sabato, Maggio 15

I turisti russi abbandonano l'Europa

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Il mercato del turismo ‘outgoing’ russo non mostra segni di ripresa, anzi sembra che la sua caduta non accenni ad arrestarsi. I dati relativi ai primi sei mesi del 2015 hanno evidenziato un calo del 40% del turismo russo in Europa rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Nelle ultime settimane, è stato registrato un altro peggioramento delle vendite e a causarlo è l’attuale situazione economica russa. Dalla fine di luglio l’euro è aumentato del 13% rispetto al rublo e il dollaro dell’11%, con palesi conseguenze negative sugli acquisti dei pacchetti turistici. Questa situazione è stata confermata da Irina Tyurina, presidente dell’Unione Russa dell’Industria del Turismo. “I turisti sono spaventati dal forte deprezzamento del rublo e di conseguenza le vendite si sono praticamente fermate”, ha detto Tyurina.

“Le vendite dei viaggi organizzati, da maggio a luglio di quest’anno, sono diminuite dal 20% e il 65%” ha raccontato a ‘L’Indro’ Galina Khomenok, manager della DSBW Tours, uno dei maggiori tour operator in Russia. La percentuale del ribasso è strettamente legata alla destinazione. I dati riguardanti le mete europee più popolari per i turisti russi riportano un calo del 41% per la Spagna, del 29% per la Grecia, del 34% per l’Austria e del 35% per la Scandinavia; Regno Unito, Irlanda, Germania e Francia sono crollate oltre il 50%. “Quest’anno, invece, stanno riscuotendo maggiore popolarita` le destinazioni piu` economiche come Egitto e Turchia” ha precisato Khomenok.

Tra i Paesi più colpiti c’è anche l’Italia che ha già fatto registrare il 30% in meno di visite da parte di turisti provenienti dalla Russia. Stando ai dati del monitoraggio dell’Agenzia Nazionale del Turismo (ENIT) relativo all’estate 2015, per i principali tour operator russi le vendite della nostra destinazione per la stagione estiva sono unanimemente negative: i viaggi verso l’Italia risultano dimezzati rispetto alla passata stagione. La percentuale è confermata anche da Khomenok: “A giugno dello scorso anno, i turisti che hanno viaggiato in Italia con la DSBW Tours sono stati circa 900, mentre a giugno di quest’anno abbiamo registrato un calo del 50%. Ma con l’arrivo dell’alta stagione (luglio e agosto), le vendite sono un po’ riprese e il calo non dovrebbe superare il 30%”. L’Italia, infatti, rimane tra le mete preferite dai turisti russi, in modo particolare quei pacchetti vacanze che prevedono soggiorni al mare in abbinamento con visite a città d’arte.

Per far fronte alla crisi in corso, i tour operator stanno facendo il possibile per mantenere i viaggi organizzati con destinazione Italia apportando alcune modifiche per cercare di salvare le vendite. “I turisti russi che sceglieranno comunque l’Italia per le vacanze estive – ha detto Khomenok – effettueranno soggiorni di durata ridotta. La scorsa estate un viaggio durava mediamente quindici giorni, mentre quest’anno non supera i dieci giorni. Inoltre, se fino alla passata stagione prenotavamo hotel a quattro stelle, per il 2015 abbiamo preferito i tre stelle per una questione di risparmio”.

Difatti il prezzo rimane il problema principale. “I prezzi dipendono molto spesso dai partner all’estero. Vista la situazione attuale, molti di loro – non solo in Italia – li hanno ribassati di circa il 10% e hanno introdotto delle offerte speciali (per esempio, i bambini viaggiano gratis). Ma stiamo comunque parlando del prezzo espresso in euro e data la forte svalutazione del rublo, il prezzo convertito risulta molto più elevato rispetto allo scorso anno. Quindi queste promozioni non sono utili più di tanto a stimolare le vendite”, ha spiegato Khomenok.

 

Attualmente il mercato outgoing russo si suddivide tra turismo organizzato (60%) e viaggiatori individuali (40%). Ma se il primo annaspa, il secondo non e` messo tanto meglio.

Secondo Tripsta, agenzia di viaggio on line tra le più utilizzate in Russia, la vendita dei biglietti aerei nel mese di luglio è diminuita in media del 35% per tutti i voli con destinazioni internazionali, rispetto al mese precedente. A causa della minore domanda, molte compagnie aeree europee hanno cancellato o notevolmente ridotto i voli da e per la Russia. La compagnia francese Aigle Azur ha soppresso tutti i collegamenti da Parigi a Mosca. Lo stesso ha fatto l’austriaca Niki cancellando la tratta Vienna-Mosca. È stato fortemente ridimensionato, invece, il servizio aereo della compagnia scandinava SAS per Danimarca e Svezia, e delle low-cost Wizzair e Easyjet rispettivamente per Ungheria e Regno Unito. Sempre per la stessa causa, gli operatori russi sono stati costretti a ridurre il numero delle tratte aeree dalle citta` interne della Russia. Per esempio, Pac Group, il maggiore operatore verso l’Italia, ha eliminato tutti i voli charter che partivano da Rostov sul Don, Samara, Ekaterinburg e Krasnoyarsk. Il traffico aereo è stato concentrato negli aeroporti di Mosca e San Pietroburgo, ma comunque con la frequenza dei voli ridotta.

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