giovedì, Aprile 15

Il boom dell'acquacoltura field_506ffb1d3dbe2

0

La pesca d’allevamento sorpassa ufficialmente la pesca ‘naturale e tradizionale’: la popolazione mondiale sta consumando più pesce d’allevamento, rispetto al pesce selvatico, per la prima volta nella storia. Il consumo globale pro capite di pesce d’allevamento ha raggiunto un livello da record (20 kg all’anno, contro i 9.9 kg nel 1960 e i 14.4 kg nel 1990), secondo un rapporto delle Nazioni Unite.
Le ragioni dipendono certamente da un miglioramento della qualità del settore dell’acquacoltura, che ha potuto garantire un notevole sviluppo all’industria della pesca d’allevamento, spingendo di conseguenza molti Paesi a implementare nelle loro politiche nazionali questo settore, spesso sottovalutato. Si calcola un netto miglioramento delle finanze, nei Paesi che hanno implementato il settore dell’acquacoltura, con un importo superiore a quello dei ricavi commerciali netti di carne, tabacco, riso e zucchero. Insomma, contro ogni aspettativa, il ruolo che la pesca sta giocando negli ultimi anni è tutt’altro che secondario.

Impliciti i benefici dettati dal boom del mercato del pesce d’allevamento: un miglioramento qualitativo della dieta alimentare, dato che le proteine del pesce sono quattro volte più efficienti di quelle della carne di maiale, e minore impatto ambientale rispetto alla pesca tradizionale: molte industrie dell’acquacoltura, infatti, hanno intrapreso la via della sostenibilità.

(Video tratto dal canale Youtube: Al Jazeera english)

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->