sabato, Settembre 18

Il bel volto di Augusto è tornato a Centuripe E’ il ritratto marmoreo del primo Imperatore romano trovato 83 anni fa nell’antica cittadina della Sicilia. Si tratta di un’opera di raffinata bellezza. E’ visibile al Museo Archeologico insieme alla collezione conservata a Siracusa. Alberto Samonà: “l’intero territorio è un museo da raccontare” - La Spina (Sindaco): “Il primo passo per la creazione di un Museo diffuso”

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L’estate è il periodo migliore per scoprire o rivivere in un modo o nell’altro i siti archeologici sparsi in tutta Italia: vi si organizzano Festival di teatro, cinema, musica,  poesia, letteratura,  densi di incontri (immaginari)   con i protagonisti della storia passata su cui si è costruita la nostra civiltà. Ma da qualche giorno  un evento particolare  sta richiamando l’attenzione del mondo archeologico  italiano e internazionale e anche del turismo:  è il ritratto marmoreo di Gaio Cesare Ottaviano Augusto, il primo imperatore romano che ha fatto ritorno dopo 83 anni di assenza nel luogo del suo ritrovamento:  cioè  Centuripe, dal latino  Centum Rupes, che significa Cento Rupi, tanto è zona rocciosa,  antica cittadina della Sicilia dalla forma di  una stella marina,  distesa sulle colline  tra la piana di Catania e Enna,   a poco più di 60 chilometri dal vulcano. Perché tanto rumore?  Per vari motivi, ma principalmente perché ci troviamo di fronte ad uno dei uno dei più raffinati ritratti marmorei in assoluto e senz’altro “ il più bel ritratto dell’imperatore mai rinvenuto in Sicilia”, così fu definito.

Di Augusto sono state realizzate circa 40  fra statue e ritratti marmorei. Del resto, è stato non solo il primo ma anche il più longevo degli imperatori  e quindi il più celebrato, avendo regnato per 40 anni. Nominato imperatore nel 27 d.C . ( all’età di 36 anni) è passato alla storia  per la sua opera di riformatore dello stato, dell’esercito, della giustizia, della religione e  anche dei costumi (in senso molto restrittivo) trasformando i romani da agricoltori e guerrieri in cittadini imperiali padroni del mondo….che dominavano su tutti i paesi che si affacciavano sul Mediterraneo estendendosi a nord alla Germania e alla Gran Bretagna e  est fino alle rive del Mar Caspio e a Oriente con la Syriainclusa, oggi  martoriata dalle guerre  di aggressione ma un tempo terra fiorente incrocio di varie etnie ed antiche civiltà. Oltre  ad aver contribuito alla edificazione della Roma  monumentale l’imperatore è stato celebrato per aver garantito un lungo periodo di pace (Pax Augusta). Definito anche Pater Patrie e Pontefice Massimo, secondo l’immagine che lui stesso contribuì a diffondere, fu anche divinizzato dagli esegeti (‘figlio di Dio’), ma ci pensarono alcuni storici ( Seneca il Vecchio, Sallustio, Svetonio ed altri) a svelarne l’altra faccia: la politica autocratica, l’ astuzia e  l’ esercizio violento del potere.  

Ebbene, nell’ambito delle tante opere statuarie a lui ispirate,  questa di Centuripe che da pochi giorni domina la scena museale, suscita particolare curiosità ed interesse sia per le modalità del ritrovamento che per la storia che lascia trasparire e, infine, per  le caratteristiche estetiche del volto stesso raffigurato.  

Intanto, come avvenne il suo ritrovamento? E’ descritto in un libro del noto archeologo ed accademico di Guido Libertini chiamato allora fare il  punto n sulla situazione archeologica della zona.  Era il 30 aprile del ’38 e durante uno scavo a mano di un pilone in un tratto di strada in costruzione, uno degli operai –Peppino Senfett – “ fu colto da spavento più che da meraviglia quando gli si presentò davanti agli occhi il manufatto rovesciato che dava l’impressione che quelli fossero proprio i resti di un cadavere…..Seguirono lo stupore e la gioia della scoperta: ritornava alla luce uno dei ritratti più belli, che si fossero mai visti, del primo imperatore romano: Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto.

