mercoledì, ottobre 24

Il CSM e le Autorità Indipendenti: un incontro, un confronto, un lavoro avviato Barnum Italia. Leoni, funamboli, ippopotami e pagliacci / 30

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«I rapporti tra giurisdizioni e Autorità Indipendenti costituiscono un piano di confronto ricco di sfide e pieno di problematicità. La tutela dei diritti si attua anche con l’intervento concorrente e per alcuni versi convergente delle Autorità Indipendenti» spiegano al Consiglio Superiore della Magistratura illustrando l’importante Seminario pubblico ‘Le giurisdizioni e le Autorità indipendenti’ organizzato dal Vice Presidente del CSM, Giovanni Legnini (il Presidente è il Capo dello Stato, Sergio Mattarella) e da Piergiorgio Morosini, membro togato del CSM (proveniente dall’incarico di GUP a Palermo) e Direttore dell’Ufficio Studi e Documentazione dell’organo di autogoverno dei magistrati. Si è tenuto a Roma, nello stesso Palazzo dei Marescialli dove il CSM ha sede, nelle giornate di giovedì 19 e venerdì 20 luglio (2018). (I lavori delle due giornate, audiovideo integrali, da ‘Radio Radicale’: prima giornata, seconda giornata). Focus in particolare sul Processo amministrativo (specialmente sulla natura delle attività delle singole Autorità indipendenti), Processo penale (rapporto tra la Procura e le Autorità), Processo civile (ruolo di amicus curiae dell’Antitrust e valore probatorio degli atti di Autorità come Antitrust, Privacy e Anac).

Nel suo intervento introduttivo ai lavori Morosini ha fatto il quadro della situazione e degli obiettivi che si intendono raggiungere. «In uno scenario nazionale che si connota per una evoluzione nella fisionomia dei rapporti tra poteri dello Stato e per una continua trasformazione delle interazioni tra cittadino e organi istituzionali (foriera di incertezze e sfiducia verso tutto ciò che attiene alla dimensione pubblica), il CSM più che rivendicare l’intangibilità di certe prerogative della magistratura, sulla base del consueto assetto tripartito dello Stato di diritto, ha imboccato la strada del ‘farsi promotore’ di un percorso culturale e istituzionale comune tra chi si occupa di tutela dei diritti. L’obiettivo di questa due giorni è di analizzare i rapporti tra autorità indipendenti e autorità giudiziaria, in vista di un corretto equilibrio dei ruoli e delle responsabilità. Sappiamo che non è un obiettivo agevole, a portata di mano. Ad esempio, le difficoltà di collocare nel sistema istituzionale le autorità indipendenti, ha influenzato il dibattito sui limiti della tutela giurisdizionale esercitabile nei confronti di tali organismi ma anche, o piuttosto, quello di individuarne la natura e di stabilire fino a che punto è corretto spingersi nel sindacare in sede giurisdizionale un’attività particolarmente complessa e caratterizzata da profili altamente specialistici e tecnici, quale quella svolta dalle autorità indipendenti. La nostra volontà non è solo quella di comprendere l’effettivo funzionamento di certi organismi e di confrontarci su prassi operative e nodi problematici nei rapporti con la giurisdizione; ma è anche quella di creare le condizioni perché i certi saperi specialistici e certe sensibilità professionali siano conosciute dai magistrati italiani per una maggiore consapevolezza del ruolo che questi ultimi esercitano e per una conoscenza diffusa degli scenari economici, sociali e istituzionali su cui incidono le loro decisioni».   

L’incontro ha visto presenze di alto rilievo da parte di tutti i livelli della Magistratura, delle Autorità e l’impegno diretto con relazioni e nel coordinamento delle cinque Sessioni dei lavori (tre giovedì, due venerdì), oltre allo stesso Morosini, di Renato Balduzzi, Presidente della Commissione per il Bilancio del Consiglio ed il Regolamento di amministrazione e contabilità (‘Le Autorità Indipendenti nella cornice costituzionale ed europea’), di Presidente e Vice Presidente della Sesta Commissione (Ordinamento giudiziario e per i problemi posti all’amministrazione della giustizia in materia di corruzione e contrasto alle organizzazioni mafiose e terroristiche), Paola Balducci (‘La tutela del risparmio e della concorrenza nei sistemi di controllo tra regolamentazione e giurisdizione’) e Maria Rosaria San Giorgio (‘La Corte europea dei diritti dell’uomo e le Autorità indipendenti’), del Consigliere Claudio Galoppi (‘Ambiti di condivisione tra Autorità Indipendenti e giurisdizione. Formazione comune’). Ha portato il suo contributo anche Giuliano Amato, Giudice Costituzionale. Inoltre, e tra i molti altri, il Primo Presidente della Cassazione, Giovanni Mammone ed il suo predecessore Giovanni Canzio; il Presidente del Consiglio di Stato, Alessandro Pajno; il Presidente della Corte dei Conti, Angelo Buscema. Con loro anche il Presidente del Consiglio Nazionale Forense, Andrea Mascherin.

Presenza ed interventi nel merito di buona parte dei Presidenti di Autorità Indipendenti. Giovanni Pitruzzella, Autorità garante della concorrenza e del mercato. Mario Padula, Commissione di Vigilanza per i Fondi pensione. Raffaele Cantone, Autorità Nazionale Anticorruzione. Andrea Camanzi, Autorità di Regolamentazione dei Trasporti. E, per l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, la Vice Presidente, Augusta Iannini.  

Un patrimonio di conoscenza e riflessione che viene lasciato in eredità anzitutto al nuovo Consiglio Superiore della Magistratura, che dopo il recente completamento dei suoi componenti con le designazioni parlamentari entrerà il carica il prossimo 24 settembre (2018). Un utile strumento di lavoro per gli stessi membri delle Authority, che hanno potuto confrontarsi tra di loro e con esponenti di rilievo del mondo giudiziario ed accademico. E per chiunque intenda farne, per l’oggi e per il domani, buon uso.

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’