domenica, Giugno 13

Il 2019 se ne va, ma il 2020 non aspetta. Mettiamoci più ‘energia’ Con il tempo noi italiani siamo diventati un popolo che ha paura di essere internazionale, paura di prendere decisioni. Siamo un eterno fanalino di coda che si sta auto-escludendo, e alla fine sarà troppo tardi accorgersi che non è servito, anzi

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Come ogni anno che finisce, il tempo di bilanci è normale. Ci sono gli appuntamenti con la stampa, le occasioni istituzionali, i commenti di fine anno ed anche noi abbiamo deciso di concludere questo 2019 con la Redazione de ‘L’Indro’ con un resoconto che dia un’occasione in più, di inizio di nuovo anno con un 2020 che, questa volta, non potrà aspettare.

Con il ‘non attendere’ vogliamo dare significato ad un 2020 dove dovranno essere disposte e perseguite diverse politiche, sia italiane che internazionali. Un Nuovo Anno dove i players in gioco saranno tanti e le decisioni non potranno più essere traslate e posticipate per quel che è un gioco di equilibrio politico, ma dovranno essere certe e determinate, previo il rischio di esclusione dell’Italia in diversi contesti geopolitici, economici e sociali.

Chi di voi in queste ultime settimane ha seguito e letto gli articoli, gli approfondimenti ed altro che ‘L’Indro’ ha pubblicato, ha potuto costruire, seppur in diverse visioni ed opinioni, un proprio pensiero su quello che la scena internazionale e la frammentata divergenza di decisioni è stata l’Attore principale di una fotografia del Mondo, non più organizzata, ma completamente solitaria nel ruolo dei diversi Paesi.

Ovviamente a noi in primis sta a cuore l’Italia, sta a cuore questa squadra che deve aiutare il Paese ad andare avanti, ad avere coraggio sul piano industriale, e a mantenere uno status sociale che sia, come lo è stato per ventenni, riconosciuto al top a livello mondiale.

Per ‘squadra’ non intendo una compagine di Governo di destra o di sinistra, tantomeno di centro, ma la squadra istituzionale che sarà deputata a rappresentare il nostro Paese e la classe dirigente economica ed industriale che dovrà gestire le decisioni più importanti e determinanti sulla scena della politica internazionale.

Qualcuno potrà pensare che quello che abbiamo vissuto in questo anno possa essere solo ed esclusivamente di carattere energetico o meglio petrolifero, sicuramente la mia piccola competenza e l’indotto di FederPetroli Italia ci permette di acquisire, documentare ed esporre situazioni politiche ed economiche che sono parti integranti in un sistema internazionale dove diverse variabili condizionano il nostro operato, ma è pur vero che, sembrerà strano, alla fine il coinvolgimento e la responsabilità degli argomenti è di tutti.

Di argomenti ce ne sono tanti. L’Italia nel 2019 si è chiamata Ilva, si è chiamata Libia, si è fortemente cavalcato il tema migranti, si è chiamata Donald Trump, per non parlare di una Signora che solo a nominarla sembra, ormai nell’immaginario collettivo far paura, l’Europa.
Fatti di cronaca più diretta ed interni al nostro Paese o accadimenti che hanno fatto riflettere su come funzionano le strutture in Italia.

Con gli argomenti sopra citati, non voglio assolutamente minimizzare o dimenticare fatti e situazioni della stessa importanza che hanno coinvolto una cittadinanza più diretta, anzi, voglio solo trasmettervi il significato che tutto è riferito a quella famosa ed importante SQUADRA che gestisce e avrà l’oneroso compito di traghettare l’Italia non solo in un 2020, ma bensì fuori da imbarazzanti situazioni che ci hanno visto partecipi su una line-up principale ed internazionale.

Sarà l’anno delle decisioni, una volta si diceva che ‘ci vuole carattere e fermezza’ per prendere decisioni, certo, a favore di qualcuno, ma nella normalità contro o con la delusione di qualche altro, parlo di tutta la Comunità Internazionale. Questo sarà l’unico modo per non farsi escludere da importanti coinvolgimenti che hanno reso sempre l’Italia, almeno fino a qualche decennio fa, parte integrante di un indotto decisionale di elevata portata politica ed economica.

Siamo il Paese punta di baricentro del Mediterraneo, lo stivale che si affaccia su parte di quel Corridoio Sud tanto strategico, siamol’approdo più vicino ai Paesi del continente africano e di parte del Medio Oriente e siamo un importante Paese strategico anche per gli Stati Uniti d’America e la vicina Russia, ma nonostante questo continuiamo ad essere ridicolizzati dall’Europa e sembriamo continuamente degli studenti che continuano a prendere note su un registro scolastico.

