sabato, Settembre 25

Il ‘bollino della salute’ per le imprese, anche contro il Covid-19 Un passaggio ulteriore per rendere trasparente e responsabile il mercato ed aumentare il valore patrimoniale e di garanzia dell’impresa

0

Il termine ‘bollino’ potrebbe sembrare una ‘deminutio’ del concetto nobile di marca e di accreditamento. Invece,nella fattispecie, contraddistingue 21 aziende che, con un ‘bollino’, attestano e si fanno riconoscere per il loro ruolo a favore della salute dei dipendenti, della comunità e del sistema socio sanitario in generale nonchè ruolo attivo contro il COVID-19.

E’ una icona importante ed un simbolo che orienta anche i consumatori, i dipendenti e gli stakeholders in generale riguardo alla sostenibilità, responsabilità sociale ed intervento sussidiario contro la pandemia e la sindemia del COVID-19.

Il ‘bollino’ è Health Friendly Company (HFC) è un riconoscimento biennale che è stato dato a 21 aziende che promuovono la salute in azienda in termini sia generali e sia con un focus per la salute di genere nonché nella comunità di riferimento. La Fondazione Onda ha promosso questo network per uscire dalle dichiarazioni di rito sulla prevenzione e tutela della salute in impresa secondo il dettato dei principi della medicina del lavoro e in un contesto di welfare aziendale agìto e non solo annunciato.

Tutto questo a fronte di un questionario composto da 20 domande strutturate e validate da un Advisory Board composto da specialisti in medicina ed in economia sanitaria; un’indagine ‘ad hoc’ verificata per il tramite di informazioni attendibili di varie fonti indipendenti. Il questionario è strutturato su specifici requisiti e validato da un apposito Advisory Board. Include domande relative all’impegno dell’azienda verso la tutela della salute dei propri dipendenti, la promozione di campagne informative con l’obiettivo di facilitare l’assunzione di stili di vita corretti in logica di well-being, una specifica attenzione al welfare aziendale (retribuzione, orario flessibile, smart working) ed alle patologie organizzative riguardo alle molestie sessuali di genere in ambito lavorativo, alle politiche a sostegno della maternità e della famiglia.

Queste esigenze fanno riflettere su quanto sia ancora più importante tutelare e promuovere la salute in tutti gli ambiti di vita, compreso quello lavorativo ed in questo contesto.

Si ritiene che le imprese possano giocare un ruolo non solo di stimolo per il sistema in generale, ma anche una funzione di salvaguardia del capitale umano che è patrimonio dell’impresa e anche valorizzabile come componente dell’attivo di bilancio.

Investire nella salute dei dipendenti è un modo per accrescere il valore patrimoniale dell’impresa. Potrebbe sembrare un azzardo, ma si monetizza il valore della salute dei dipendenti.

Fra le 21 aziende vi sono realtà molto eterogenee per dimensioni, settore merceologico e percorsi avviati: imprese farmaceutiche,banche,imprese del food ed altro e per dare ‘nome e cognome’  ecco le imprese: Angelini Pharma, Azienda Ulss2 Marca Trevigiana, Banca Mediolanum, Cantabria Labs Difa Cooper, Daiichi Sankyo Italia, Danone, DHL Express Italy, Edwards Lifesciences Italia s.r.l., Esselunga S.p.A., EY S.p.A., GlaxoSmithKline e consociate, Gruppo Enav, Ipsen S.p.A., Janssen Italia, Leonardo Assicurazioni, Lundbeck Italia, Mediobanca – Banca Di Credito Finanziario, Merck, Novartis Farma, Roche S.p.A. – Roche Diagnostics S.p.A. – Roche Diabetes Care Italy S.p.A. e Teva Italia.

Queste imprese rappresentano un bacino di circa 65.000 dipendenti, e ad essi verrà offerto nel primo anno un percorso formativo composto da 3 incontri di approfondimenti scientifici periodici su salute di genere, salute mentale e stili di vita, pubblicazioni in formato e-book sui medesimi argomenti e video pillole di salute su stili di vita, salute mentale ed emicrania. Nel secondo anno invece il percorso formativo verrà costruito partendo delle necessità delle aziende, che selezioneranno le tematiche da affrontare. E progetti sperimentali di responsabilità sanitaria anche nel territorio ove operano.

