venerdì, Aprile 16

Il Brunei e la Sharia Attivisti in difesa dei Diritti Umani: “E’ un passo indietro per il Regno ed è una palese violazione”

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Bangkok – La Sharia -in quanto sistema legale- entrerà in funzione in Brunei nel mese in corso, quando collateralmente entrerà in operatività il codice penale. La legge, nota come Codice Penale Sharia Ordine 2013 va a completare la già esistente legge che regolamenta la proprietà, i matrimoni e i divorzi così come  la gestione delle eredità che è stata applicata finora per generazioni e generazioni nel Sultanato malese di 417.000 persone. La popolazione del Brunei attualmente consta del 67 per cento di musulmani, del 13 per cento di buddisti, del 10 per cento di cristiani e del 10 per cento di credenze religiose locali.

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nello scorso Ottobre, la nuova legge ha incontrato grande interesse sia in casa sia all’estero poiché costituisce un precedente per vari sistemi giuridici improntati alla Sharia e regolamenta varie offese alla legge islamica come l’adulterio, la sodomia, l’apostasia, le tossicodipendenze, il ladrocinio e la rapina che possono subìre l’espressione di dure condanne e punizioni gravi come la lapidazione fino alla morte, la fustigazione e l’amputazione. Tutte queste pene sono definite come hudud  o classe di punizioni che sono state prescritte dal Quran. La legge coranica penale della Sharia si applica eminentemente ai musulmani, vi sono comunque degli articoli di legge che si estendono anche ai non-musulmani. Ad esempio, un non-musulmano sposato sarà sottoposto a pena e punizioni se commette adulterio con un partner musulmano sposato. E si tenga conto del fatto che per entrambi indistintamente è prevista la pena di morte per lapidazione. Un non-musulmano che commetta khalwat (estrema prossimità) oppure viva in coabitazione con un partner musulmano potrebbe anche essere sottoposto a condanna e punizione per correità in qualche reato previsto dalla Sharia. E’ fatto espresso divieto ai non-musulmani di fare proselitismo religioso per forme differenti dall’Islam o che tentino di persuadere i musulmani a rinunciare alla propria religione ed usino la parola Allah al posto di Dio e 18 altri termini islamici in riferimento ad altre religioni.

Per tradizione, i cittadini del Brunei non oppongono alcuna questione sui decreti reali ma alcune voci fuoriuscite dai movimenti dei dissidenti pare riportino che ci siano stati dei dibattiti sui social media e che questi abbiamo subìto dei rimbrotti da parte del Sultano Hassanal Bolkian in persona. Nel suo proclama espresso in sede ufficiale lo scorso 23 Febbraio, il Sultano stesso ha chiesto ai critici locali di fermare gli insulti mettendo in guardia sul rischio di vedere tali comportamenti considerati sullo stesso livello delle offese ai codici contenuti nella Sharia. I gruppi di attivisti per i Diritti Umani, operativi fuori dai confini del Brunei, hanno anch’essi fatto sentire la propria voce, la Commissione Internazionale dei Giuristi ha affermato che il Codice introdotto in questi termini rappresenta un passo indietro per il Brunei e costituisce, allo stesso tempo, una aperta violazione dei Diritti Umani. Ma il legislatore del Brunei ha risposto a tono, affermando che i popoli fuori dai confini del Brunei dovrebbero rispettare le decisioni del popolo del Brunei così come essi rispettano coloro che vivono fuori dal Brunei.

Chi cerca di analizzare le motivazioni per tali scelte giuridiche del Brunei ritiene che vi possano essere differenti spiegazioni, non ultima l’età del Sultano del Brunei che 67enne e regnando dal 1967–avanzando negli anni- ha esacerbato i dettami islamici per lasciare dopo di sé un segno della sua presenza in quanto baluardo del corpus mistico-religioso e giuridico attraverso questa interpretazione arcaica dell’Islam. Un’altra interpretazione è quella che vuole vedere tali scelte ultime in ambito giuridico come un tentativo di proteggere la popolazione da usi e costumi occidentali, quasi si tratti di una difesa messa in atto a protezione della identità del popolo del Brunei.

 

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