Adesso basta. Ci sono in gioco posti di lavoro, famiglie, aziende, investimenti, trattati internazionali e vite umane.
Siamo un eterno fanalino di coda che si sta auto-escludendo, chiudendosi in un ‘ghetto geografico’, e alla fine sarà troppo tardi accorgersi che non è servito a niente.

Con il tempo noi italiani, complice la nostra arroganza ed ignoranza, siamo diventati un popolo che ha paura, paura di essere internazionale, paura di prendere decisioni ed è stato meglio adottare il gergo letterario di ‘nel mio orticello sto bene e non voglio nessuno’, ma alla fine tutto questo non paga.

Paga la coerenza, pagano le giuste Leggi e pagano le SQUADRE che si fanno valere, dove si riesce a creare davvero quella sorta di macchina sociale ed economica occidentalizzata che riesce a stare al passo con i tempi, con gli usi, con i costumi e con i popoli di un pallone da calcio chiamato Mondo.

Non sono un esperto di calcio, ma sicuramente nella mia ignoranza in materia, giocare in un campo da soli non è stato mai possibile e anche chi gioca a scacchi senza avversario, il più delle volte, è considerato ‘strano’.

Nel 2020 cerchiamo di giocare le partite sì per vincerle, ma avendo il coraggio di giocarle, se continuiamo a stare in panchina corriamo il rischio che non saremo più invitati neanche ad una semplice partita amichevole.

Mon penso che la ‘GRANDE COLPA’ sia di quel Ministro, di quel Presidente del Consiglio, di quel Rappresentante Europeo o di quel Sottosegretario, penso che la colpa, alla fine, sia di NOI ITALIANI, che per forza di cose siamo in quella ‘GRANDE COLPA’, e che forse dovremmo avere più volte quel coraggio che i nostri lontani parenti (e politici) hanno avuto ventenni fa, seppur in un Mondo diverso.
Come si dice? ‘Bisogna stare al passo con il Mondo’! e si sa che i tempi cambiano continuamente.

Rivolgo un affettuoso Augurio di Buon 2020, a voi ed alle vostre Famiglie, Con PIU’ ENERGIA, speranzoso ed ottimista come sempre, e ringraziandovi per aver dedicato qualche minuto a quello che scriviamo!

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Sull'autore

Michele Marsiglia è presidente della FederPetroli Italia. Da più di 20 anni si occupa di progetti strategici nell’Oil & Gas internazionale. Oltre agli studi Economici Aziendali, durante la Crisi Asiatica del 1997 perfeziona la propria esperienza alla Borsa di New York (New York Stock Exchange) sulle analisi dei principali Mercati Finanziari internazionali con particolare riferimento agli strumenti derivati Futures, scambiati sulla piazza merci di Chicago. Inizia la sua carriera negli Approvvigionamenti Strategici in Outsourcing, approdando dopo alcuni anni all’Agip Petroli (oggi ENI Group) per poi gestire alcuni processi di sviluppo per importanti Raffinerie e Società Petrolifere. Da anni la sua figura è chiamata a rappresentare aziende dell’indotto industriale per Agreement strategici e di Relazioni. Fondamentale il suo coinvolgimento in Libia e in parte del Medio Oriente con particolare riferimento ai nuovi giacimenti di petrolio e gas Offshore e Onshore. Fu l’unico membro con FederPetroli Italia a relazionare in Audizione alla Camera dei Deputati con l’allora A.D. di ENI Paolo Scaroni sulla delicata situazione della nascente crisi libica nel 2011 e la verifica degli Asset Strategici nel paese nordafricano. Ha dato vita nel 2009 a “Operazione Trasparenza” iniziativa per spiegare nel nostro paese che cosa vuol dire Petrolio e Gas. E’ Consulente di Direzione ed Advisor Board per i Rapporti Istituzionali di importanti aziende petrolifere e del Non-Oil. Docente in diversi corsi di specializzazione (post diploma e post-laurea) con collaborazioni in diverse Università. Membro di Comitati Scientifici negli Organismi di studio geopolitico, da anni affronta le tematiche del Medio Oriente e del Continente Africano focalizzando l’interconnessione delle dinamiche economiche, politiche e del dialogo interreligioso nonché esperto delle nuove tecniche di ricerca petrolifera attraverso il Fracking, sviluppate principalmente negli U.S.A. È chiamato come relatore a conferenze e seminari in ambito internazionale, oltre ad essere presente con propri articoli e pareri tecnici sulla principale stampa nazionale e straniera. Complessivamente è autore di numerose pubblicazioni (papers, articoli), il suo nome appare spesso in articoli pubblicati sui principali media internazionali e nazionali, è spesso ospite in trasmissioni televisive e radiofoniche. Definito da tanti un’abile lobbista, in realtà ha sempre dichiarato: ‘’….prendo caffè in giro per il Mondo e stringo mani…...tutto qui’’.

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