mercoledì, Settembre 22

Il cretino non si rassegna

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Vanno poi segnalate due ‘sottocategorie’ particolarmente perniciose. In primo luogo i ‘cretini intelligenti’, tipologia perfettamente descritta da Leonardo Sciascia. Che anzitutto rimpiangeva come non ci fossero più i cretini di una volta, quei bei cretini genuini, integrali, come il pane di casa, come l’olio e il vino dei contadini. La loro scomparsa seguì a breve giro quella delle lucciole, denunciata da Pier Paolo Pasolini, e forse tra i due fenomeni c’era un nesso misterioso. Seguì l’epoca della sofisticazione, per gli alimenti come per i cretini. «E’ ormai difficile incontrare un cretino che non sia intelligente e un intelligente che non sia cretino» annotava nel suo ‘Nero su nero’ il Maestro di Racalmuto, individuandone il fulcro nell’ascesa a sinistra di un tipo nuovo di cretino, il cretino «mimetizzato nel discorso intelligente, nel discorso problematico e capillare». Si annunciava la stagione d’oro del cretino dialettico, operaista, strutturalista, althusseriano, ‘rivoluzionista’… Sciascia era persuaso che il più insidioso mascheramento della stupidità fosse la complicazione non necessaria. Il converso, passati decenni e mutati tempi e collocazioni, è pure il suo esatto opposto, il semplificatore ad ogni costo. Il dare risposte semplici, ancor di più semplicistiche, a questioni complesse, il trionfo dello ‘spicciatismo’ populista, rimedi spicci e promesse di mirabolanti, ineluttabili, imminenti e naturalmente irrealistiche e irrealizzabili soluzioni per i problemi di ogni campo. Ci sono inoltre, sempre secondo l’anamnesi sciasciana, gli ‘intelligenti cretini’. Che sono altra cosa, e proprio perciò più pericolosa, e loro i più pericolosi. Ché mentre i cretini intelligenti non si rendono conto di cosa succede d’attorno, e di cosa succeda loro, gli intelligenti cretini lo sanno, essendo a volte anche più intelligenti della media. Ma tranquillamente ne prescindono. Prendiamo tra l’altro atto come in ogni caso gli intelligenti cretini, più facilmente recuperabili almeno alla decenza, stiano ormai scomparendo. Certo ci sono anche gli antidoti contro i cretini, di qualunque genere siano, e qualche rimedio intellettuale all’epidemia di cretinismo si può provare a fornirlo. Ma il male è tenace, si annida, e ripresenta, ed esplode. A volte contagiando. E l’epidemia è forse già in in corso

  1. Continua

 Gabriele Della Rovere ’SPECIALE’ su ‘L’Indro’ Agosto 2016: ogni settimana una ‘Operetta immorale’. Da lunedì 1 a venerdì 5 ‘La nuova ‘prevalenza dei cretini’. Comunque presenti anche i temi di politica e attualità abitualmente al centro di ‘il Contrappunto’ e ‘Strapaese delle meraviglie’, che torneranno subito dopo.

 

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