venerdì, Luglio 30

Il 2016 di Renzi parte in Ferrari Politica: il punto

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La politica italiana ricomincia da dove la avevamo lasciata, con il presidente del Consiglio Matteo Renzi (fresco reduce dalla vacanza a Courmayeur dove è riuscito nel miracolo di far cadere persino la neve) impegnato a vendere senza soluzione di continuità i prodotti del suo catalogo da piazzista di Stato. Oggi, alle 9 in  punto del mattino, il premier si è presentato a Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa Valori in Piazza Affari a Milano. L’appuntamento era di quelli ghiotti: la cerimonia di Prima Quotazione del marchio Ferrari S.p.a nel mercato borsistico italiano dopo quella, già avvenuta, a Wall Street. Al fianco del manager ‘dei due mondi’ di Fca, Sergio Marchionne, Renzi si è abbandonato ad un quantomeno affrettato paragone tra i successi della scuderia di Maranello e la (presunta) ripresa economica dell’Italia (appena smentita dai dati Eurostat come ricorda il leghista Matteo Salvini). Comparsata pubblicitaria conclusa con un «l’Italia c’è» che sa tanto di Guido Meda, lo storico telecronista dei successi di Valentino Rossi in MotoGP. Il commento ironico di Giorgia Meloni (Fd’I) che paragona il premier al ‘disturbatore tv’ Gabriele Paolini, mentre Francesco Storace e Renato Brunetta lo chiamano ‘gufo’ e ‘Renziflop’ a causa del repentino calo di valore delle azioni Ferrari.

Intanto, con il Parlamento deserto e in vacanza fino all’11 gennaio, la magra Agenda di Palazzo di oggi prevede, testuale, le comunicazioni della presidente della Camera Laura Boldrini ‘per l’annuncio della presentazione del decreto legge recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative’. Chi ci ha capito qualcosa alzi la mano.

Dopo la decapitazione di 47 ‘terroristi’ avvenuta in Arabia Saudita, il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, piddino e renziano della seconda ora, si scaglia contro i vergognosi rapporti politico-economici intrattenuti da Usa ed Europa con i sauditi, mettendo in grande difficoltà il cinico premier italiano che in un recente passato non si è fatto problemi a baciare le mani sporche di sangue dei principi della dinastia wahabita.

Alla vigilia del più volte annunciato approdo in Parlamento del ddl sulle unioni civili, riparte il balletto di dichiarazioni più o meno sensate. Micaela Campana, responsabile Diritti della segreteria nazionale del Pd, assicura sull’approvazione della stepchild adoption, ma rischia di sbattere contro la ostinata opposizione degli ‘atei devoti’ come Maurizio Gasparri di FI, Gian Marco Centinaio della Lega (che teme il matrimonio tra uomo e animale) o Pino Pisicchio del gruppo Misto, contrari al ricorso a quello che definiscono ‘utero in affitto’. Una significativa apertura viene, invece, dalla liberal berlusconiana Stefania Prestigiacomo.

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