martedì, Ottobre 26

Il Califfo: più che pericolo, sintomo della crisi field_506ffb1d3dbe2

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Giulietto-Chiesa

Nel 2002, in un libro dal titolo ‘Guerra infinita’, Giulietto Chiesa, storico corrispondente RAI dall’URSS prima e dalla Russia dopo, scriveva, tra il resto: «l’11 settembre 2001 è cominciata una guerra che non ha precedenti nella storia dell’uomo. E’ lo stadio finale di quella ‘postmodernità’ in cui abbiamo creduto di vivere. Questa guerra è l’ultima fase della globalizzazione americana, l’ultima sua conseguenza. Non è una guerra per il controllo delle risorse e non è neppure un’operazione per l’estensione del controllo geopolitico. Queste erano le caratteristiche delle guerre precedenti, condotte da potenze economiche e militari in lotta tra loro. Adesso non ci sono più potenze, poiché ce ne è una sola. Questa è una guerra per il dominio mondiale. C’è però un interrogativo aperto: questa guerra si può anche perdere».

A distanza di 12 anni dall’uscita del libro e di 13 anni dalla deflagrazione del simbolo di New York, queste parole iniziano a prendere forma in quanto sta accadendo da alcuni mesi in Medio Oriente e nell’Est Europa.

 

Il concetto di ‘guerra infinita’ che lei paventava sin dal libro omonimo, nel 2002, si è rivelato di una scottante attualità. Ci spieghi: cos’è la guerra infinita? Mi accennava che ha a che fare con la mancanza di risorse ….
Esattamente, si pone come la formula sintetica della crisi delle risorse che apre un’epoca inedita. Dopo due secoli, cioè, tutte le idee di sviluppo dell’economia devono essere abbandonate perché non abbiamo voluto capire che avevamo a disposizione un sistema ‘finito’ di risorse. Con cui uno sviluppo infinito è quindi impossibile. Ecco come il capitalismo va esaurendosi. Le risorse del pianeta sono, infatti, ‘finite’ o comunque limitate.

Che rapporto c’è con l’America?
Semplice, essa si è imposta come impero dell’America che domina l’Occidente, il mondo, costituito da 300.000.000 di persone che non intendono rinunciare alla loro supremazia. Ciò crea un problema,  questo livello di superpotere non può essere più mantenuto. Si è parlato di un 21°secolo americano, ma la realtà dei fatti dice il contrario. Si prepara uno scontro strategico che si appresta ad essere epocale.

Perchè, in questi anni, non siamo riusciti a scongiurare questa guerra infinita?
Perché il sistema del potere del mondo è molto complesso, costruito ad immagine e somiglianza dei potenti. Questo sistema è molto rischioso. L’America, forte della sua supremazia militare, sfortunatamente  non paga il suo debito,  ed è il Paese che non pagherà il proprio debito,  non compatibile con l’esistenza del mercato. Come se non bastasse, il sistema mediatico è fondamentale per le loro esigenze, creato, anzi, per soddisfarle.

Quale il ruolo dell’Europa in questa eventuale ‘terza guerra mondiale’?
Le sinistre, che avrebbero avuto il compito storico di opporsi per contrastare questa supremazia, si sono invece inibite, oltre al fatto che  non hanno compreso la portata del sistema dell’informazione. Ciò ha fatto sì che tutta l’Europa si modellasse sul peso di tecnologie di derivazione americana, che ha potuto dettare in materia una sorta di legge universale. A tutt’oggi, le nostre giovani generazioni vi si uniformano, tornando a casa sulla metro, ho visto solo gente che giocava con meccanismi americani. La gran parte della gente, inoltre, va in internet solo per divertirsi, divagare, giocare, o visionare pornografia. Si sta sviluppando una sorta di forma patologica di dipendenza che costituisce la baia delle presunte regole dei mercati.  Le sinistre, allora, hanno ceduto su tutti i fronti. Nel 1989, l’Unione Sovietica, ossia l’unico modello alternativo all’America, è crollato, si è afflosciato su se stesso, si è ‘suicidato’. È stato allora che hanno sposato il capitalismo,  il quale, però, come accennavamo, sta a sua volta morendo, divorato da un germe interno che gli ha impedito di crescere ulteriormente.

Quali sono state le conseguenze?
Tremende: si è verificato un cambio d’epoca. Eppure il nostro problema, o meglio dramma, è un altro: le conoscenze, l’insieme delle nostre conoscenze. Non siamo in grado di padroneggiare il futuro perché dipendiamo dall’America, dai suoi modelli.

