mercoledì, Dicembre 8

Il Covid-19 di tutti ed i vaccini dei ricchi Con i vaccini e non solo è una botta di fortuna nascere in un luogo ricco e sviluppato o in altri territori della Terra dove sopravvivere è una tragica scommessa

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Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto;

è quanto mi hanno dato al posto di un fucile

(Philip Roth)

«Differenze moralmente inaccettabili» così le ha definite il Presidente del Consiglio Mario Draghi nel recente G20 di Roma che più dei risultati finali, alquanto fumosi in questi vertici, lo ha incoronato tra i grandi della Terra. A che cosa si è riferito il tecnico più politico dei politici, politico meno politico di tutta la mediocre politica (con lo scontro Giuseppe Conte e bugiardo di Rignano potecarella ai limiti dell’osceno)? Alle nuove tensioni internazionali, la competizione Usa-Cina sulla primazia tecnologica e nel sud-est asiatico, con Taiwan prossima bandiera ‘ideologica’ degli americani che storicamente compattano una nazione invero turbolenta e polarizzata da una discriminazione razziale plurisecolare nell’esigenza di avere sempre un nemico? (devo chiedere a chi ne sa di più se sotto traccia il modello istituzional-politico americano non viva da tempo nella categoria oppositiva amico-nemico che Carl Schmitt inverava nel suo Teologia politica).

Quell’afflato di Draghi si riferiva forse all’ennesimo dramma conflittuale tra Polonia e Bielorussia per rimpallarsi migranti che “non servono”, cui nessuno vuol mostrare un minimo di umanità? Con un’Europa sempre immobile con fermezza, come dimostra l’antica ‘emergenza’ migranti da tempo fenomeno strutturale con i nazionalsocialisti populisti all’attacco sul tema per la totale incapacità dell’Europa di darsi una seria politica di accoglienza e ripartizione. No, quelle differenze immorali non concernono neanche il disastro di Fl(C)op 26 sul cambiamento climatico di cui dirò in altra occasione. No, infine, il riferimento draghiano si riferisce allo stato dell’arte del Covid-19 altro specchio della competizione che prevale sulla cooperazione, e gli egoismi nazionali sulla solidarietà.

Con esso al decorso pandemico, l’uso dei vaccini e la salvezza delle vite di tutto il mondo il cui andamento conferma intollerabili disuguaglianze nella disponibilità e nell’accesso ai vaccini tra i paesi ricchi e quelli ben di più poveri. Così come accade negli altri divari tra pochi ricchi e tanti poveri. Qui con i vaccini e non solo è una botta di fortuna nascere in un luogo ricco e sviluppato o in altri territori della Terra dove sopravvivere è una tragica scommessa. “Noi” del cosiddetto mondo libero abbiamo una copertura vaccinale lievemente in calo ed andiamo in crisi perché essendosi verificato un calo della copertura vaccinale dal 92% all’82% nella difesa dei vaccini dal rischio di ricoveri l’11 novembre viene firmata la circolare da Pezza che apre alla terza dose. Così come in altri paesi, tra chiusure per non vaccinati in Austria, finalmente!, a restrizioni varie nei loro confronti.

Dinanzi ad una situazione inaspritasi che grava violenta con, finalmente polizia ministero e servizi di intelligence sempre dormienti…, perquisizioni ed arresti in giro per l’Italia perché finalmente gli organi del controllo sociale evidentemente colpiti dal sonno della ragione profonda (magari con aiutini) hanno “scoperto”, udite udite che dall’aprile del 2020, dico 1 anno e mezzo fa!, che i forza nuova fascisti preparavano il terreno per azioni violente e sommovimenti di piazza, come poi accaduti, facendo azioni di proselitismo tra no vaxarrabbiati imbecilli violenti in pectore anti statalisti vegani crudisti complottisti illusi delusi confusi di varia specie, molti giovani. Tanto giovani, qui parliamo di perquisizioni a neonazisti in armi tra i 20 ed 25 anni. come e chi li ha persi questi, la scuola, sempre responsabile, e la famigliadov’era, e gli amici, e la vita sociale o di lavoro? Insomma, mentre da noi facciamo i soliti triti tristi dibattiti con i soliti politicantucoli no vax, tra cui una tizia europarlamentare ex lega poi uscitane perché troppo morbidi che ormai ha un posto assicurato ovunque in tv!! Non sappiamo se pure a pagamento. Per far finta che bisogna dibattere ogni giorno, ogni sera, su certificati sì/no sui vaccini che fanno bene e quanto, oppure nascondono insidie, adesso con la variante non virale ma comunicativa se somministrarlo ai bambini, ma se e fino a che età? 11 anni, forse 12, mai al di sotto, no, forse si potrebbe… un gioco comunicativo al massacro dei maroni (non quello leghista, anche se…) e poi dice che si defeziona e si fugge dalla politica e da questa informazione autoreferenziale per non morire dinanzi alle piattaforme o al mondo delle reti. Con due sere fa 16 novembre da un Floris insopportabile che curava uno pseudo dibattito sul già pregiudicato di Arcore con il pennivendolo storico suo dipendente che è ogni sera in tv, sempre ovunque e poi dalla Gruberona, e poi da Formigli. Una televisione così finta democratica nell’obbligo palloso di una pluralità di voci e poi tutti gli altri, con tal Senaldi uscito da una specie diversa, la cui faccia avrebbe incuriosito Lombroso.

