lunedì, Ottobre 25

Il Corsera, De Bortoli, Renzi e ‘il patto del Nazzareno’. Una nuova grafica bastera?

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Nelle speranze dell’editore è un antidoto contro la crisi di lettori. Nel linguaggio moderno si chiama “compact quality”. Più semplicemente, sta a significare il passaggio dal giornale lenzuolo a quello tabloid, cercando però di mantenere l’autorevolezza e il rigore informativo del primo.

Non è un inedito. Altri grandi quotidiani come l’Independent e il Times in Inghilteraa, o il Die Welt in Germania hanno seguito quella strada, ricavandone benefici nelle vendite. Il nuovo Corriere della Sera, in edicola con il formato più piccolo e una nuova grafica da mercoledì 24 settembre, appare come un prodotto ben fatto, dalla veste pulita e leggera e i contenuti organizzati in modo più ordinato sulle sei colonne del tabloid.

La nuova veste grafica.
In prima pagina la fotografia in evidenza occupa più spazio, riprendendo l’impostazione seguita da altri giornali, come ad esempio La Stampa. All’interno il nuovo Corriere della Sera ha la classica suddivisione per aree tematiche (Politica, Esteri, Cronache, Cultura, Spettacoli, Sport), ma è prevista flessibilità, nel senso che queste sezioni possono essere sostituite da altre meno tradizionali in particolari occasioni. Le fotografie hanno didascalie più lunghe e sono curate direttamente dai giornalisti. Restano le rubriche, la posta con i lettori e le infografiche.

L’editoriale col botto. 
Ma a fare notizia nel giorno del debutto, più che il restyling è stato l’editoriale anti-Renzi del direttore, Ferruccio De Bortoli.

“Devo essere sincero – ha esordito – Renzi non mi convince. Non tanto per le idee e il coraggio: apprezzabili, specie in materia di lavoro. Quanto per come gestisce il potere. Se vorrà veramente cambiare verso a questo Paese dovrà guardarsi dal più temibile dei suoi nemici: se stesso. Una personalità egocentrica è irrinunciabile per un leader. Quella del presidente del Consiglio è ipertrofica”.

“Renzi ha energia leonina, tuttavia non può pensare di far tutto da solo – continua De Bortoli -. La sua squadra di governo è in qualche caso di una debolezza disarmante. La competenza appare un criterio secondario. L’esperienza un intralcio. Persino il ruolo del ministro dell’Economia, l’ottimo Padoan, è svilito dai troppi consulenti di Palazzo Chigi. Il dissenso (Delrio?) è guardato con sospetto”.

E lo “stantio odore di massoneria”. 
Ma è sul Patto del Nazzareno che il direttore del Corsera lancia il messaggio più inquietante. Quel Patto, dice, “finirà per eleggere anche il nuovo presidente della Repubblica, forse a inizio 2015. Sarebbe opportuno conoscerne tutti i reali contenuti. Liberandolo da vari sospetti (riguarda anche la Rai?) e, non ultimo, dallo stantio odore di massoneria”.

Cosa ci vuole dire uno solitamente prudente come Ferruccio De Bortoli? Che sta per uscire qualcosa di nuovo a riguardo sul fronte giudiziario, oppure che si prepara l’ascesa al Quirinale di qualcuno con quell’odore, che è facile immaginare chi sia?

Scelta editoriale o scelta personale?
Difficile dire se l’editoriale di De Bortoli con il duro attacco a Renzi sia stato concordato con gli editori, oppure se sia la personale e libera lettura di un direttore in partenza (è già deciso che lascerà la direzione il 30 aprile prossimo) che si prepara all’addio con calcio nel sedere a tutto per giocarsi meglio la sua partita di grande direttore libero da ogni vincolo.

Quel che è certo, tuttavia, è che la chiarezza degli editoriali in molti autorevoli giornali stranieri rappresenta uno dei punti fermi per l’orientamento anche politico dei propri lettori. In questo senso, l’editoriale di De Bortoli potrebbe esprimere la voce di quella parte rilevante di classe dirigente che il Corsera rappresenta che mantiene profonde riserve sulle reali attitudini di governo del premier.

Perché, com’è noto, la storia dei grandi giornali è anche la storia delle élite e dei poteri di un paese. E vedere le élite e i poteri del Corriere della Sera in versione anti governativa e anti-Renzi, fa riflettere.

Il Corriere della Sera esiste dal marzo del 1876 ed è il primo quotidiano italiano generalista per diffusione. Ferruccio De Bortoli lo ha diretto dal 1997 al 2003 e ancora dal 2009 a oggi. Lo scorso marzo il giornale ha rinnovato interamente il suo sito, scegliendo una grafica molto diversa da quella precedente che ha spiazzato parte dei suoi lettori.

 

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