mercoledì, Agosto 4

Il coming out di Renzi Rispetto per ogni amore, ma almeno risparmiateci gli atti osceni in luogo pubblico

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 Renzi-Berlusconi

Ormai è chiaro che è corresponsione d’amorosi sensi. E quando l’amore decide di manifestarsi, vincendo pregiudizi e tabù, bisogna rispettare un sentimento sì forte, non giudicare e condannare a partire dai propri pregiudizi. Può pure dare fastidio vedere due uomini baciarsi in pubblico, ma chi lo prova si interroga su origine e perché del proprio atteggiamento.

E dunque non saremo noi a condannare l’amore, ormai reso esplicito, tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. «Amore che non osa dire il suo nome», ma dai tempi di Oscar Wilde (o anche solo di Enrico Berlinguer ed Aldo Moro, e persino di Veltronifraceschinibersani) molto, quasi tutto è mutato. La riservatezza è venuta meno, caduto ogni pudore. Il coming out rivendicato. Chi, in passato, aveva fatto outing sulla reale natura dei rapporti della coppia, segnalandone esistenza e modalità, ha oggi, purtroppo misera, soddisfazione. 

Incassato il suo, strategicamente meritato, trionfo, con il voto di venerdì 9 che ha approvato in prima battuta la riforma (di fatto la marginalizzazione) del Senato, Renzi ha accantonato ogni freno inibitorio. Che già tanti non ne aveva. Incassata, in rapidissima sequenza, assoluzione, formalizzazione de facto del suo ingresso nel Governo (la mancanza di voto di fiducia e cooptazione di Ministri e Sottosegretari è questione assolutamente rimovibile. Anzi, meglio così, ché magari gli toccava infilarci pure un Brunetta o un MInzolini), ripreso in mano il partito, l’Ercolinosempreinpiedi di Arcore si gode la sfilata sotto l’’Arco di Trionfo. Ormai la percezione, alimentata dai corifei, è che tutto sia stato rivisto e perdonato, e possa finalmente cominciare ad insediarsi nel Pantheon dei Padri della Patria. Come da sua antica, ed esplicita, aspirazione, e recente profezia del Noto Statista, nonché autoproclamato Presidente del proprio Governoombrafaidate, Gianfranco Rotondi. E se ormai ci azzecca anche il simpatico Rotondi… Esito, peraltro, già recentemente anticipato anche dall’iscrizione all’Arcigay di due fedelissimi dell’infoiato di Arcore, Vittorio Feltri e Francesca Pascale. Di cui già non si capiva bene quale fosse il nome, quale il cognome.

Tutto è bene, dunque, quel che finisce bene. Dipende per chi, certo. Ma il Presidente del Consiglio non perde occasione per rimarcare lo stato delle cose, in attesa della legge che permetta ai condannati in via definitiva di fare la qualunque, forse inserita nell’evidentemente ormai imminente decreto sulle coppie di fatto. Lo fa, con rigoroso metodo, appena può: nell’incontro con gli scout a San Rossore, nell’intervista al ‘Financial Times‘ con cui ha assicurato che il rapporto deficit-Pil resterà entro il 3%, nelle altre esternazioni di queste ultime ore. Reagendo alla bocciatura di Moody’s, con l’agenzia di rating che spazza via ogni ottimismo annunciando recessione per tutto il 2014 e deficit fuori controllo. Mentre Ue ed Ocse danno invece ragione alla sua azione. In ogni caso “Sulle Riforme decido io, faremo una rivoluzione“, annuncia ancora una volta. Solo che ormai ha esplicitato il suo insostituibile partner in questa impresa.  

Ora, sgominati gufi, iene, upupa (notoriamente di stanza a San Rossore) ed altri perfidi abitanti della sua personale jungla, Renzi, già con il rientro a Roma in questa settimana di Ferragosto per continuare a lavorare alle riforme economiche segnala di voler imprimere un’ulteriore accelerazione alla attività propria e del Paese. E’ la sua parte migliore, forse quel che positivamente resterà di lui, come imprinting ed eredità politica. Il ritmo diverso dato, la scossa al pigro tran tran in cui tutto si impantana, quell’Italia del discussionismo che non mollacontro cui si è scagliato Federico Orlando nel suo ultimo pezzo del 5 Agosto su ‘Europa‘. Dimostra che le cose si possono fare, i tempi accelerare. Anche se, come il cameriere di Altan, impone ai cittadiniclienti, di non fare obsolete domande sul menù: ‘Quel che viene, viene‘.

Questo il corso delle cose, che sinuosamente ci ha portato sin qui. Ma avremmo almeno una sommessa richiesta da fare ai due trionfatori. Amatevi come volete, ma almeno per rispetto, per buon gusto, per quella positiva ipocrisia che è anche omaggio che il vizio rende alla virtù, non fatelo con tanta proterva esibizione. Risparmiateci almeno questi atti osceni in luogo pubblico.

Ed è tutto, ragazzi.

 

 

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