Tutto ciò accade in forme più o meno parossistiche, ed a noi non ci batte quasi nessuno nella nostra piccola repubblichetta bananifera, qui dalle nostre parti nell’emisfero occidentale. Ed in quello australe, o nell’est asiatico, per non dire dell’Africa? Quanto si dibatte sui vaccini, su quante dosi, per chi, ed i bambini? No, lì sono più avanti di noi, invece di tante chiacchiere muoiono direttamente così risparmiano sui dibattiti televisivi e sui vaccini. Mentre la pseudo “nuova” America del disastroso Joe Biden tra un sonno ed un peto, ché tale è la politica odierna, già disastrato da un ritiro afghano che DHL, UPS, BRT, FEDEX o altri trasportatori avrebbero preparato con una logistica più adeguata, ha fatto il piccolissimo grande gesto di “donare” (ovvero senza farci denari sopra, generosi!) ai paesi poveri molte milioni di dosi. Mentre l’Europa della mediocre Ursula da questa estate si è messa di traverso nel sospendere la copertura brevettale ai vaccini da stornare all’Africa, con tutto il corredo di apparati tecnici e di trasformazione lì inesistenti, di strutture specializzate. Invece si è preferito donare, così come si fa con l’elemosina, si getta un soldo nel cappello del povero e ci si assolve dinanzi a problemiche non si è in grado di risolvere da soli. Un privato certo, ma per intere nazioni opulente e ricche è un’indecenza che conferma come la cooperazione viene garantita solo se il ricco ci guadagna qualcosa. Magari con la pratica corrente secolare per cui si danno spiccioli che aiutano un poco in cambio di estrazione di risorse e materie prime preziose. Come facevano i bianchi in America che davano le collanine e bracciali ai nativi indiani mentre si rubavano le loro terre. E fanno da anni i cinesi che si comprano le miniere di litio che servono per i cellulari e che dovremo andarci a comprare da loro. Antica intelligenza cinese. E dunque come versa la situazione al novembre del 2021 mentre noi ci ansieggiamo per l’incertezza nel fare le vacanze sulla neve o nell’innalzare i consumi.

Ripresa, sviluppo, crescita, termini che in altre parti del mondo forse non hanno neanche una traduzione, essendo le parole chiave lì povertà, fame, disoccupazione, mortalità infantile altissima, aspettativa di vita inferiore agli standard occidentali. Ad oggi secondo l’Oms addirittura 44 paesi, quasi tutti in Africa, sono sotto la soglia di vaccinazione. Secondo il Covax, il fondo Oms che avrebbe dovuto acquistare dosi di vaccini dai colossi farmaceutici che scorte ben maggiori hanno assicurato a noi Paesi ricchi, entro fine 2021 l’obiettivo era di comprare 2 miliardi di dosi vaccinali ai paesi a basso reddito. Peraltro tra donazioni di governi e miliardari privati il Covax è riuscito a raccogliere molto denaro tanto da potersi permettere e di cui avrebbe diritto a 5,6 miliardi di dosi vaccinali. Il problema è che come quasi tutti i settori merceologici il famoso mercato libero che specula su prezzi e salari e meno libero delle molto ideologiche vulgate neoliberiste.

