giovedì, Ottobre 21

Il Brasile e le Olimpiadi personali verso il futuro

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Il Brasile dopo due anni dai Mondiali di Calcio torna sotto la lente mediatica internazionale in quanto organizzatore delle Olimpiadi 2016. Nuovamente vengono riportate dalla cronaca situazioni di incompiutezza organizzativa che bene non fanno al Paese. Infatti le Olimpiadi si vanno ad inserire in un contesto politico ed economico molto delicato. Cerchiamo di approfondire tale situazione accogliendo l’opinione dell’analista brasiliano Dídimo George de Assis Matos. Laureato in Filosofia presso l’Instituto de Ensino Superior do Centro Oeste, ha conseguito il Master in Filosofia presso l’Università Federale di Paraíba. Attualmente insegna nel circuito pubblico e privato di Paraíba. Ha esperienza nel campo della filosofia, con particolare attenzione alla filosofia analitica, Circolo di Vienna, la logica classica e non classica, paraconsistenza, Newton da Costa. I suoi interessi si articolano tra geopolitica, educazione, filosofia politica, etica e filosofia del linguaggio. Attualmente è dottorando nel corso di laurea in Geografia Umana presso l’Università di San Paolo, USP, con sviluppi nella ricerca geopolitica concentrandosi su l’Eurasiatismo di Alexander Dugin e meridionalismo di André Martin.

 

In Italia arrivano diverse notizie su un Brasile non all’altezza delle imminenti Olimpiadi. Dalle strutture inadeguate alle acque di scarico in aree destinate alle competizioni passando dalla presenza di cadaveri galleggianti nelle acque di Rio. Come realmente si presenta il Brasile a quest’importante impegno?

Ci sono un sacco di leggende come quella di corpi che galleggiano nelle acque del Rio. Di vero c’è che le strutture sono inadeguate ed il Brasile non è pronto per la competizione oltre ad essere ‘senza testa né coda’ per un Paese strutturalmente poco sviluppato. La competizione è giunta qui in Brasile per un atteggiamento megalomane di governati brasiliani e carioca che molto probabilmente oggi sono in buona parte pentiti della scelta fatta e che tuttavia diranno che tutto è stato un successo per il Paese.

Brasile che viene dall’esperienza internazionale del Mondiale di Calcio 2014. In quell’occasione finirono sotto la lente mediatica le contestazioni popolari ed il declino delle strutture sportive utilizzate per la manifestazione. È corretto oppure parliamo di una distorsione della realtà?

Ci sono sta13872522_1150201405019293_1777591736_nte molte proteste durante l’evento sportivo, ma alla fine il Mondiale è andato bene. Le proteste riguardavano la situazione politica e non dovrebbero ripetersi durante le Olimpiadi che tuttavia vengono viste come un probabile insuccesso anche se in realtà potrebbero rivelarsi ben riuscite.

Sempre partendo dall’esperienza dei Mondiali, cosa resterà delle infrastrutture olimpioniche?

Gran parte delle opere infrastrutturali verranno abbandonate e solo poche saranno ben riutilizzate. Difficilmente la popolazione avrà accesso alle migliori di queste opere.

Le Olimpiadi sono finite con il rientrare nella gestione Temer che ad oggi non ha un grande sostegno pubblico alla sua politica. Potrebbe trattarsi di un ulteriore fattore che ne determinerà l’inesorabile declino?

Temer gode di un ampio appoggio politico all’interno del Congresso. Anche se la sua figura politica non è popolare il dissenso verso di lui è inferiore a quello che vi era nei confronti di Dilma Rousseff quando era al governo. Credo che questo determinerà la permanenza di Temer alla presidenza fino alla regolare fine di questo mandato e che Rousseff difficilmente tornerà alla guida del Paese.

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