Con l’affermazione di ISIS e del Califfato, l’Occidente ha iniziato a parlare di ‘terza guerra mondiale’. Condivide questa affermazione? E’ iniziata la ‘terza guerra mondiale’? E possiamo ritenere che sia iniziata con gli attentati del 2001?
La mia tesi non è questa. L’11 settembre di certo è stata una svolta, così come non sono affatto convinto che il Califfo sia il pericolo, ma il sintomo della crisi. Io penso che al contrario, è il sistema mediatico occidentale che mette il Califfato al centro dell’attenzione, in realtà, non potrebbe muoversi se non ci fossero dollari a sovvenzionarlo; poi, c’è un esercito vero, rodato finanziato dall’Arabia Saudita e dal Qatar, il tutto è mosso da Stati Uniti e Israele. Chi è che ha creato l’Esercito Siriano Libero? Serve per abbattere l’Iran.

Quanto c’è di guerra di religione, quanto di ‘guerra’ etnica e quanto di guerra per il controllo delle fonti energetiche c’è in questa ‘terza guerra mondiale’? Si potrebbe parlare di una nuova alleanza?
Sì. Con questo, non voglio dire che si tratti di tutta l’America, ma almeno dei repubblicani, come i più fertili e forti sostenitori dell’Arabia Saudita e Qatar.  Vogliono togliere di mezzo il prima possibile, insieme ad Israele, gli sciiti iraniani. Si contrappongo la confessione mussulmana saudita e gli sciiti iraniani. I sunniti sono lo strumento di Arabia Saudita e Israele per liberarsi degli sciiti, da sostituire appunto con un sistema sunnita. In quest’ottica, il Califfo diventa l’arma di riserva e di ricatto contro l’Occidente. Per quanto concerne le fonti energetiche, l’Iran costituisce una risorsa molto importante per un’America ormai a corto di risorse, e farlo cadere è il modo migliore per ottenere la sua ricchezza. Purtroppo, gli americani, ragionano sulla base di qualche anno. Perciò si rivelano pericolosissimi. Quando le risorse finiranno, faranno la guerra contro tutti.

Dall’11 settembre 2001 all’11 settembre 2014 come è cambiato il terrorismo?
I sunniti sono diventati i principali alleati degli americani. La morte di Osama Bin Laden, (finta, perché in realtà lui era già deceduto prima), chiude il capitolo della lotta con  Al Qaeda che al contrario, diventa il principale alleato dell’America. In realtà essa non è mai esistita come tale, pompata semmai dal loro sistema informativo, come dicevamo, prima  è stata rappresentata come la scintilla, lo strumento per innescare la guerra e poi è stata redenta. Abu Bakr al-Baghdadi, che ne sia consapevole o no è un agente degli Stati Uniti, un burattino che agisce senza testa,  come si racconta pure nel film ‘Syriana’. Non sono il solo a pensarla in questo modo.

L’Ucraina, ma non solo, c’è anche tutto il fermento delle altre ex Repubbliche sovietiche, quale ruolo hanno nella ‘terza guerra mondiale’ o altro che stiamo attraversando?
Io credo che al disfacimento dell’Unione Sovietica, le altre Repubbliche non hanno un potere, anche perché in parte sono entrate a far parte dell’Alleanza Atlantica. Io parlo semmai di 4 Paesi che sono da tenere sotto controllo e che sono utili ai fini della nostra analisi: Stati Uniti, Cina, Europa e Russia. L’ucraina è stata fatta ‘esplodere’ per questo, ma hanno toccato un tasto troppo delicato. La Russia non ha ceduto né cederà. Il rischio di una guerra è altissimo, non so in che forma, ma di certo Putin non consegnerà alla Nato quella che diventerebbe la sua spina nel fianco.

In Europa sembra che nessuno si ricordi più dell’America Latina. Quale il ruolo dell’America Latina nella ‘terza guerra mondiale’?
L’America latina si sta svegliando, sta nascendo adesso, merito degli stati Uniti che per anni l’hanno tenuta sotto controllo, mentre ora non lo fanno più. Basta pensare al petrolio Venezuelano, e al Brasile che si sta affermando come potenza mondiale, o ancora alla Bolivia che si contraddistingue per una Costituzione molto interessante, per la tutela del rapporto con la natura. Si assiste all’affermazione di una nuova sinistra rispetto alla vecchia: si assiste ad una nuova visone del mondo, ad una possibilità di germoglio di idee e sperimentazioni.

 

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