mercoledì, Settembre 22

I tre lati del prisma

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Farvi venire voglia di scimmiottarli è stata la loro più grande vittoria.
Il bisogno indotto di comprare una cosa qualsiasi – arma pur potentissima, e impiegata senza pietà per alimentare il sistema – è niente, rispetto al bisogno indotto di essere come loro.
Così, la minuscola classe economicamente dominante ha vinto la guerra contro l’immensa classe dominata: estinguendola come classe, trasformandola in massa di individui che odiano i propri pari e amano i propri padroni.
Loro, classe lo sono da sempre.
Voi ne avete perfino dimenticato il concetto astratto.
Date al vostro dolore il nome di fantasia di sfortuna, quando invece è sconfitta.
Ma la guerra non è ancora finita. e ribaltarne il corso è sempre possibile.
Sta – ancora – a voi, o moltitudini.
La vita stessa sul pianeta, così come la conosciamo, dipende da questo.

“In ogni rivoluzione, si insinuano, accanto ai suoi rappresentanti autentici, individui di tutt’altro conio; alcuni sono superstiti di passate rivoluzioni e ne conservano il culto; non comprendono il movimento presente ma conservano ancora una grande influenza sul popolo, per la loro onestà e il loro riconosciuto coraggio, o per la semplice forza della tradizione. Altri non sono che semplici schiamazzatori, i quali, a forza di ripetere per anni la stessa serie di stereotipe declamazioni contro il governo del giorno, si sono fatti passare per rivoluzionari della più bell’acqua. Anche dopo il 18 marzo [1871 – sollevazione di Parigi e nascita della Comune], si videro riemergere alcuni tipi di questo genere, e in qualche caso riuscirono a rappresentare parti di primo piano. Nella misura del loro potere, essi furono d’ostacolo all’azione della classe operaia, esattamente come uomini di tale stampo avevano frenato il libero sviluppo di ogni precedente rivoluzione. Questi elementi sono un male inevitabile; col tempo ci si sbarazza di loro, ma alla Comune non ne venne lasciato il tempo.”
Karl Marx – Indirizzo del Consiglio Generale dell’Associazione Internazionale dei Lavoratori (30 maggio 1871)

Le compagne e i compagni – io l* chiamo tutt* così, né credo gli dispiaccia – che da settimane strappano il tempo a morsi dai propri impegni quotidiani, che si auto-organizzano con la sola guida dell’intelligenza e della sensibilità messe a fattor comune, che sostengono anche di tasca propria all’occorrenza le spese di una campagna d’informazione e mobilitazione condotta solo perché ci si crede davvero, e che continueranno a farlo per altre settimane, fino all’ultimo giorno utile per la raccolta delle firme, inventandosi competenze di attivazione e coordinamento e talenti comunicativi e creativi che nessun* forse pensava nemmeno di possedere nella propria vita ordinaria, ebbene quelle compagne e quei compagni sono i veri garanti del progetto politico nazionale che chiamiamo L’altra Europa con Tsipras, la cui messa in opera fa sì che anche dal nostro popolo emerga e si aggiunga a quelle già udibili, strutturate, efficaci, di tutti gli altri popoli europei, la voce di una sinistra diffusa, plurale ma coesa, che dice “voglio l’Europa, e la voglio giusta!”
Questo seme darà fiori e frutti anche dopo il 25 maggio.

Io credo questo. E ringrazio come non so dire, chi – con qualunque misura di impegno e coinvolgimento – sta avendo cura di quel seme tanto prezioso.

 

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