“La pandemia ha evidenziato in un recente studio su 6.700 italiani, pubblicato su una rivista di Nature, come i lavoratori che hanno potuto uscire di casa e recarsi sul luogo di lavoro mantenendo così le loro abitudini, pur nella paura di infettarsi, sono stati i soggetti meno colpiti da sintomi depressive. Lo smart working, pur se apprezzato dai lavoratori, provocando alterazioni delle routine familiari e del work-life-balance, impatta negativamente sulla salute mentale: unitamente all’aumento di peso ha comportato un aumento nel consumo di psicofarmaci, in particolare di ansiolitici e ipnoinduttori in percentuali superiori al 12%”. Così si esprime il prof Claudio Mencacci, Presidente della Società di NeuroPsicoFarmacologia e membro dell’Advisory Board del ‘bollino’ HFC.

Ma questo ‘brand’ di responsabiità socio sanitaria delle 21 imprese ha anche un rimportante risvolto economico-finanziario perché accredita l’impresa nei confronti degli shareholders e dei finanziari (fondi d’investimento).

Per uscire dalla episodica genericità celebrativa ecco le ricadute operative aziendali:

– La maggior parte delle 21 aziende premiate con HFC deve ottemperare al qualificante dettato normativo del D.Lgs. del 30 dicembre 2016, n. 254 per il quale si deve semestralmente fare il NON FINANCIAL REPORT ove si devono dimostrare le azioni che portano valore aggiunto sociale all’impresa ed al sistema in generale;
L’art.279 del Testo unico della sicurezza recita che bisogna evitare il rischio di contagio derivante dalla presenza di più persone in uno spazio limitato e quindi tutte le azioni di distanziamento sociale, di distribuzione controllata di DPI salvaguardano i dipendenti dal contagio del COVID-19. Molti imprenditori italiani sarebbero propensi a sostenere i costi di vaccinazione per la sicurezza e per il principio di precauzione che è un effetto leva per il mantenimento dell’attività di business;

Il protocollo firmato da Confindustria e dal Ministero della Salute per i centri di vaccinazione (in azienda (6 Aprile u.s.) è una esemplificazione operativa di responsabilità sulla salute, una politica attiva del lavoro (chi è vaccinato svolge il proprio lavoro con maggiore motivazione) ed un investimento economico;

I fondi di finanziamento e i consulenti finanziari, a fronte del REGOLAMENTO EU-2088, devono corredare le proposte di finanziamento del loro portfolio di prodotti finanziari con informazioni chiare e trasparenti sul rischio di mancata sostenibilità, di danno climatico e di produzione inquinante per salvaguardare la salute dei dipendenti ed il sistema in generale. E far percepire ai clienti queste-consumatori queste opportunità. Il tutto in logica di ESG (Environmental, Social, Governance).

La finanza, in era COVID, non può più prescindere da questa responsabilità. Il bollino HFC è un passaggio ulteriore per rendere trasparente e responsabile il mercato ed aumentare il valore patrimoniale e di garanzia dell’impresa.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

Professore associato di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche presso l'Istituto di Pubblica Amministrazione e Sanità (IPAS). Direttore del Master in Management delle aziende cooperative e imprese sociali non profit (NP&COOP). Docente senior dell' Area Public Management & Policy della SDA Bocconi. Membro del comitato scientifico della rivista Non Profit, Maggioli Editore. Membro del comitato medico-scientifico della rivista Vivere oggi del Comune di Milano. Membro del comitato scientifico della rivista Azienda Pubblica, Maggioli Editore. Fondatore e promotore della collana "Aziende non profit. Strategie, struttura e sistema informativo", EGEA, Milano. Membro dell'editorial advisory committee di Health Marketing Quarterly e del Journal of Professional Services Marketing, The Haworth Press, Inc., Binghamton, New York. Membro del comitato scientifico dell'Unione Nazionale Imprese di Comunicazione, UNICOM. Membro dell'Associazione Italiana di Economia Sanitaria, AIES. Membro dell'Osservatorio Camerale Economia Civile, Camera di Commercio di Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana Fundraiser di Forlì, ASSIFF. Membro del Consiglio di Gestione della Fondazione a sostegno della solidarietà sociale Umanamente, gruppo RAS. Membro del comitato etico di Coop Lombardia, Milano. Membro del comitato etico di Investietico, BPM Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale.

End Comment -->