venerdì, Settembre 17

Il Brasile e le Olimpiadi personali verso il futuro

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Sempre Temer con la sua strategia politica ha prima indebolito la compagine governativa per poi spingere la Rousseff verso l’impeachment sostituendosi alla stessa alla guida del Paese. Una strategia che oggi sembra aver causato alle ambizioni di Temer più danni che benefici visto che, a prescindere dalla conferma dell’impeachment, difficilmente potrà ambire alle presidenziali del 2018. Qual è a sua lettura in merito?

Temer è giunto alla presidenza mediante un meccanismo da lui non pilotato. Il processo di impeachment è il frutto di indagini nel Paese che hanno rilevato forti indizi di corruzione all’interno dei mandati presidenziali di Lula e Rousseff in riferimento alla Petrobras e altre aziende a partecipazione statale. Una volta che verranno confermate le accuse vi è anche l’obbligo di non candidatura alle prossime elezioni presidenziali. Le valutazioni del mandato della Rousseff non sono buone: ha commesso errori basilari ed ha riproposto vecchie forme clientelari senza essere in grado di dare risposte a problematiche fondamentali come la disoccupazione. Credo quindi che la sua popolarità è precipitata, molte cose devono ancora accadere ed è anche possibile che a seconda del risultato di alcune politiche, possa appoggiare la candidatura di qualcuno all’interno del partito con una certa forza. Tuttavia credo ce ci sono molte possibilità anche per le forze politiche esterne alla polarizzazione PT/PSDB che cercano di resistere ad ogni costo incluso lo sforzo petista di avvicinamento tra Temer e il PSDB per avere qualche possibilità di vittoria e lasciarsi i due partiti più blasonati alle spalle.

Dopo le Olimpiadi si saprà se l’impeachment verrà confermato oppure se Rousseff tornerà alla guida del Paese. A suo parere quale sarà il verdetto finale e cosa comporterà per il Paese?

Credo che alla fine Rousseff verrà destituita e che nel Paese seguirà una grossa mobilitazione petista, ma allo stesso tempo Temer porterà avanti politiche molto liberali che nel breve tempo potrebbero rafforzare le posizioni anti-petiste. Ciò vuol dire un grande rilancio per se ed il suo partito. Ciò alla fine può contribuire alla fine del bipolarismo creato dal PT e dal PSDB di cui ho già parlato, e può portare alla guida del Paese nuove coalizioni politiche

Dell’impeachment si è detto tanto, ma la parola più usata è quella del golpe. Ci dà la sua chiave di lettura?

Non c’è nessun golpe, le istituzioni sono state rispettate ed il sostegno popolare è stato chiaro. Nessuna istituzione è stata lesa ne tanto meno alcuna legge stracciata. Ciò che la Rousseff ha subito è una battuta d’arresto di impronta popolare e sostenuta dal parlamento per non aver mantenuto le promesse fatte in campagna elettorale e per l’evidente e diffusa presenza di corruzione nella sua gestione governativa.

A prescindere da quanto accadrà a metà agosto nel 2018 appare predominante la figura di Lula come vero pretendente alla presidenza del Paese. Ci sono altre figure che potranno seriamente minare le certezze luliste oppure assisteremo ad una forte riconferma del leader sindacalista?

Non vi è alcun dubbio sulla grande leadership di Lula, ma ci sono ancora molte cose in corso d’opera e tra queste vi è anche la possibilità che lo stesso venga arrestato. Se dovesse candidarsi ha grandi possibilità di conseguire la vittoria, ma tutto dipenderà dal corso delle indagini attuali che possono sancire la sua libertà e quindi la sua candidabilità oppure escluderlo definitivamente dalla corsa alla presidenza. Oltre a ciò è da considerarsi anche una marcata usura della sua stessa immagine politica e attualmente nomi come Marina Silva e Ciro Gomes emergono facendo perdere certezze alla sua vittoria.

Torniamo alle Olimpiadi. Nei giorni scorsi, si è appreso che in Brasile è stata sgominata una cellula terrorista che preparava attentati durante le Olimpiadi. Con che animo e soprattutto con quali misure precauzionali il Brasile affronterà questo pericolo?

LA cellula terroristica era formata da un gruppo di giovani disoccupati con idee radicali in mente, ma senza alcuna struttura o possibilità di successo reale. Il Brasile non è preparato ad affrontare il terrorismo, lo si sa, ma difficilmente avverrà qualcosa qui. Credo che i problemi principali saranno aggressioni, mancanza di infrastrutture ed imprevisti che potrebbero ritardare lo svolgimento delle competizioni.

 

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