Così l’avere il monopolio brevettuale, avendo un know how, un significativo capitale tecnico intellettuale e logistico in pochi Paesi, uniti ad investimenti in denaro per la ricerca di farmaci, in Usa, Ue, Regno Unito e nel caso in India, peraltro povera di molto altro, il Covax è riuscito a distribuire appena 494 milioni di dosi ma in quei 144 Paesi di cui sopra. Ovvero poco più di 3 milioni 430 mila dosi per Paese, in aree di centinaia di milioni di persone fate un cauto conto di quanti accederanno alla cura per non morire di Covid. E dunque l’obiettivo di arrivare a fine anno, ovvero tra pochissimo, con l’80% di vaccini da somministrare rende evidente come gli obiettivi siano irraggiungibili.

Con il codicillo non secondario che i vaccini siano cresciuti come prezzi rispetto alle prime dotazioni seguendo logiche di mercato dopo una prima fase lievemente più solidale, o meglio un poco meno che squali. Insomma, così come i fallimenti sul clima, così come i diritti del lavoro, le tasse, le ricchezze che si concentrano, le povertà che stanno incendiando il mondo utilizzando la leva della difesa del corpo dal vaccino ‘malefico’, il mondo non fa che esprimere il senso della sua distruzione. Perché ognuno pensa solo a sé e non si cura dei bisognosi e degli sfruttati. I quali si ribelleranno. Lo stanno già facendo ma con modalità opposte ad una “rivoluzione”. Qui il malcontento la rabbia le frustrazioni legano comuni mortali a professionisti di destra della politica. I vaccini sono parte della medesima incapacità o lungimiranza a voler vedere lontano. Saremo tutti vaccinati e giocheremo nei nostri cortili nazionali, mentre in altri Paesi perderanno il gioco già terribile con la vita mentre i no vax moriranno a spese nostre, come già accade, in terapie intensive. Tutti morimmo a stento, ma i poveri molto di più…

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Sull'autore

PhD Sociologo, scrittore per elezione e ricercatore per vocazione, inquiete persone ancora senza eteronimi di Pessoa. Curioso migrante di mondi, tra cui Napoli, Vienna, New York. Ha percorso solo per breve tempo l’Università, così da preservarlo da mediocrità ed ipocrisie, in un agone dove fidarsi è pericoloso. Tra decine di pubblicazioni in italiano ed in lingua si segnala l’unica ricerca sociologica al mondo sull’impianto siderurgico di Bagnoli, Conte M. et alii, 1990, L’acciaio dei caschi gialli. Lavoro, conflitto, modelli culturali: il caso Italsider di Bagnoli, Franco Angeli, Milano, Pref. A. Touraine. Ha diretto con Unione Europea e Ministero Pari Opportunità le prime indagini sulle violenze contro le donne, Violenza contro le donne, (Napoli 2001); Oltre il silenzio. La voce delle donne (Caserta 2005). Ha pubblicato un’originale trilogia “Sociologia della fiducia. Il giuramento del legame sociale” (ESI, 2009); “Fiducia 2.0 Legami sociali nella modernità e postmodernità” (Giannini Editore, 2012); “Fiducia e Tradimento. In web we trust Traslochi di società dalla realtà diretta alla virtualità della network society”, (Armando Editore, 2014). Ha diretto ricerche su migrazioni globali, lavoro e diritti umani, tra cui 'Partirono bastimenti, ritornarono barconi. Napoli e la Campania tra emigrazione ed immigrazione' (Caritas Diocesana Napoli, 2013 con G. Trani), ed in particolare “Bodies That Democracy Expels. The Other and the Stranger to “Bridge and Door”. Theory of Sovereignty, Bio-Politics and Weak Areas of Global Bίos. Human or Subjective Rights?” (“Cambridge Scholar Publishing”, England 2013). Nella tragica desiderante società dello spettacolo scrive per non dubitare troppo di se stesso, fidarsi un poco più degli altri e confidare nelle sue virtuose imperfezioni. Sollecitato, ha pubblicato la raccolta di poesie Verba Mundi, Edizioni Divinafollia, Bergamo. È Vice Presidente e Direttore Scientifico dell’Associazione Onlus MUNI, Movimento Unione Nazionale Interetnica.

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