domenica, Settembre 26

Il cavourino Di Maio bersaglio di Biden Bersaglio non lui, che non conta nulla, ma per dimostrare che in Europa e in Italia le cose sono cambiate. Niente più giri di valzer con Russia e Cina. Il giovane Di Maio andava umiliato, e lo è stato. E lui, senza minimamente capire, ha firmato un trattato di vassallaggio con il quale esplicitamente si dà la leadership agli USA

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Mentre il consigliere di tutti, Goffredo Bettini, inaugura la sua Agorà, in contemporanea e in concorrenza con Enrico Letta, che invece lancia le sue Agorà interne al partito (le sue sono al plurale), e constatato che la cultura semantica dei nostri politicanti è davvero esaltante, mentre tutto ciò accade, devo dire con scarsissima emozione, almeno da parte mia, il nostro piccolo cavour della Madonna dell’Arco (al secolo Luigi Di Maio), continua nel suo viaggio premio in USA, anzi, lo allarga, perché all’improvviso viene reimbarcato su un aereo (le cronache non dicono se sia un B52 o cosa, ma non importa, tanto lui viaggia in classe turistica e al posto di una bomba ci sta benissimo) e spedito in gran fretta a Bruxelles ad una riunione della NATO per prendere atto della decisione di Joe Biden di posticipare di altri tre o quattro mesi la sua, e quindi la nostra, presenza in Afghanistan.
Io lo scrivo con l’ironia un po’ beffarda di chi constata come viene trattato il nostro (eh sì, non vostro oggi) Ministro degli Esteri … neanche lo sfizio, gli hanno lasciato, di mangiarsi un cane caldo (hot-dog, per gli amici della Link Campus!) con la fidanzata nei giardini del Campidoglio, che subito lo spediscono altrove.
Ironia beffarda, sì perché il minuscolo personaggio questo giudizio merita e basta, ma in realtà frustrazione e rabbia. Perfino rabbia, perché per piccolo che sia quello è il Ministro degli Esteri d’Italia, e l’Italia viene trattata, diciamoci la verità chiaramente, come una pezza da piedi.

Una pezza da piedi intanto, appunto, nella forma. Quel ragazzo sballottato qua e là, senza nemmeno sapere bene dove stia e perché, è lo stesso ragazzotto (invero appesantito e … spiegazzato -avete visto la giacca stazzonata che indossava durante l’intervista di Di Bella?) che non molto tempo fa, parlava da pari a pari con l’amico Ping, che ‘riceveva’ alla Farnesina l’amico Ross (che poi era il Segretario di Stato USA pro tempore, di nome Mike e cognome Pompeo!) felice di fare un favore a Donald Trump, che andava a Strasburgo a mostrare le marchette dell’Europa e dell’Italia alla Francia, che strizzava l’occhio insieme a Matteo Salvini (che frequentava alberghi di lusso, almeno si trattava bene, lui) a Vladimir Putin, faro di civiltà e di futuro, che abbandonava la Libia al suo destino e i migranti ad affogare in mare, ecc…
Io non sono di quelli che conoscono i retroscena, tipo Bruno Vespa, ma so che nei rapporti internazionali contano spesso più le apparenze che la sostanza. Anzi, per meglio dire, è importante fare vedere che qualcosa è cambiato, anche se nella sostanza e senza clamore le cose sono già cambiate nel merito.
L’ho scritto varie volte, dovete riconoscermi la coerenza: Joe Biden e la sua Amministrazione, vogliono (non debbono, non ve ne è alcun bisogno reale, salvo quello commerciale) mostrare chiaramente che le cose sono cambiate nei rapporti tra USA e Europa. In questo Biden è fortunato a modo suo, perché prende la presidenza USA nel momento in cui l’Europa non solo è in ginocchio, in tutti i sensi, per la pandemia e per l’economia in pezzi, ma è in una crisi di direzione politica (alla Link, direbbero ‘leadership’) come mai, non esagero mai, nel passato.
La signora Angela Merkel è l’ombra di sé stessa, sballottata tra Länder astiosi e ottusi come e più del nostro mai dimenticato Giuseppe Conte e, in parte, oggi del nostro povero Roberto Speranza ‘aiutato’ da Mariastella Gelmini, cioè da niente. Emmanuel Macron è in crisi profonda e l’unica cosa che sa fare è chiudere l’Ecole Nationale d’Administration grazie alla quale è il Presidente. Tra Charles Michel e Mark Rutte c’è solo da scegliere, ma la figura da palo della luce senza fili e buono solo per i cani che Michel ha fatto con l’arrembante Recep Tayyip Erdogan è da manuale. Ursula von der Leyen, alla quale va tutta la solidarietà, anche lei -scusatemi se mi permetto di parlare criticamente di una femmina- ha mostrato che non esiste, con il pasticcio monstre che ha fatto con i vaccini e la scena indecorosa con Erdogan … Diciamolo bene: Michel è quello che è, cioè non è, ma von der Leyen ad Ankara rappresentava l’Europa (non ho sbagliato: lei rappresenta l’Europa, Michel rappresenta quattro politicanti da quattro soldi!) avrebbe dovuto con tranquillità e un bel sorriso, magari togliersi la mascherina come fa lei per farlo vedere (il sorriso!), voltarsi e andarsene.
Lo ripeto bene ancora: Michel è solo un sussulto del piloro e la cosa finisce lì; la von der Leyen ci rappresentava tutti e aveva il dovere, ripeto, il dovere, di difendere l’onorabilità dell’Europa. Michel deve scomparire e basta, lei deve dimettersi!

