domenica, Giugno 20

I sistemi pensionistici della UE

0
1 2 3 4 5


Nell’Unione Europea, un cittadino su quattro dipende attualmente dal reddito pensionistico. Anche i cittadini più giovani un giorno beneficeranno delle pensioni. E anche loro hanno un interesse immediato poiché le tasse e le ritenute previdenziali che i cittadini versano in età lavorativa contribuiscono a sostenere gli attuali pensionati. Tuttavia, le pensioni rappresentano una delle maggiori voci della spesa pubblica nell’UE e dal momento che la popolazione di quest’ultima invecchia a causa dei bassi tassi di natalità e della crescente longevità, il sistema pensionistico sta subendo una crescente pressione.

Sin dal suo inizio nel 2011, il processo del Semestre europeo ha portato a stillare un’annuale Raccomandazione Specifica per Paese in materia di pensioni per la maggior parte degli Stati Membri. E il rapporto sull’invecchiamento del 2015 mostra che sono stati fatti dei passi in avanti al fine di rendere il sistema pensionistico più sostenibile. Si prevede che la spesa totale europea per le pensioni pubbliche quale percentuale di PIL, nel 2060 sarà simile ai livelli attuali, nonostante l’invecchiamento della popolazione. Ma è necessario altresì che le pensioni siano adeguate e il rapporto sull’adeguamento pensionistico del 2015, recentemente pubblicato, offre un quadro esaustivo della situazione attuale e futura.

Mentre livelli accettabili di adeguatezza sono stati ampiamente mantenuti per gli attuali pensionati, ciò non si applica ovunque o per tutti i gruppi (es. le donne corrono maggiore rischio di un reddito pensionistico inadeguato). E poiché l’impatto della riforma delle pensioni si concretizza, è necessario affrontare alcune sfide se i crescenti numeri dei futuri pensionati dell’UE dovranno evitare povertà o ampie mancanze nei loro redditi pensionistici.

 

Background

Invecchiamento demografico

La popolazione dell’Unione Europea sta invecchiando a causa di una combinazione tra longevità crescente e bassi tassi di natalità. Come la Figura 1 mostra, coloro con un’età superiore ai 65 anni stanno diventando un gruppo più importante, mentre il gruppo tra i 15-64 è in diminuzione. Di conseguenza, si prevede che l’UE passerà da 4 persone in età da lavoro (15-64) su 1 con età superiore ai 65, a solo 2 entro il 2060.

Pensioni adeguate e sostenibili

L’UE ha una limitata competenza in materia di sistemi pensionistici, poiché spetta agli Stati Membri prendere decisioni al riguardo. In base al Pilastro I pensioni (pubbliche) il ruolo dell’UE è essenzialmente limitato ad assicurare che le persone, esercitando il loro diritto al libero movimento, non si perdano, oltre ad alcune disposizioni anti-discriminazione. Un aspetto fondamentale è che sono in vigore altre norme nel Pilastro II (occupazionale) e III pensioni (personali), vista la loro natura prefinanziata e le interazioni col mercato interno.

In sostanza, queste norme sono legate ai requisiti prudenziali minimi e alla tutela del lavoratore e del consumatore. Tuttavia, vi sono anche iniziative a livello dell’UE per incoraggiare la condivisione volontaria di prassi migliori e sviluppare obiettivi e indicatori comuni. Norme fiscali e, in particolare, il processo del Semestre Europeo (si veda sotto) possono anche far rientrare le pensioni nell’ambito dell’UE.

L’Unione Europea nel suo Foglio Verde sulle pensioni ha sottolineato l’importanza dei sistemi pensionistici adeguati e sostenibili. Ad esempio, esso evidenzia il rischio che le pensioni inadeguate possano portare, attraverso la pressione pubblica, a degli aumenti ad hoc nelle pensioni o ad altri sostegni, mettendo in pericolo la sostenibilità. Parimenti, sistemi pensionistici che non sono riformati collasseranno alla fine sotto il peso delle popolazioni che invecchiano e si dimostreranno inadeguati. In seguito a questa principale consultazione, la Commissione ha definito la sua visione definitiva sulle pensioni nel suo Foglio Bianco del 2012, ‘un’agenda per pensioni adeguate, sicure e sostenibili’.

I due temi principali per assicurare che le pensioni fossero adeguate e sostenibili erano:

  • Migliorare l’equilibrio del tempo trascorso al lavoro e in pensione;
  • Sviluppare risparmi pensionistici privati complementari.

Queste prescrizioni politiche sono state in generale ben accolte, anche dal Parlamento europeo nella sua risoluzione sul Foglio Bianco. Gli Stati membri concordavano in generale anche sull’importanza e sulla direzione generale delle riforme pensionistiche necessarie, come ad esempio si evidenzia nelle conclusioni del Consiglio inerenti a queste tematiche. Per i partner sociali, anche il Foglio della posizione europea aziendale ha accolto il bisogno di vite attive più lunghe in vista di una crescente longevità, oltre a compiere sforzi per incrementare l’occupazione e sostenere i risparmi complementari. La posizione della CES (Confederazione europea dei sindacati) riguardo al Foglio Bianco, se in generale ha ben accolto l’analisi, era più critica. Poneva l’accento sugli aspetti macro-economici che ignorano il fine sociale delle pensioni e l’importanza della solidarietà e dell’adeguatezza delle pensioni.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->