venerdì, Settembre 17

Il Cardinale Raymond Burke in esilio in Micronesia?

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Nella recente serie TV ‘The Young Pope’, diretta da Paolo Sorrentino, il protagonista Pio XIII ha l’abitudine di spedire oppositori e membri del clero scomodi in una remota missione in Alaska.

Per i fan della serie è stato impossibile non pensare al pontefice interpretato da Jude Law, quando è stata resa nota la nuova missione di cui il Cardinale Raymond Leo Burke è stato incaricato da Bergoglio: indagare un caso di presunte molestie sessuali su tre minori a Guam, piccola isola di 160.000 abitanti nel mezzo dell’Oceano Pacifico.

Burke è forse il più noto dei quattro cardinali che mesi fa scrissero la famigerata lettera al Papa in cui chiedevano che il Pontefice si esprimesse con più chiarezza riguardo a dei punti piuttosto ambigui dell’esortazione apostolica ‘Amoris Laetitia’. I cardinali conservatori sono ancora in attesa dell’agognata risposta di Bergoglio ai ‘dubia’.

Burke, ad ogni modo, dovrà restare sull’isola per investigare e presidiare il processo canonico che giudicherà il caso dell’Arcivescovo Anthony Apuron, accusato di diversi scandali e abusi sessuali ai danni di tre chierichetti avvenuti quarant’anni fa. In teoria, comunque, nessuna vendetta. Lo conferma lo stesso Cardinale in un’intervista riportata dal sito ‘Crux Now’: «il Papa ha affidato il caso alla congregazione che ha poi deciso la composizione del tribunale […] Penso di esser stato selezionato sulla base dei miei studi sulla legge canonica e della mia esperienza con i processi ecclesiastici». «Il Papa non ha mai parlato con me riguardo a questo compito», prosegue Burke, «ho comunicato esclusivamente con i superiori nella Congregazione per la Dottrina della Fede».

Il prefetto della Congregazione è il Cardinale Gerhard Ludwig Müller, che già da tempo si era esposto in maniera piuttosto ‘liberale’ riguardo alla questione della concessione dei sacramenti ai divorziati risposati, materia chiave della polemica tra i ‘cardinali dubbiosi’ e Bergoglio. Muller aveva poi in un’intervista criticato l’iniziativa di Walter Brandmuller, Carlo Caffarra, Joachim Meisner e lo stesso Burke della lettera a Bergoglio. Il Prefetto è poi sembrato tornare su posizioni più ‘conservatrici’ in un’intervista in cui ha attaccato le diverse interpretazioni del discusso documento del Papa.

Alla domanda riguardo al sospetto del trasferimento come fosse una ‘punizione’, Burke ha rispostoNo, non vedo questa missione come una punizione del Papa. È normale per un cardinale, se è preparato e disponibile, ricevere compiti speciali per il bene della Chiesa. Non ero sorpreso dalla richiesta della Congregazione per la Dottrina della Fede, e l’ho accettata, conscio delle gravi responsabilità ma senza pensare ad alcuna motivazione da parte del Papa o della Congregazione».

Il Cardinale conta di terminare il processo e la sua permanenza sull’isola per l’estate.

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