Ma torniamo al nostro piccolo aspirante cavour (non glielo dite, non sa chi è e magari si offende) che, ovviamente non conta nulla. La politica italiana l’ha cambiata Draghi senza dirlo a nessuno. Lui però, il cavourino, era il bersaglio di Biden. Non in quanto tale -ripeto non conta nulla- ma per dimostrare che in Europa e in Italia le cose sono cambiate. Niente più giri di valzer con la Russia (Salvini attento, perché la CIA non scherza) e neanche con la Cina. E quindi il giovane Di Maio andava umiliato, e lo è stato. E lo è stato nel più classico dei modi: dicendolo a nuora (che non conta, appunto) perché suocera (l’Europa) intenda, e minacciandola, la suocera.
E Di Maio, senza minimamente capire (Draghi sì, capisce e ha capito e ha voluto questo e dovrebbe risponderne al Parlamento) ha firmato un trattato di vassallaggio della più pura delle specie. Un trattato (perché è un trattato, sia chiaro e al Ministero lo sanno benissimo, anche se a Giggino non lo hanno detto) con il quale esplicitamente -ripeto, esplicitamente- si dà la leadership (così capiscono tutti) agli USA: la leadership assoluta. Si dice esattamente così, l’ho scritto chiaro l’altro giorno e quella lettera è pubblicata!

E dunque, Biden decide di restare in Afghanistan, che occupa militarmente in maniera illegittima, insieme a noi (poi se ci fanno qualche attentato, sappiate da chi lamentarvi) e noi con lui, anzi, prima di lui. Perché magari lui decide di andarsene e noi restiamo con il cerino in mano; come in guerra, la sigaretta in tre non si accende, perché il cecchino il primo lo vede, al secondo mira e al terzo spara.
E intanto, Biden, anche per il nostro ottuso tramite (la visita in Libia è stata la visita alla Turchia, questo lo capisce anche Di Maio), contribuisce a rafforzare Erdogan, il femminista, che ora, pieno di petrolio fino agli occhi (petrolio non suo, ovviamente, e infatti in Grecia sono furiosi, ma certo Michel ora scenderà in campo in loro difesa!), parla di chiudere il Bosforo, cioè di imbottigliare la flotta russa. E vi stupite che Putin apra basi in Siria, in Egitto e … in Libia? Solo che, attenzione, questo gioco è molto pericoloso: se alla Russia saltano i nervi (e il gioco di Biden potrebbe essere questo, come fece a suo tempo Kennedy con i missili e Reagan con le guerre stellari) non è detto che faccia come Kruscev e Gorbaciov, e noi abbiamo basi russe (ex amici nostri!) a due ore di navigazione dalla Sicilia.
Che stiamo facendo? un nuova guerra fredda? Solo che stavolta la pagherebbe solo l’Europa, non capirlo è demenziale. Sì, perché, se si distrae la Russia e le si creano problemi ad Occidente, spera Biden che sta riaprendo non per caso anche il conflitto in Ucraina, il cuore della Russia, così si dimentica dell’Oriente e non si allea con la Cina, Uhmmm, troppo semplicistico, Joe, guarda che alla CIA sono famosi perché non ne hanno mai indovinata una!

Sorvoliamo su Draghi che sta giocando cinicamente una partita per la Presidenza della Repubblica, ma in questa partita quale sarebbe il ruolo di Di Maio, oltre quello del raccattapalle? … che poi vuol dire che questo è il ruolo che Biden vuole assegnare all’Italia e magari all’Europa.
Almeno, in cambio, si fosse fatto dare un po’ di vaccini non avariati … ma Biden non è mica fesso e ci vuole tenere per le … braccia.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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