Quel ritratto marmoreo non apparve a caso. L’area era già conosciuta come un sito   d’interesse archeologico in quanto erano state riscontrate tracce di una residenza frequentata da persone della famiglia Giulio-Claudia, inoltre proprio in quella zona era stata rinvenuta un’ epigrafe riguardante un III VIR Augustalis a dimostrazione che  il culto dell’Imperatore  era ben testimoniato. D’altra parte erano noti i vincoli di amicizia tra Centuripe e Roma, come la simpatia di Cicerone per quella città. Così come quella di Ottaviano, futuro Imperatore,  sostenuto nella sua campagna di Sicilia contro Sesto Pompeo. Quello scavo avvenne nel quadro delle iniziative  per la celebrazione del bimillesimo anniversario dell’Imperatore ( decisamente sostenute dal regime fascista, che ambiva a richiamarsi a quelle imprese imperiali e coloniali. Si è visto poi  quale tragico destino fu riservato a quelle popolazioni).

L’opera fu esposta per  qualche mese, poi la Sopvrintendenza  di allora vinse il braccio di ferro col comune di Centuripe per tenersi il reperto. La comunità centuripina, cercò in tutti i modi di bloccare la partenza verso Siracusa  (Museo Paolo Orsi) del reperto, ma ciò avvenne malgrado fosse già stato fondato l’Antiquarium Comunale. Per la verità, l’importante ritratto marmoreo  è ritornato in tempi recenti (2011) a Centuripe per essere esposto per un breve periodo: e già allora,  ha fatto registrare un considerevole incremento di visitatori presso il nuovo Museo Regionale, inaugurato nel dicembre del 2000, riuscendo a rinvigorire tutto il paese.

Sul ritratto, gli studiosi che lo esaminarono, ritengono che sia la copia di qualche ritratto di età giulio-claudia eseguita forse in epoca adrianea. Realizzato in marmo bianco a cristalli grandi, alabastrino, altezza 38 cm, larghezza 25, profondità 24 cm si presentava  in buono stato conservativo, probabilmente era parte di una statua o un  di busto. Fin dagli esami condotti subito dopo il ritrovamento fu identificato   come uno degli esemplari più fedeli al Prima Porta– Typus, anche se sono stati individuati altri elementiriconducibili a diversi tipi di ritratti del principe. Per questo e si è parlato di opera di stile eclettico da riportare alla maturità di Augusto. Un altro parallelo storico è con il bel ritratto proveniente da Arsinoë,  attualmente conservato a Copenhagen, evidenti alcune assonanze come la costruzione della fronte e la fisionomica dei tratti del viso. La chioma  ha fatto pensare anche alla statua augustea di Mérida in Spagna. Si tratta dunque di un’opera  di raffinata fattura.

E’ chiaro che  con il suo ritorno – sia pure sotto forma di prestito per 5 anni – e  degli  straordinari ritratti di Germanico e di Druso Minore oltre a importanti vasi centuripini e diverse opere fittili, il Museo archeologico regionale della cittadina  venga ad acquistare  quella notorietà nel panorama museale e archeologico nazionale che merita.

“Ora questo progetto” –  spiega il Sindaco Salvatore La Spina  – “può essere considerato pioneristico nel campo della valorizzazione del patrimonio culturale e dei territori, farà sicuramente scuola non solo in ambito regionale ma nazionale”.

Il rientro dell’opera, fortemente voluto dal Sindaco e dall’Assessore Regionale Alberto Samonà, è frutto di un’intensa e proficua collaborazione tra le istituzioni: l’Assessorato per i Beni Culturali e l’Identità Siciliana; il Parco Archeologico e Paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci, tra le cui competenze rientra il Museo archeologico regionale di Centuripe  ed il Parco Archeologico e Paesaggistico di Siracusa, Eloro villa Tellaro e Akrai all’interno della cui gestione rientra il Museo “Paolo Orsi” di Siracusa.

