sabato, Ottobre 23

I tre giorni di Alfredino Rampi, a 40 anni dalla tragedia di Vermicino Fu mostrata l’inefficienza e la velletarietà dello Stato italiano, nonostante l’encomiabile sforzo di singoli

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Sono passati già quaranta anni dalla tragedia di Vermicino, paese vicino a Roma, con l’intera Italia a seguire la diretta TV di Alfredino Rampi, il bambino rimasto imprigionato in un pozzo artesiano in cui era caduto il 10 giugno 1981.

Il bambino era andato con i genitori in una casa di campagna vicino a Frascati, nei Castelli romani e improvvisamente scomparve. Furono avviate subito le ricerche finché un poliziotto non lo individuò.

Fu commesso subito un primo errore, in Italia non manca mai: fu calata una tavoletta che rimase incastrata e che fu la vera causa del disastro.

Un microfono ultrasensibile fu fatto scendere nel pozzo e così il piccolo Alfredino potè parlare e fu nutrito con una sonda. Anche il Presidente Sandro Pertini, con la sua forza iconica, fu vicino fisicamente al luogo della tragedia.

Il drammatico dialogo tra Alfredino e il vigile del fuoco Nando Broglio rimarrà impresso nella memoria storica degli italiani. Fu anche utilizzato un ‘uomo ragno’ per tentare di salvare il piccolo, ma un ulteriore smottamento lo portò giù di altri trenta metri rendendo impossibile il recupero –nonostante l’uso di una trivella- e dopo tre giorni di passione in diretta, non ci fu più niente da fare.

Fu mostrata l’inefficienza e la velletarietà dello Stato italiano, nonostante l’encomiabile sforzo di singoli. Tuttavia, l’esperienza servì ad organizzare meglio i soccorsi e a strutturare unità di crisi specifiche per i salvataggi di questo tipo.

Dopo si scatenarono le polemiche – alcune giuste, altre pretestuose – con le accuse ai genitori Nando Rampi e Franca Bizzarri.

In particolare, la madre fu accusata di essersi cambiata di abito e di non essersi mostrata abbastanza disperata’ nelle riprese televisive più altre illazioni addirittura sulla paternità.

Alla fine, come spesso avviene nelle cose italiane, si fecero processi, in particolare contro l’operaio che fece il pozzo e il proprietario, e si imbastirono accuse, ma nessuno fu condannato e la ridda delle supposizioni e delle dietrologie avvelenò ulteriormente il clima.

Dal punto di vista della storia televisiva, la tragedia di Vermicino segnò comunque uno spartiacque in quanto anticipò quelle ‘dirette del dolore’ che, inizialmente genuine, sono divenute poi solo degli show che speculano sulla pruriginosità di un pubblico immaturo.

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Sull'autore

Giornalista professionista e scrittore. Laureato in Fisica. E’ stato anche deputato della Repubblica.

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