta i pochi turisti guidando come fosse in autostrada, isola dove Franco e Paola Battelli, sotto il loro fantastico limoneto, ti narrano le storie incredibili di quella incredibile terra.
Salendo a Terra Murata sulla destra si scorge la baia vecchia, e da lì il vento ed il mare intonano Caruso, il piccolo porto turistico della Chiaiolella dominato dall’unico albergo, sarebbe sicuramente il rifugio preferito dal leggendario Capitano Jack Sparrow, ma lì, su quest’isola, il giorno 4 Febbraio di quell’anno nacque Lubrano da Scampamorte (questo solo il cognome), conosciuto poi da tutti gli italiani come Antonio Lubrano. Si proprio lui Antonio Lubrano.
Grande professionista dai primi anni cinquanta, dal grande giornalismo su carta ad ideatore della ‘TV al servizio del cittadino’, da ‘Diogene‘ a ‘Mi Manda Lubrano‘.
Cito alcuni titoli di suoi libri che lasciano sbigottiti per la loro attualità:
Tranelli d’Italia, viaggio semiserio all’interno del paese più truffaldino del mondo‘ (1993), ‘Consumare, il dizionario sui consumi‘ (1998), ‘La spirale del salumiere. C’è un nemico in agguato: l’usura‘ (2007), ‘Ci vorrebbe un’amica. La banca si offre. Ma lo è davvero?‘ (2007).
Basta questo breve elenco per far capire la genialità, nonché le proprietà divinatorie, dell’autore unico e vero inventore della tv pubblica al servizio del cittadino vessato e con il bisogno di risposte, senza assistere ad inutili quanto demenziali risse televisive senza alcun significato.
Una qualsiasi persona dotata di buon senso (oggi, per dire il vero, molto poche) si domanderebbe: Ma dove è? Sicuramente dirigerà dall’alto la tv, farà qualcosa di importante.
Non ti scordar di me” cantava il celeberrimo Quartetto Cetra, canzone evidentemente non conosciuta dall’ex D.G. dott.ssa Tarantola (dal cognome quantomeno inquietante) poiché, sembra, se lo sia completamente dimenticato, anzi, quando Antonio le scrive una lettera, manco gli risponde.
Questo si evince da una intervista rilasciata il 17 Dicembre 2014, una delle ultime tracce pubbliche del nostro Lubrano da Scampamorte.
Curioso vero? Spazio ai giovani? Non ne vedo almeno di competenti. Chissà a chi avrà pestato i piedi.

Caro dottor Antonio, la prego veramente di cuore, le confesso, da artista vedo il mondo con occhi di eterna bambina, può spiegare anche a me come funzionano le cose?
Non so se mai risponderà (vedi Tarantola) se al contrario lo facesse penso farebbe molto felice più di qualcuno…e se non fosse così io lo sarei di sicuro.
Le confesso che questo argomento lo ritengo molto interessante…mi sono appassionata all’Etimologia, che come lei mi insegna, studia le parole all’origine, sono arrivata alla lettera C…clientelismo.
Cordialmente

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->