È senza dubbio una grande opportunità sottolinea  Alberto Samonà – che permette a dei reperti straordinari rinvenuti tanto tempo fa e conservati al “Paolo Orsi”, di essere valorizzati nel loro contesto originario e, al tempo stesso, di far conoscere anche ‘fuori casa’ il bel museo intitolato al noto archeologo roveretano. È un’iniziativa di politica culturale che mira a preservare i luoghi meno noti della Sicilia interna, per una narrazione che tenga conto della loro storia straordinaria e della loro importanza strategica. Egualmente, è un modo per testimoniare un lavoro proficuo fra parchi archeologici, quello di Catania e quello di Siracusa, volto a far conoscere l’offerta culturale del Paolo Orsi anche al di fuori della sede museale aretusea, creando i presupposti per la nascita di un museo diffuso, che possa far dialogare territori diversi nel nome di una nuova strategia di promozione dell’archeologia e della nostra identitàLo stesso assessore insiste molto sul fatto che l’intero territorio è un immenso museo che va raccontato e fatto  conoscere.

Secondo Gioconda Lamagna, Direttore del Parco Archeologico di Catania, l’arrivo dei tre ritratti arricchirà l’esposizione che a buon diritto può essere definita il fulcro del Museo, costituita dal complesso proveniente dal vicino edificio di età imperiale tradizionalmente detto degli Augustales. Imponenti statue marmoree, teste-ritratto, iscrizioni onorarie in latino, che destano grande impressione anche per l’allestimento, di grande effetto scenografico; ad essi si sono aggiunti  i tre ritratti del “Paolo Orsi”, con il duplice risultato di ricostituire il contesto di provenienza e di arricchire il già cospicuo patrimonio di storia e arte del Museo di Centuripe.

L’inaugurazione di queste  opere ha suscitato la legittima del Sindaco La Spina:  il rientro della Testa di Augusto – dichiara è un obiettivo che ci eravamo fin da subito prefissi e rappresenta un vero momento di svolta per tutta la comunità.  Questo ritratto, per la sua bellezza ed eleganza mi auguro possa diventare il simbolo della rinascita del paese, un marchio identificativo che imprimerà ancor di più il nome di Centuripe negli annali della storia e del mondo intero. Insomma, L’imperatore è  tornato a  casa! E questo è a suo giudizio “un risultato storico”.

A completare il quadro degli eventi, dal 27 al 30  agosto, in piazza Duomo a Centuripe,  si è tenuto il 1° Festival  Internazionale del cinema archeologico,  ‘Premio Augusto’ realizzato in collaborazione con la rivista “Archeologia Viva” ( editore Giunti) che organizza ogni anno a Firenze TourismA il più grande salone archeologico d’Europa.

Durante le serate, sono intervenute personalità della cultura come Stefano Bucci (Corriere della Sera), Antonio Natali, storico dell’arte e già Direttore degli Uffizi, Giorgio Romeo, Direttore di Sicilian Post.
A chiudere la Rassegna, il film fuori concorso ‘Sicilia Grand Tour 2.0’ dedicato a Jean Houel, architetto Francese del XVIII secolo che, in occasione del suo viaggio in Sicilia sostò a lungo a Centuripe lasciando in eredità  straordinari disegni dei monumenti romani.

Sempre ‘Archeologia Viva’, nel quadro del Cinema  archeologico diffuso, promuove Festival e Rassegne a Firenze ( 8-12 settembre),Napoli, Varese (2-5 settembre), Lugano (ottobre) mentre già si sono svolte quelle di Roselle e Aquileia.

Intanto, oltre al Museo di Centuripe, che espone la maggiore collezione  di reperti archeologici della romanità nella Sicilia interna,  per  i visitatori  sarà interessante visitare la stessa cittadina che  vanta una storia antica,  fondata dai siculi e passata attraverso la colonizzazione greca e la dominazione romana.  

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