mercoledì, Settembre 22

Il caso Lula scuote il Brasile

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Rio de Janeiro – Rubens Eduardo Glezer si è laureato in filosofia e Teoria Generale del Diritto presso l’Università di San Paolo. Insegna Diritto al corso di specializzazione della scuola di Diritto di San Paolo, presso la Fondazione Getulio Vargas. Abbiamo chiesto a Glezer di spiegarci meglio che cosa sta accadendo in Brasile a livello politico e giudiziario.

L’inchiesta anticorruzione che sta stravolgendo l’organigramma politico, economico e sociale del Paese, la cosiddetta Operazione Lava Jato, è arrivata negli uffici del Partito dei Lavoratori, il Partito del Governo di Dilma Rousseff, trascinandosi politici e personaggi di spicco dell’imprenditoria brasiliana. Nella rete è finito anche l’ex Presidente Ignacio Lula da Silva, interrogato nelle scorse settimane dalla Polizia Federale per chiarire l’origine di alcuni trasferimenti di denaro sospetti.

L’episodio chiaramente non è passato inosservato, il popolo brasiliano si è diviso: i sostenitori di Lula da un lato, il resto del Paese dall’altro. La ciliegina sulla torta è arrivata quando il Pubblico Ministero di San Paolo ha inviato una richiesta di carcerazione preventiva per l’ex Presidente Lula nell’ambito di un’inchiesta diversa dalla Lava Jato. A quel punto gli oppositori di Lula si sono scatenati e domenica scorsa sono scesi in piazza in tutto il Paese per chiedere le dimissioni della Rousseff, la prigione di Lula e sostenere il lavoro finora condotto dal giudice Sergio Moro, titolare dell’inchiesta Lava Jato.

Dott. Glezer, ci spiega quali sono le inchieste che coinvolgono oggi in Brasile l’ex Presidente Lula e perché.

Attualmente Lula si trova sotto inchiesta per pratiche illegali di articolazione politica per aver favorito alcune imprese, in modo particolare del settore edile, nei contratti con il Potere Pubblico. L’inchiesta principale nasce dalla cosiddetta Operazione Lava Jato e indaga su uno schema di corruzione interno al sistema politico che coinvolge la Petrobras, il colosso petrolifero brasiliano. Si tratta di un’operazione che si ispira e somiglia molto all’italiana Mani Pulite. l’operazione Lava Jato e condotta, all’interno degli organi delle Giustizia Federale, dalla Polizia Federale e e dal Ministero Pubblico Federale. I colpevoli che godono di privilegi, come i parlamentari e i Ministri, sono giudicati direttamente dal Supremo Tribunale Federale (la Corte Costituzionale brasiliana). Di recente un’inchiesta parallela era stata aperta dal Ministero Pubblico dello Stato di San Paolo. Il giudice titolare (che ha chiesto la carcerazione preventiva per Lula) ha ritenuto che questo caso fosse molto simile all’operazione Lava Jato, per questo ha chiesto al giudice Sergio Moro di giudicarlo, rispettando le leggi brasiliane del processo penale.

Come giudica la richiesta di carcerazione preventiva? È una misura eccessiva?

La richiesta è stata avanzata dal Pubblico Ministero dello Stato di San Paolo, siamo fuori dai confini dell’operazione Lava Jato. Dato che il processo è stato inviato alla Giustizia Federale, è possibile che la richiesta di carcerazione preventiva venga rigettata. Niente impedisce che una nuova richiesta di carcerazione venga avanzata, nel caso in cui ci fossero evidenza e prove del fatto che l’ex Presidente stia ostacolando le indagini.

Quanto tempo ci vuole perché il giudice prenda una decisione sulla richiesta di carcerazione preventiva?

Nei termini della legge processuale brasiliana, i giudici non hanno termini o scadenze per decidere sulle richieste di prigione preventiva.

Il Presidente Rousseff ha proposto a Lula la direzione di un Ministero e oggi lo ha nominato ministro capo della Segreteria della presidenza, che in Italia corrisponde al ministero per i Rapporti con il Parlamento. Secondo la legge brasiliana, ora potrebbe evitare il carcere?

L’effetto immediato è quello di trasferire tutte le indagini e i processi penali contro di lui davanti al Supremo Tribunale Federale. Diventando Ministro dello Stato Lula acquisisce una sorta di impunità per ‘prerogativa di funzione’ e, per questa ragione, passa ad essere giudicato dal Supremo Tribunale Federale. Lula non sarebbe più giudicato da Sergio Moro, che si occupa dei colpevoli che non godono di alcuna impunità e che è rinomato per la sua severità con coloro che sono accusati di commette crimini legati al riciclaggio e alla corruzione.

Come giudica l’accompagnamento coatto impiegato con Lula nelle scorse settimane nell’ambito dell’operazione Lava Jato? In molti ritengono che l’azione sia stata più che altro una strategia politica pensata dallo stesso Lula per riaffermarsi sulla scena politica, uscire pulito dall’inchiesta e dimostrare al popolo che è sempre stato e sempre sarà un politico onesto… Un modo per partire avvantaggiato alle prossime elezioni presidenziali.

Non c’è nessun indizio che l’operazione Lava Jato sia stata condotta in modo da rafforzare Lula e il Partito dei Lavoratori. In verità una delle grandi critiche all’inchiesta è proprio il fatto di concentrarsi quasi esclusivamente sul partito dei Lavoratori e i suoi simboli e mettendo da parte, o trattando superficialmente tutti gli altri partiti. Apparentemente quello che ci si aspettava dal l’interrogatorio di Lula era un elemento sorpresa rivelato dall’ex presidente per evitare conflitti tra i manifestanti pro e contro Lula. In ogni caso, è stata un’azione che va aldilà delle garanzie stabilite dal processo penale che, alla fine dei conti, non è riuscita ad evitare i conflitti che ho appena accennato. Al contrario: la tensione politica è aumentata in maniera esponenziale.

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